Farmacie, in equilibrio tra esigenze di video-controllo e codice della privacy

 

Illustriamo nel dettaglio il progetto di videosorveglianza messo a punto per la Farmacia San Giorgio di Genova.

 

Il quartiere Albaro di Genova, uno dei più esclusivi della città, ospita una delle farmacie storiche - fondata nel 1958 - e più conosciute dalla cittadinanza: la Farmacia San Giorgio.

Per tenere fede al proprio ruolo di punto di riferimento per gli abitanti di Genova, la struttura ha deciso di dotarsi di un nuovo impianto video, in grado di garantire la sicurezza di dipendenti e clienti in caso di furti e atti criminosi, proteggendo anche gli ambienti esterni da atti vandalici.

Giovanna Barbieri, co-titolare di Dynamic Studio - partner di Axis Communications - insieme a Manuel Tosatti, sales manager dell’azienda, ci “racconta” il progetto da loro curato.

 

 

 

Partiamo con l’illustrare ai lettori quali sono, nello specifico, le esigenze di sicurezza proprie di una farmacia…

La prima esigenza riguarda il controllo dell’area vendita, dove è necessario monitorare sia le transazioni - quelle effettuate con il POS, per verificare carte di credito rubate o clonate - sia la gestione dei resti, andando a prevenire l’infedeltà interna, dove il dipendente non rimette il resto all’interno della cassa oppure chiede un resto superiore al cliente. Un’altra criticità è relativa alle procedure di consegna dei medicinali da parte dei fornitori. Spesso accade che le scatole vengano lasciate nelle aree di passaggio anche durante l’orario di chiusura. Il controllo video di tali aree garantisce maggiore tranquillità al farmacista che - non va dimenticato - è un imprenditore particolare, diverso dagli altri che si incontrano nell’ampio e diversificato settore retail. Infine, dobbiamo tenere conto dei rischi più temuti, ovvero il furto a negozio chiuso e la rapina a mano armata in pieno giorno, col negozio in attività e la presenza di pubblico.

 

Entriamo nel dettaglio del progetto…

Quando abbiamo esaminato i locali la prima volta, ci siamo trovati davanti a un sistema analogico preesistente, decisamente inadeguato alle esigenze di una struttura rimessa a nuovo dal punto di vista degli arredi e del design. Il nuovo progetto, dunque, ha previsto l’installazione di un sistema video IP, interno ed esterno.

 

Descriviamolo…

Si tratta di un impianto a copertura totale - sia esternamente che internamente - grazie a 6 telecamere IP. In particolare, sono state installate 2 telecamere - Axis P1344 e Axis Q1604 HDTV - per il videocontrollo del perimetro esterno, resistenti ad vandalici, urti ed eventi atmosferici. Gli interni, invece, sono monitorati da 4 telecamere Axis M3005-V in HDTV.

 

 

Quali criticità avete dovuto affrontare?

Le dimensioni del server. In una struttura dagli spazi contenuti come quelli del sito in questione, la presenza del server per la registrazione delle immagini occupava molto spazio. Per questo è stata apprezzata la possibilità di registrare le immagini a bordo delle telecamere, tramite il software Axis Camera Companion, consentendo così di rimuovere il precedente server, eliminando, così, anche i costi di manutenzione dello stesso. Completa la soluzione, il software di registrazione Milestone Xprotect Essential, per la visualizzazione delle immagini in remoto e tramite App, per la consultazione degli eventi su smartphone e tablet nel momento in cui scatta l’allarme. Ricordo che la normativa di riferimento impone al titolare l’obbligo di collegarsi da remoto unicamente quando si verifica una segnalazione di allarme e non in altri momenti, al fine di evitare il controllo dei dipendenti durante l’operatività quotidiana.

 

 

L’aspetto più complesso relativo all’installazione delle telecamere?

L’installazione dei dispositivi di ripresa doveva rispettare diverse esigenze: da una parte, quelle degli architetti, i quali chiedono che i dispositivi di sicurezza siano discreti, poco visibili, in linea con i colori del negozio e minimamente invasivi; dall’altra parte, ci sono le esigenze di sicurezza, che richiedono telecamere compatte ma - al contrario - a vista, che fungano da deterrente e che siano visibili anche da parte di impiegati e clienti, i quali devono sapere che vengono ripresi, in linea con quanto prescritto dalla normativa sulla privacy.

 

 

La parte video si integra col sistema antintrusione?

Certo. Il sistema video è stato integrato con l’impianto antintrusione, in modo tale che, durante l’orario di chiusura, nel momento in cui il sensore volumetrico rileva un’eventuale intrusione, si accendano le luci nell’area vendita e la telecamera possa inquadrare nitidamente ciò che sta accadendo.

 

 

E’ stato difficile soddisfare, al contempo, esigenze di protezione, corretta percezione del “controllo” da parte dei dipendenti e rispetto della normativa sulla privacy?

Sono stati gli stessi dipendenti, in accordo con i titolari, a richiedere un maggiore livello di sicurezza e un sistema di videosorveglianza adeguato, per sentirsi più sicuri e protetti, sia all’interno che all’esterno della farmacia. Ricordo che le farmacie lavorano anche nelle ore serali e - a turno - di notte, momenti in cui il personale si sente particolarmente esposto e a rischio, in quanto, oltre all’incasso della giornata, all’interno del negozio sono presenti medicinali di un certo tipo - metadone, siringhe ecc. - prodotti per l’infanzia e prodotti per l’estetica molto costosi, che rappresentano un bersaglio appetibile per tossicodipendenti, criminali e malintenzionati in genere. La videosorveglianza, dunque, funge da deterrente per il criminale non organizzato, ma è anche fondamentale per fornire alle Forze dell’Ordine - in caso di attacco da parte di “professionisti” - prove video puntuali ed efficaci.

 

 

 

La parola all’avvocato

L’avvocato Gianluca Pomante, esperto in tema di privacy, ci spiega come la presenza di telecamere all’interno delle farmacie sia soggetta a vincoli stringenti, la cui inosservanza espone a gravose sanzioni pecuniarie.

 

 Avvocato, la farmacia rappresenta un contesto particolare, in cui la necessità di garantire il diritto alla salute si scontra con l'esigenza di assicurare la riservatezza dei dati personali dei clienti, col fine di prevenire la divulgazione di informazioni che rivelerebbero la patologia del paziente, passeggera, cronica o grave che sia…

Per questo motivo, all'interno delle farmacie è necessario istituire appropriate distanze di cortesia, per evitare che altri clienti vengano a conoscenza dello stato di salute e delle esigenze della persona che li precede, la quale, peraltro, potrebbe risultare fortemente imbarazzata dal rivelare le proprie necessità pubblicamente.

 

Data la delicatezza dei dati gestiti in un simile contesto, appare evidente come l’installazione di telecamere di videosorveglianza rappresenti una questione complessa. Che cosa dice, in merito, il Garante della Privacy?

In risposta a un quesito formulato da Federfarma - Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani - il Garante ha chiarito che “… le immagini provenienti da un sistema di videosorveglianza installato in una farmacia costituiscono un trattamento di dati personali e, quindi, la loro visione deve essere riservata soltanto al personale autorizzato. I monitor non possono essere collocati in una posizione esposta al pubblico, neppure quando l’obiettivo è quello di scoraggiare eventuali rapinatori”.

 

Chi può visionare le immagini riprese dalle telecamere?

Soltanto gli addetti ai lavori, preventivamente individuati dal titolare per ragioni connesse alla sicurezza del patrimonio e delle persone.

 

Quali obblighi devono osservare i titolari di farmacie?

E’ obbligatorio, per qualsiasi impianto di videosorveglianza, esporre uno o più cartelli per informare utenti e collaboratori che stanno per accedere in una zona ripresa da telecamere. Il cartello con l'informativa deve essere adattato alle circostanze del caso e deve contenere le generalità del titolare della farmacia - se trattasi di ditta individuale - o la ragione sociale dell'azienda, oltre alle finalità perseguite con l'installazione del sistema.

 

Quale sanzione è prevista per chi viola tali disposizioni?

La violazione delle disposizioni riguardanti l’esposizione del cartello - ad esempio, laddove non indichi il titolare del trattamento, la finalità perseguita e il collegamento con le Forze di Polizia - è punita con la sanzione amministrativa da 6.000 a 36.000 euro, prevista dall'art. 161 del Codice Privacy.

 

Valerio Salvi

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