Premio H d’oro – Intervista con Carlo Hruby – Tutto il valore della sartorialità e della creatività

Dal 2006 il Premio H d’oro continua a crescere con un’unica missione: riconoscere la capacità di installatori e system integrator di realizzare una sicurezza su misura. La consegna delle targhe di questa ultima edizione si è svolta a Sicurezza 2019. «Dove siamo nati - ha sottolineato il vicepresidente della Fondazione Enzo Hruby, Carlo Hruby - per condividere la cultura della sicurezza con tutti gli operatori del settore»

«Dopo 14 anni dalla prima edizione, il Premio H d’oro è ancora una iniziativa unica e non ha perso la sua carica “rivoluzionaria” in un settore che tende a premiare i prodotti e i costruttori». È Carlo Hruby, vicepresidente della Fondazione Enzo Hruby, a sintetizzare l’anima e il cuore del Premio H d’oro che, per questa sua quattordicesima edizione, è tornato in fiera a Sicurezza, «dove siamo nati - come ha sottolineato anche nel suo discorso di apertura della serata di premiazione - perché è importante che la cultura della sicurezza venga sempre più condivisa tra gli operatori del settore».

Giovedì 14 novembre scorso, infatti, nel cuore della biennale internazionale milanese dedicata ai professionisti del settore, sono stati consegnati i riconoscimenti che hanno premiato le migliori realizzazioni di sistemi di sicurezza in Italia ma anche oltre confine.

I progetti candidati quest’anno al concorso organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby erano 178; la Giuria ne ha ammessi alla finale 62, tutti naturalmente di altissimo livello e omaggiati di una targa celebrativa. 14 sono stati i Premi H d’oro assegnati, cui si sono aggiunti il Premio Speciale Sicurezza su Misura e due Menzioni Speciali (leggi il nostro articolo: "Premio H d’oro – La consegna delle targhe ai vincitori durante Sicurezza 2019").

Il Premio, prima di tutto

Curiosamente, il Premio H d’oro nasce prima della Fondazione. «Anzi - spiega Hruby - è stata proprio l’iniziativa del Premio a darci l’idea di creare la Fondazione e di impegnarci in maniera così forte per diffondere la cultura della sicurezza». Il Premio H d’oro, infatti, gestito dalla Fondazione, in realtà affida a una Giuria esterna e qualificata tutta la parte della scelta dei candidati, della selezione dei finalisti e, infine, l’elezione dei vincitori.

La Giuria comprende docenti del Politecnico - in grado quindi di valutare gli aspetti più tecnici delle realizzazioni - ma anche rappresentanti di categoria e giornalisti, che possono considerare invece quella che possiamo definire la “percezione” della sicurezza.

Questa quattordicesima edizione - presieduta da Enzo Hruby - ha visto prendere posto in giuria Gianni Andrei, presidente onorario di AIPROS - Associazione Italiana Professionisti della Sicurezza, Stefano Bellintani, docente al Politecnico di Milano - Dipartimento BEST, l’onorevole Federica Rossi Gasparrini, presidente nazionale Obiettivo Famiglia - Federcasalinghe, e Armando Torno, editorialista de Il Sole 24 Ore.

Contro il dilagare della standardizzazione

La mission del Premio H d’oro è «premiare e valorizzare la sartorialità delle soluzioni che i migliori integratori riescono a proporre contro il dilagare della standardizzazione», sottolinea il vicepresidente della Fondazione. 

«La sicurezza - precisa Hruby - è un affare troppo serio per essere racchiuso in una formula uguale per tutti. Sembra banale, ma le esigenze di sicurezza di una persona anziana sono molto diverse da quelle di una famiglia con figli piccoli, così come le esigenze di un’abitazione in città sono differenti da quelle in un contesto più isolato».

«Il Premio - sottolinea Hruby - guarda proprio a questi dettagli e vuole essere il riconoscimento al sarto che realizza l’abito su misura, ma anche a colui che, negli anni, è capace di adeguare queste stesse “misure” ai cambiamenti».

Nel mondo dei beni culturali

Parimenti, nel tempo anche l’impegno della Fondazione è cresciuto e si è proteso sempre più verso il mondo dei beni culturali, che oggi vanta una particolare rilevanza.

«Nell’ambito del Premio H d’oro - spiega Hruby - attualmente ci sono ben tre categorie dedicate: Edifici Storici, Beni Museali e Beni Ecclesiastici. Senza dimenticare che dal 2006 a oggi, il Premio si è anche messo in evidenza come importante indicatore dell’evoluzione del settore».

Il futuro è negli impianti speciali

Agli esordi del Premio H d’oro sono stati invitati sul palco gli ideatori e realizzatori di impianti di sicurezza tradizionali, tagliati su misura, sì, ma ben lontani da quanto stiamo osservando in questi ultimi anni. «Sotto i riflettori, infatti, oggi ci sono i sistemi integrati - ricorda Carlo Hruby - dove la sicurezza è “solo” uno dei tanti impianti speciali. Ed è proprio questa la direzione verso cui gli operatori del settore devono guardare con estrema attenzione. La sicurezza oggi e per il prossimo futuro è nei sistemi integrati».

Il Premio H d’oro, quindi, è più vivo che mai: «Indicatore delle tendenze, esempio da seguire, modello per le aziende più evolute. Possiamo dire - conclude Carlo Hruby - che è un vero e proprio faro, capace di orientare gli interessi. Ma soprattutto è una iniziativa che in tutti questi anni ha saputo crescere e raggiungere livelli sempre più elevati, perché i progetti non sono solo realizzazioni su misura, ma anche stimoli preziosi per immaginare nuove frontiere e nuove opportunità per tutti».

Premio H d'oro
I vincitori del Premio H d'oro 2019 premiati durante la fiera Sicurezza

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