Controllo bagagli, l’aeromobile al centro del sistema

 

Soltanto a partire dal 2001, il controllo del bagaglio da stiva è divenuto obbligatorio. E oggi, in base al Programma Nazionale di Sicurezza emanato dall’ENAC, anche il personale e gli equipaggi vengono sottoposti a controlli, alla stessa stregua dei passeggeri. L'aeromobile diventa, così, il centro del sistema di protezione, al quale seguono tutte le altre aree, compresa la zona esterna all'aeroscalo.

 

Nel 1988, un Boeing 747 esplose in volo sulla cittadina di Lockerbie, in Scozia, in seguito alla detonazione di un esplosivo nascosto in una valigia da stiva. Nel disastro aereo morirono 270 persone.

All’epoca, a differenza di quanto già avveniva per passeggeri e bagagli a mano, il bagaglio da imbarco non veniva sottoposto ad alcun controllo

Ancora nel 2000, persino gli scali aeroportuali più a rischio e con policy di security più stringenti, si limitavano a chiedere il controllo del bagaglio da stiva solo come misura aggiuntiva. Soltanto con l'ingresso nel nuovo secolo, tale attività è divenuta obbligatoria.

A partire dal 2001, oltre all'International Civil Aviation Organization (ICAO) - agenzia autonoma delle Nazioni Unite incaricata di sviluppare i principi e le tecniche della navigazione aerea internazionale, delle rotte e degli aeroporti e promuovere la progettazione e lo sviluppo del trasporto aereo internazionale, rendendolo più sicuro e ordinato - e ai singoli Stati che allora emanavano leggi in accordo con le sue raccomandazioni e i suoi standard, sulla materia hanno cominciato a legiferare anche altri soggetti, uno su tutti l'Unione Europea.

Proprio a quell'anno risale il primo regolamento della nostra Comunità e, da allora, è stato un crescendo di misure aggiuntive, che sono andate a disciplinare aspetti precedentemente non considerati.

In pratica, sono state progressivamente elaborate una serie di regole base, alle quali devono sottostare tutti i Paesi dell'Unione, adattando alla specificità del contesto europeo quanto previsto dall'ICAO. Che cosa è cambiato a quel punto? Molte cose.

 

Il Programma Nazionale per la Sicurezza

Il PNS emanato dall’ENAC - Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, che declina nel nostro Paese le leggi europee e disciplina tutte le attività di “aviation security” - è aumentato dalla trentina di pagine nel 2000 alle attuali 150 circa: in pratica, si è andati ad analizzare tutti i singoli aspetti relativi alla sicurezza del volo, con una legiferazione continua.

Inoltre, oggi, a differenza del passato, in cui vi erano norme valide sempre e ovunque a prescindere dalle specificità dei singoli contesti, ci si basa su un approccio legato all'analisi del rischio del sito in esame.

Stanno, poi, diventando titolari della tenuta in sicurezza di spedizioni e bagagli, alcuni soggetti che un tempo non erano presenti nella catena di mission security.

In particolare, nelle forniture per l'aeroporto c'è un lavoro di grande impatto su tutto quello che viene somministrato, utilizzato e venduto nei duty free.

Il legislatore ha stabilito che è possibile delegare parte delle attività di controllo a chi fornisce le merci presenti negli esercizi commerciali dell'area sterile, con una serie di dichiarazioni di conformità e di ispezioni.

Anche il personale aeroportuale e gli equipaggi sono oggi sottoposti a controlli, alla stessa stregua di quanto avviene per i passeggeri, ponendo così l'aeromobile il centro del sistema di protezione, a cui seguono, come cerchi concentrici, tutte le altre aree, compresa la zona esterna dell'aeroporto.

 

L’esempio di American Airlines

All’interno dell’aeroporto, dove è maggiormente percepita, da parte dei viaggiatori, l'attenzione degli operatori e l’applicazione delle normative, è l'area che precede l’imbarco.

In ogni aeroporto dell'Unione Europea, i passeggeri possono essere esaminati mediante body scanner. Inoltre, in seguito all'attentato di Bruxelles del 22 marzo 2016, l'UE sta guardando con particolare attenzione alle rigide misure di sicurezza praticate negli aeroporti israeliani.

Si ventila l'introduzione di uno "stile Tel Aviv", con metal detector per bagagli e persone già all'ingresso delle strutture.

Più nel dettaglio, presso l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, considerato uno dei più sicuri al mondo, sono previsti cinque livelli di controllo, dall'ingresso fino all'imbarco, nel corso dei quali gli uomini della sicurezza assegnano un "indice di pericolosità", per il quale sono previsti ulteriori verifiche prima dell'imbarco stesso.

Se tali novità venissero introdotte, determinerebbero un aumento dei costi e dei tempi di controllo.

Da qui l'importanza della tecnologia: a tela proposito, American Airlines sta facendo da apripista testando un nuovo sistema automatizzato che contribuirà ad accelerare i controlli di sicurezza, basato su tecnologia RFID, telecamere a raggi X, nastri e sistemi di trasporto in grado di isolare i bagagli a rischio senza interrompere il flusso.

I nuovi sistemi utilizzeranno anche la tomografia computerizzata (TAC) per la scansione dei bagagli a mano, mentre in precedenza questa procedura era utilizzata per i soli bagagli da stiva. I passeggeri, insomma, potranno tenere in borsa computer portatili e liquidi, senza dover svuotare il bagaglio ai controlli.

 

La sfida maggiore? Il rilevamento degli esplosivi

A proposito della tecnologia a raggi X, Claudio Rossi, Security Sales Manager di Gilardoni - azienda che offre una linea completa di soluzioni per il controllo bagagli - spiega come questa permetta agli addetti al controllo di individuare eventuali minacce senza essere costretti ad aprire i bagagli, velocizzando così le operazioni.

Oggi, poi, attraverso la tecnologia multi-energia, i sistemi a raggi X permettono di rappresentare su video, secondo un codice cromatico prestabilito, la natura dei diversi materiali scansionati che compongono gli oggetti contenuti nei bagagli.

In questo modo, diventa più semplice individuare oggetti pericolosi o illeciti che, pur aprendo le valige, potrebbero sfuggire al classico controllo manuale: il nero indica i materiali non penetrabili, permettendo, ad esempio, di individuare, all'interno del bagaglio a mano, una scatola di piombo dove potrebbe essere nascosto qualcosa di pericoloso.

Il blue rileva i materiali metallici, con cui di solito sono realizzati pistole e coltelli. Il verde, invece, segnala i materiali con numero atomico intermedio, come il vetro. Infine, l'arancione coglie i materiali organici e plastici, ovvero droga ed esplosivi.

Il colore, poi, può essere più o meno intenso a seconda della densità e della quantità del materiale sospetto.

In futuro - continua Rossi - ci saranno macchine a disposizione degli addetti al controllo dei bagagli a mano per individuare immediatamente la presenza di materiali esplosivi, solidi o liquidi, attraverso l'immediata interazione con un database predefinito, proprio come già avviene per il bagaglio da stiva.

E, tra le novità in serbo quest’anno, Gilardoni propone il portale EvolvEdge. Si tratta di un metal detector che il passeggero attraversa come fosse un arco e che permette di individuare tutte le possibili minacce, non solo coltelli ma anche esplosivi.

Inoltre, è in grado di esaminare un numero elevato di passeggeri in poco tempo, risultando l'ideale per ingressi ad alto flusso.

 

Chi c’è dietro la sicurezza aeroportuale?

In seguito al Decreto Ministeriale 85/99, dal 2001 le attività di sicurezza aeroportuale sono state gradualmente trasferite alle società di gestione degli scali. Antonio Guglielmucci, security manager di Gesac - gestore dell’aeroporto di Napoli Capodichino - ci racconta la sua esperienza presso lo scalo più grande del Sud Italia

 

Quali compiti di security spettano alle società di gestione?

All'inizio le competenze erano squisitamente legate ai controlli “fisici” su ciò che viene imbarcato, dai passeggeri ai bagagli, dalle merci alla posta. Progressivamente, ci sono state affidate ulteriori attività, tra cui i controlli sugli equipaggi e sul personale, compito in precedenza esclusivo delle Forze dell'Ordine. È, poi, recente l'introduzione di attività di vigilanza e pattugliamento delle infrastrutture di volo e delle strutture e aree accessibili al pubblico, col fine di prevenire tentativi di intrusione, individuare tempestivamente atteggiamenti anomali e forzature dei sistemi di sicurezza, che possano fare presumere l'intenzionalità di un attentato terroristico o, comunque, di un atto di interferenza illecita contro l'aviazione civile.

 

Come si declinano le procedure di controllo bagagli presso l’aeroporto di Napoli?

La linea di Gesac - che è poi quella dell'International Civil Aviation Organization (ICAO), nonché del Programma Nazionale per la Sicurezza emanato dall’ENAC - poggia sull'analisi dei rischio.

 

Nel concreto, che cosa significa?

Tale prospettiva - ancora in fase di studio e con limitati casi di sperimentazione nei principali aeroporti mondiali - prende in esame una serie di fattori legati alla tipologia di passeggero. E, sulla base di tali fattori, vengono eseguiti controlli di natura diversa, a seconda del potenziale livello di rischio di ciascuno.

 

Di quali fattori parliamo?

Ad esempio, dei tratti somatici, del paese di provenienza e/o di destinazione, del motivo del viaggio, incrociati con i documenti di identità, i dati biometrici e altri elementi utili.

 

Corsi di formazione, l’ENAC detta le regole

I corsi sulla security aeroportuale seguono una normativa specifica istituita all’ENAC - Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, che ne stabilisce contenuti, durata e modalità di somministrazione, in aula oppure e-learning, suddividendoli in categorie.

Oggi - spiega Stefano Lucci, CEO di OTJ, società di consulenza e formazione, compresa quella del personale aeroportuale - esistono sedici corsi in materia.

Considerata la delicatezza della funzione, su coloro che si iscrivono viene effettuato uno screening, con verifica di eventuali precedenti penali.

Il controllo viene ulteriormente approfondito dagli organi di Polizia alla richiesta del Tesserino Aeroportuale, documento necessario per operare all’interno di qualsiasi aeroporto.

In particolare, per quanto riguarda il controllo dei bagagli - prosegue Lucci - i corsi sono classificati in base al ruolo specifico dell’operatore e vanno, quindi, dal semplice controllo visivo fino al controllo attraverso l’utilizzo delle apparecchiature a raggi X

I corsi possono essere svolti soltanto presso Enti di formazione e tenuti solo da istruttori certificati ENAC iscritti in un apposito registro presso l’Ente stesso.

Su queste basi, a chi ha frequentato il corso viene rilasciato un attestato con validità ufficiale sul territorio nazionale.

 

Monitoraggio bagagli in funzione antifurto: l’esempio di Londra

AirPortr, corriere inglese che fornisce un servizio di raccolta e consegna bagagli per chi viaggia in aereo, ha di recente lanciato - primo in Europa - un servizio di trasporto bagagli on demand, rendendo la vita più semplice ai passeggeri grazie al trasferimento delle valigie dall’abitazione, ufficio o hotel fino all’aeroporto.

Il servizio online consente ai clienti godersi il viaggio senza dover portare con sé borse pesanti, che vengono immagazzinate in modo sicuro presso i depositi dei tre scali della città inglese.

Il monitoraggio della distribuzione dei bagagli da e per gli aeroporti di Heathrow, Gatwick e City - salvaguardandoli da danni, manomissioni e furti durante ogni fase del processo di trasferimento - è affidato a telecamere Full HD Sony.

Una volta giunti in aeroporto, tutti i bagagli sono soggetti a rigorosi controlli di sicurezza, tra cui i raggi infrarossi all'entrata e all'uscita dall'aeroporto.

Ogni elemento riporta l'indicazione dell'orario di raccolta e consegna, per un monitoraggio e tracciamento completi, con indicazione della posizione in qualunque momento.

Massimiliano Luce

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