Security automation e gestione integrata

E’ stata premiata con una menzione speciale nell’ambito del Premio H d’Oro 2009 la complessa installazione presso un macello di carni bovine.

Per la categoria “Attività produttive e servizi” nell’ambito del Premio H d’Oro 2009 - indetto dalla Fondazione Enzo Hruby - è stata oggetto di una menzione speciale Albini Ferdinando Elettronica, azienda installatrice di Verona.
Alla ditta si deve l’installazione di un sistema di security automation realizzato in modo da consentire la gestione integrata degli impianti che svolgono un ruolo di protezione attiva dello stabilimento Lanza di Negrar (Vr), adibito a macello di carni bovine.
Un’operazione di messa in sicurezza che si è conclusa nel giugno 2008 e che richiesto l’impiego di due/tre persone contemporaneamente per un anno e mezzo circa.
Le difficoltà principali si sono presentate a causa della superficie dello stabile e per la particolarità del sito, suddiviso in celle frigorifere, ambiente di lavorazione carni, ecc., oltre alle esigenze del committente di integrare il sistema preesistente con quello nuovo.
Sino dalla fase di progettazione è stata avanzata la richiesta di fornire il sistema di apparecchiature che fossero in grado, prima di tutto, di controllare gli spostamenti del personale all’interno dell’edificio durante le ore di lavoro.
Il rispetto delle norme igieniche è, infatti, fondamentale per chi produce beni alimentari: è indispensabile mettere in pratica tutti gli accorgimenti possibili per assicurare che, in questo caso, la carne non entri in contatto con sorgenti infette che possano alterarne l’integrità.
Questo aspetto è stato preso in esame anche nel momento della scelta del materiale da installare e sulla sua disposizione nell’ambiente.
Per questo motivo, ad esempio, i quadri elettrici sono stati prodotti in acciaio inox, così da resistere alle temperature e assicurare il rispetto delle norme igieniche.
Infine, nei reparti di lavorazione della carne sono state installate telecamere per verificare e accertare il rispetto delle norme comportamentali, oltre che la sicurezza nella gestione di attrezzature e macchinari adibiti al taglio carni.
Le difficoltà incontrate in questo caso sono nate dalla necessità di predisporre un impianto di videosorveglianza che rispettasse le norme previste per la tutela della privacy del lavoratore.

Integrazione e interazione
Gli impianti oggetto di integrazione rientrano nei settori videosorveglianza, controllo accessi, antintrusione, antincendio e diffusione sonora.
Sono tutti in grado di funzionare autonomamente - grazie alla tecnologia di intelligenza distribuita - e, contemporaneamente, di interagire fra loro mediante appositi software dedicati, studiati per la realizzazione della struttura logica degli impianti attraverso connessioni con interfacce hardware fra sistemi, con reti che permettono un dialogo costante degli stessi e con interfacce grafiche composte da tabelle, report e mappe per la gestione degli impianti a un livello definito utente.
Successivamente l’impianto è stato integrato con un sistema di diffusione sonora con connessioni VoIP interne, per la gestione degli annunci al personale tramite tutti i telefoni dell’azienda.

Videosorveglianza
Per quanto riguarda la Tvcc ci si è indirizzati verso l’utilizzo di VDR a sedici e quattro ingressi.
Al VDR sedici ingressi sono collegate le dodici telecamere adibite al controllo generale dello stabile (cancelli e portoni principali, celle di carico/scarico, pesa camion, garage, scale di emergenza, ecc.), mentre al VDR quattro ingressi sono collegate le telecamere che supervisionano l’area dei tornelli e, dunque, la timbratura del personale dentro e fuori gli spogliatoi e gli eventuali scavalcamenti dei tornelli adibiti al controllo dei flussi del personale.
Sono tecnologie necessarie per verificare le effettive timbrature (quali timbrature dubbie, fuori orario, non valide) e le eventuali forzature dei varchi (scavalcamento, strisciamento, ecc.), segnalate dal server TEA 1.0.
Come vettore in grado di cablare le telecamere alle piattaforme di registrazione è stata utilizzata la fibra ottica.

Controllo accessi
Il server controlla sia gli ingressi principali che il percorso e i passaggi che conducono il personale dagli spogliatoi ai reparti, agli uffici o dalle aree lavoro all’uscita dallo stabilimento.
Il controllo accessi si basa fondamentalmente su tre livelli:

- aree perimetrali: nel primo livello il server TEA 1.0 prevede il controllo degli accessi allo stabilimento. Alla scheda Planet S230P di primo livello sono collegati due lettori Resist-TPS, che integrano tastiera numerica e lettore di prossimità per la gestione degli accessi che distingue fra:
• titolari, funzionari e addetti alle lavorazioni che utilizzano un badge personale per l’accesso alla struttura
• autisti/autotrasportatori di ditte esterne che, per poter accedere all’area perimetrale dello stabilimento, devono digitare un codice sulla tastiera del lettore del cancello. Il codice ha validità giornaliera e viene rigenerato dopo ogni utilizzoInoltre, mediante codici personali, gli addetti alle operazioni di carico/scarico merci e gli autisti interni possono decidere di attivare l’apertura e la chiusura del cancello

- ingresso stabilimento (area spogliatoi): alle schede Planet S230P di secondo livello, che sorvegliano la porta ingresso operai e le porte di accesso agli spogliatoi, sono collegati i lettori di prossimità Mini-Time PS, che gestiscono gli accessi secondo diversi scenari, come spiegato di seguito:
• scenario 1
Quando l’impianto antintrusione è inserito, alla “porta ingresso operai” hanno accesso solo i titolari dell’azienda, i capi reparto e i funzionari addetti allo spegnimento dell’“area stabilimento” in possesso di badge Master. Ogni tentativo da parte di badge non abilitati viene bloccato, videosorvegliato e registrato
• scenario 2
Quando l’impianto antintrusione è disinserito, l’accesso è consentito a tutti i dipendenti in possesso di badge ordinari, che si dirigono agli spogliatoi di reparto secondo le suddivisioni previste.
A questo livello i dipendenti possono uscire dagli spogliatoi solamente timbrando sui lettori dei tornelli ma non possono ancora accedere ai reparti.
L’abilitazione per i successivi lettori e, quindi, all’area lavorazioni e confezionamento carni, infatti, avviene solo con il superamento del terzo livello

- passaggio tornelli (area timbratura presenze): TEA 1.0, a questo punto, controlla l’avvenuta timbratura (il server registra l’entrata del dipendente e il dato viene utilizzato per l’abilitazione accessi e il controllo presenze dipendenti) con lo stesso cartellino utilizzato per accedere allo stabilimento.
Il server controlla la presenza del personale anche attraverso il sistema di videosorveglianza.
Solo a questo punto il titolare del badge ha libero accesso ai reparti di competenza.
Per i reparti di lavorazione carne le Planet S230P gestiscono i tornelli “lava-mani” e “lava-scarpe”.
All’inizio del turno, cioè, il personale deve far leggere sul lettore Mini-Time PS il proprio badge, cosicché la scheda Planet S 230 P, collegata al lettore, attiva in pedana le spazzole lava-scarpe e lo sterilizzatore mani.
Solo a questo punto, se le operazioni di sterilizzazione mani e scarpe sono state compiute correttamente, si sblocca un ulteriore tornello installato dopo lo sterilizzatore e si aprono le porte automatiche per accedere alla sezione adibita alla lavorazione carni.
All’interno di quest’ultimo reparto sono presenti porte automatiche che compartimentano le aree di lavoro.
Come per la “porta ingresso operai”, anche i lettori Mini-Time PS che comandano queste porte sono interdetti alla lettura badge a impianto inserito.
Particolare attenzione è stata rivolta al montacarichi presente al centro della struttura e adibito alla gestione del flusso delle merci e degli addetti.
Il controllo accessi gestisce anche le chiamate al piano: per chiamare e selezionare il piano è necessario farsi identificare tramite badge.
Anche il montacarichi funziona in base allo stato di inserimento/disinserimento impianto antintrusione, come tutti i varchi dello stabile.
Terminate le attività nei reparti il personale è obbligato a compiere il percorso inverso.

Antintrusione
L’impianto antintrusione si compone di trentadue nodi, quattro tastiere di servizio, cinque alimentatori “intelligenti”, per un totale di 198 zone cablate.
È supervisionato da TEA 1.0 con programmi Europlex e mappe grafiche che sono necessari, vista la complessità del sistema, per facilitare all’operatore responsabile sicurezza le operazioni di gestione dell’impianto.
Di seguito le aree di compartimentazione:

• uffici
• stabilimento
• garage
• locale CED

All’ingresso di ciascuna area è presente una tastiera di servizio che consente la supervisione remota e l’accensione/spegnimento dell’impianto e la possibilità di gestire le operazioni correlate (esclusione, inibizione, ecc.), utilizzabili da personale autorizzato dalla direzione.
Ogni addetto autorizzato dispone di un codice che, per protocollo, viene rigenerato ogni sei mesi.
Lo stato dell’impianto è, inoltre, gestito da un istituto di vigilanza che, in caso di disinserimento dell’impianto fuori orario, allerta il responsabile della sicurezza.
Il sistema avverte in caso di intrusione tramite segnali acustici interni ed esterni, combinatori telefonici e ponti radio.
Inoltre, blocca e sblocca tutte le Planet S 230 P che controllano gli ingressi interni ed esterni allo stabile e alle aree riservate, comprese le chiamate montacarichi.
Quando il sistema è inserito, solo chi possiede i “badge master”, distribuiti ai funzionari addetti al controllo dei garage, del macello e degli uffici, può entrare nello stabile.
Tutte le porte di emergenza che dai reparti portano all’esterno sono costantemente controllate e la loro apertura genera un avviso attraverso l’attivazione di sirene interne.
La centrale Primato, infine, è installata in locale CED, locale climatizzato a temperatura costante e dotato di impianto antintrusione attivo ventiquattrore su ventiquattro.

Antincendio
TEA 1.0 supervisiona anche l’impianto antincendio.
La centrale AM4000 gestisce tutti i rivelatori fumo, termovelocimetrici e gas distribuiti nell’area dell’edificio, oltre che il sistema di avviso emergenza.
Il sistema avverte, in caso di inizio di incendio nei magazzini o negli uffici, attraverso segnali acustici interni ed esterni, combinatori telefonici e ponti radio e, inoltre, chiude tutte le porte tagliafuoco distribuite nell’edificio attraverso magneti controllati e intercetta l’erogazione gas con un’apposita elettrovalvola.
Avverte, inoltre, in caso di emissione di gas esplosivi (metano) o tossici (idrogeno) nei locali caldaia e carica muletti, mediante segnali acustici interni ed esterni, combinatori telefonici e ponti radio.
Anche in questo caso, inoltre, chiude tutte le porte tagliafuoco distribuite nell’edificio attraverso magneti controllati e intercetta l’erogazione gas metano con apposita elettrovalvola o forza la ventilazione nel locale.
Il sistema, infine, gestisce eventuali segnalazioni di emergenza sanitaria (infortunio, malessere, ecc.) provenienti dai reparti di lavorazione.
In corrispondenza di ogni pulsante antincendio manuale, infatti, sono stati installati pulsanti di richiesta SOS che, in caso di azionamento, avvertono i responsabili sicurezza, il ponte radio e l’Istituto di vigilanza.
Le interfacce di ingresso pulsanti e gli alimentatori supplementari sono distribuiti al centro dell’area di competenza, cablati in quadri industriali.
La centrale AM 4000 è installata in locale CED.
Nell’area presidiata sono presenti i terminali di servizio LCD 6000 D che consentono la supervisione remota e l’accensione/spegnimento impianto e la possibilità di gestire le operazioni correlate (esclusione, inibizione, ecc.), utilizzabili da personale autorizzato.

Diffusione sonora
L’utente gestisce il sistema di diffusione sonora tramite un’interfaccia VoIP con quattro uscite. I segnali analogici che escono dall’interfaccia sono inseriti in un mixer (con completa gestione dei volumi di preamplificazione e sensibilità ingresso) e sono distribuiti come di seguito:

- tre amplificatori da 240 W per CH1-CH3
- un amplificatore da 120 W (CH2)

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