La città nell’occhio delle telecamere

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Tre sono le aree su cui si articola la sala operativa del Comune di Ravenna: una sala che funge da CENTRALE per la raccolta delle segnalazioni telefoniche e delle comunicazioni radio, dove si acquisiscono le immagini della videosorveglianza della sede; una SALA TECNICA dove si controllano gli impianti dislocati nelle diverse aree del Comune e i sistemi di lettura targhe; un’AREA PER IL FUNZIONARIO DI TURNO che si occupa di coordinare il lavoro tra le pattuglie in campo e la sala operativa

A Ravenna negli ultimi anni sono stati ingenti gli investimenti per ampliare il sistema di videosorveglianza cittadino, sia grazie ai fondi ricevuti dal ministero dell’interno sia grazie alle risorse messe in campo dall’amministrazione comunale.

Secondo Comune d’Italia per estensione e superficie, Ravenna è la città più grande e storicamente più importante della Romagna, oltre a rappresentare uno snodo commerciale nevralgico, vista la presenza dell’unico porto della regione, dove transitano merci ma anche i passeggeri delle navi da crociera. Si tratta di un territorio con una configurazione particolare, dal momento che si spinge dall’entroterra verso il mare, ricoprendo una superficie di 654 km2 (di cui 35 km di spiagge), con 54 frazioni all’interno della compagine comunale.

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Andrea Giacomini, Comandante della polizia locale del comune di Ravenna

Un’area dove i sistemi di videosorveglianza rappresentano uno strumento cruciale tramite cui gli amministratori locali e le forze di polizia riescono a garantire il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini. «L’introduzione della videosorveglianza ha semplificato e agevolato il nostro lavoro dando un importante contributo sul fronte della sicurezza, in primo luogo dal punto di vista preventivo, fungendo da elemento deterrente e anche repressivo, che fornisce dati utili e precisi per ricostruire in modo accurato e puntuale ciò che accade» racconta Andrea Giacomini, dal 2017 comandante della polizia locale di Ravenna.

Il Comune nel corso degli ultimi anni ha ottenuto diversi fondi dal Ministero dell’Interno per il potenziamento della rete di strumenti di sorveglianza del territorio: «Nel 2018 abbiamo ottenuto, grazie al Decreto Legge 14/2017 e al fondo Sicurezza urbana, un cofinanziamento del 50%, pari a 373.000 euro, per il progetto di installazione di 100 nuove telecamere nel centro storico.

A questo stanziamento si sono aggiunti poi altri 457.500 euro di fondi, erogati dal Ministero nel 2020 come cofinanziamento al 50% di un progetto del valore di 915.000 euro per l’installazione di 20 varchi dotati di sistemi di lettura targhe» aggiunge Giacomini.

Sul finire del 2023, inoltre, la giunta comunale ha stanziato altri 106.000 euro per l’installazione di dieci nuove telecamere, ciascuna dotata di quattro ottiche a 90 gradi, a servizio della zona comprendente il Parco della Pace, due istituti scolastici (per il contrasto ai fenomeni di spaccio), il piazzale del commercio e l’area del mercato.

Quali sono i sistemi di videosorveglianza a supporto della vostra attività operativa?

«Nel nostro territorio utilizziamo principalmente due tipologie di telecamere. Da un lato, ci avvaliamo di 339 impianti con dispositivi a panoramica fissa brandeggiabili dalla control room, che ci forniscono immagini a ciclo continuo; dall’altro, per il rilevamento delle targhe dei veicoli che transitano sul territorio abbiamo a disposizione 11 sistemi di lettura targhe, a cui si aggiungono i 20 nuovi varchi installati grazie ai fondi del Ministero, per un totale di 31 postazioni con doppia telecamera. In particolare, i 20 nuovi varchi sono dotati di telecamere con OCR e telecamere di videosorveglianza con multi-ottica composta da 4 obiettivi varifocali».

Quali sono le aree urbane dove l’utilizzo della videosorveglianza è più efficace?

«Nel Comune di Ravenna le telecamere sono installate per l’80% nella zona del centro storico, della stazione ferroviaria e del vicino parco, mentre spostandoci verso la periferia sono dislocate soprattutto in prossimità di parchi pubblici o aree urbane. Non mancano i controlli delle principali vie di accesso e uscita alla città e delle arterie che conducono al porto, dove transita un ingente flusso di merci e persone che sbarcano e si imbarcano sulle navi da crociera».

Com’è strutturata la centrale operativa?

«La nostra sala operativa, che vede l’impiego di circa 3/6 operatori, è articolata in tre differenti aree: una sala che funge da centrale per la raccolta delle segnalazioni telefoniche e delle comunicazioni radio, dove si acquisiscono le immagini dei circuiti di videosorveglianza della nostra sede; una sala tecnica dove si controllano gli impianti dislocati nelle diverse aree del Comune e i sistemi di lettura targhe e dove si svolge anche un servizio di “pattugliamento virtuale” con verifica dei contenuti presenti sui social network e sui siti web per rilevare eventuali attività illecite; un’area per il funzionario di turno (sempre presente o raggiungibile H24) che si occupa di coordinare il lavoro tra le pattuglie in campo e la sala operativa».

Avete all’attivo collaborazioni con le altre forze dell’ordine?

«Nel nostro territorio siamo chiamati a intervenire soprattutto in occasione di furti, incidenti stradali e truffe agli anziani e i sistemi di videosorveglianza costituiscono strumenti preziosi per lo svolgimento del nostro lavoro, così come di quello delle altre forze dell’ordine: a Ravenna si coltiva un sistema di sicurezza integrata che vede collaborare e cooperare attivamente tra loro tutte le forze dell’ordine. Le sale operative di questura e carabinieri hanno accesso in diretta alla nostra control room e stiamo lavorando affinché entro un anno possano collegarsi da remoto ai nostri server e scaricare le immagini riprese dalle telecamere cittadine».


Il lavoro dell’amministrazione comunale

A contribuire in modo sostanziale all’implementazione dei sistemi di videosorveglianza è stata l'attuale giunta comunale di Ravenna, eletta nel 2016 e riconfermata nella tornata elettorale del 2021; in prima fila Eugenio Fusignani, vicesindaco con delega alla sicurezza e polizia locale.

Quali sono state le azioni messe in campo per favorire e aumentare la sicurezza in città?

Eugenio Fusignani, vicesindaco di Ravenna con delega alla sicurezza e polizia locale.

«Ravenna è oggi una città sicura, in cui non è radicato un tessuto criminoso ma sono presenti alcuni episodi criminosi, come in altri grandi centri urbani del nostro Paese.

Al nostro insediamento nel 2016, la situazione in alcune zone della città - come il quartiere Farini, i Giardini Speyer e l’area della stazione ferroviaria - si presentava piuttosto critica, con fenomeni di illegalità diffusa, a cui si aggiungeva un corpo di polizia locale con un organico di 170 unità, non sufficienti a monitorare un territorio vasto come il nostro, e un sistema di videosorveglianza di base buono ma da migliorare.

Nel corso del nostro primo mandato abbiamo svolto un duro lavoro per risolvere le principali problematiche e sopperire alle diverse carenze. In primis, abbiamo aumentato il numero di unità del corpo di polizia locale assumendo 50 nuovi agenti, abbiamo investito sull’implementazione dei sistemi di videosorveglianza adottando tecnologie di nuova generazione e, infine, abbiamo stretto accordi di collaborazione con realtà di vigilanza private e diverse associazioni - tra cui l’Associazione Nazionale Carabinieri, che lavora di concerto con la polizia locale per il pattugliamento del territorio cittadino, offrendo il prezioso supporto di personale esperto proveniente dall’arma.

Nel caso specifico della stazione, siamo intervenuti compiendo, di concerto con prefettura e carabinieri, un importante lavoro di sradicamento dei fenomeni di spaccio e prostituzione, grazie anche alla realizzazione di alcune opere strutturali di supporto come l’apertura di varchi per favorire il passaggio delle auto di controllo, l’aumento dell’illuminazione dell’area e l’introduzione di un presidio fisso della polizia locale a cui si aggiunge la presenza di telecamere di videosorveglianza con allerta sonora».

Qual è l’apporto della videosorveglianza alla sicurezza?

«La videosorveglianza è per noi fondamentale: ampliare i sistemi operativi di protezione del territorio rientra nel generale programma di mandato per la tutela urbana e dell’ordine pubblico, attraverso la prevenzione e il contrasto della criminalità. Fin dall’inizio del 2016 proseguiamo la nostra azione di sviluppo delle politiche di sicurezza, elaborate dall’assessorato e realizzate attraverso le competenze dell’area Infrastrutture civili per garantire una copertura piena e uniforme, senza trascurare nessun ambito in un territorio comunale complesso ed esteso».

Quali sono i vostri progetti futuri per quanto riguarda l’ambito sicurezza?

«Continueremo senza dubbio il nostro programma di implementazione del sistema di videosorveglianza, che si è rivelato un supporto prezioso, estendendolo anche al forese e alla zona dei lidi e cercando di accedere ai fondi messi a disposizione per questo scopo. Lavoreremo parallelamente anche sul fronte dell’organico della polizia locale affinché il corpo continui a essere formato da personale giovane, cercando di inserire, man mano che si rende necessario, nuove risorse e professionalità provenienti dai corpi delle forze armate».

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