Il packaging quale strumento anticrimine

Se, da un lato, le Forze dell’Ordine lavorano per intercettare i beni sia in fase di transito che nei punti vendita, dall’altro le aziende si attrezzano per proteggere i prodotti con una serie di contromisure che coinvolgono non solo il bene stesso, ma soprattutto la confezione, il cosiddetto packag

Lorenzo Segato
Direttore RiSSC
Centro Studi e Ricerche su Sicurezza e Criminalità

La contraffazione è un fenomeno criminale che muove notevoli capitali e può incidere in modo pericoloso sulla nostra vita quotidiana.
Il volume di affari a livello mondiale può essere stimato in circa 600 miliardi di dollari l'anno ed è in continuo aumento, secondo quanto riportano le statistiche internazionali (IACC, 2010).
Oltre al danno economico che deriva alle imprese per la violazione del diritto d'autore e degli interessi commerciali, purtroppo non si contano gli allarmi su prodotti falsi che possono danneggiare la salute dell'uomo.
Infatti, non c'è bene di consumo che sia esente dal rischio di essere copiato, a partire dai brand famosi della moda fino all'industria dell'entertainment (musica, film, software), passando, tuttavia, per prodotti alimentari, medicinali, prodotti cosmetici, apparecchiature elettromedicali, fino ai pezzi di ricambio di automobili e aerei - che sono stati, in passato, causa di incidenti anche mortali.
L'elenco degli episodi di particolare allarme è lunghissimo.
Le famose mozzarelle blu, il parmesan o il vino italiano, il Viagra (il medicinale più contraffatto al mondo), pastiglie per freni o copertoni per aerei, valvole cardiache... a volte sono prodotti con caratteristiche non originali ma neanche dannose, altre volte la speculazione senza scrupoli genera incredibili danni.
Molti ricorderanno il latte alla melamina che in Cina intossicò più di 300.000 bambini.
La lotta alla contraffazione non conosce confini, ma la globalizzazione dei trasporti, la rapidità delle spedizioni, la corruzione delle dogane e la scarsa informazione dei consumatori finali rendono complessa e poco efficace l'azione di contrasto.
Se, da un lato, le Forze dell'Ordine lavorano per intercettare i beni sia in fase di transito che nei “punti vendita” (inclusi i negozi online), dall'altro le aziende si attrezzano per proteggere i loro prodotti con una serie di contromisure e difese che coinvolgono non solo il bene, ma soprattutto la confezione, il cosiddetto packaging, che rappresenta il primo elemento di contatto tra il prodotto e l'acquirente.

Confezioni sicure
Il packaging, infatti, compie numerose funzioni, tali da fargli acquisire, nel tempo, importanza - e risorse - sempre maggiori.
La prima funzione è quella di proteggere il prodotto, soprattutto quando questo deve essere trasportato, per garantirne le qualità originali.
Inoltre è uno strumento di informazione, sia prevista dalla Legge (ad esempio i valori nutrizionali di un alimento o come smaltire il residuo), sia costruita dal marketing (loghi, messaggi, colori).
A volte (in particolare nei prodotti cosmetici e, soprattutto, nei profumi), il packaging diventa parte del prodotto venduto, perché la forma del contenitore diventa fattore decisivo per l'acquisto.
Recentemente, il packaging ha acquistato un ruolo maggiore rispetto alla sicurezza anticrimine.
Anzitutto, il packaging può essere disegnato in modo da ridurre i rischi di manomissione, sia introducendo elementi anti-contraffazione (si pensi alle bottiglie d'acqua realizzate in plastica più spessa per evitare l'iniezione di sostanze dannose attraverso siringa), sia apponendo elementi che rendano evidente un'eventuale manomissione (ad es. sigilli non ricomponibili dopo l'apertura).
La resistenza della confezione serve anche per ridurre il rischio di asportarne il contenuto (si pensi alle confezioni di plastica di certi prodotti che devono essere tagliate con la forbice).
La confezione, inoltre, protegge dai furti di prodotti, sia con elementi di sicurezza (i tag antitaccheggio), sia attraverso il disegno stesso della confezione: le confezioni dei rasoi da barba sono esageratamente grandi non per caso, ma per rendere meno facile l'asporto della confezione occultando il rasoio in tasca.

Tutela dell'ambiente
Ultimamente, la filosofia del packaging è stata messa in discussione da un nuovo approccio che sta interessando molti aspetti della vita quotidiana.
Il packaging, infatti, è normalmente destinato a diventare rapidamente elemento di scarto, cioè rifiuto.
Da più parti è stata rilevata l'insostenibilità di tale attitudine, pertanto si è iniziato a ridurre l'impatto del packaging.
Modificati i materiali, il peso, le dimensioni, tutto in nome di un'auspicabile maggiore sostenibilità.
Non da ultimo, si cerca anche di ridurre il costo del packaging per incidere positivamente sul costo finale del prodotto.
Questo, tuttavia, pone una questione di grande interesse per i criminologi: qual è l'equilibrio ideale tra un packaging sostenibile ed un packaging sicuro?
O meglio, quali sono le tecniche di sicurezza più sostenibili?
In questo ultimo periodo sta nascendo un filone di ricerca molto interessante su questo tema, che vuole coniugare la tutela dei consumatori, in primis, e delle aziende, con la tutela dell'ambiente.
RiSSC sta sviluppando queste linee di ricerca, in collaborazione con Ministeri e aziende private, invitando altri soggetti interessati alla collaborazione, perchè grazie al contributo di tutti si possano realizzare realizzare prodotti e pacchetti (packaging) più sicuri e sostenibili.

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