Nec ha lanciato a Milano la versione 5.0 del software di gestione contenuti e sorgenti Hiperwall. L’intervista a Enrico Sgarbotolo, Sales Director Tigi Area Nec Display Solutions Italia. Non solo telecamere
Il mercato delle control room è strategico per Nec, e infatti l’appuntamento del roadshow a Milano a ottobre con il partner Ligra è l’occasione per presentare la versione 5.0 del software di gestione contenuti e sorgenti Hiperwall, specifico per applicazioni particolarmente impegnative e nelle quali è richiesta totale affidabilità, come appunto è il caso delle sale controllo. Accanto al codice, anche l’hardware professionale, i desktop display serie P e PA, i large format serie P, soggetti alle stesse attenzioni dal punto di vista qualitativo 24/7.
«Si tratta di un software pionieristico - precisa Enrico Sgarbotolo, Sales Director Tigi Area Nec Display Solutions Italia - che sta tracciando una strada, quella ormai inevitabile della dematerializzazione della control room. Ormai quasi tutto lavora su IP e vale anche per il controllo processi in ambito industriale. Le sorgenti sono già praticamente tutte IP, non avrebbe senso gestirle attraverso input fisici».
Da Ligra cavi e switch gigabit
Nella demo per la giornata milanese, Hiperwall gestiva tre monitor 16:9, ma si possono impiegare anche videowall, videoproiezioni e Led wall. Simone Cifelli, Field Sales Engineer Nec Display Solutions Italia, illustra le caratteristiche del software. Si può utilizzare con tutti i monitor Nec con slot Ups (minicomputer), con una licenza per ciascuno, da scegliere in base alla risoluzione nativa del monitor, HD o UHD. Il collegamento con il controller, uno o più computer per ridondanza (nel secondo caso occorre la licenza Premium), non è fisico ma di rete: qui interviene il partner Ligra con cavi e switch gigabit.
Una suite, molteplici funzionalità
Hiperwall è di fatto una suite che contiene diversi add-on cui fanno capo funzionalità o servizi diversi. HiperControl, per esempio, permette di fare modifiche ai computer dai quali si inviano i segnali ai monitor senza passare per l’amministratore del sistema, come di solito occorre fare: cambiare un Url, variare la visualizzazione della pagina, modifiche banali che tornano a essere tali anche nella control room. HiperLayout permette di gestire le configurazioni video diverse da quelle standard (previste dal software “nudo”) attraverso un file di testo, completamente personalizzabile. HiperServices è una API per controllare il sistema via software per fare sviluppo, oppure per inserire delle autmoazioni (via Crestron, AMX). HiperOperator permette di aggiungere una seconda console operatore, ma con limitazioni. HiperCast offre il collegamento tra due sistemi Hiperwall che condividono alcune sorgenti (multicast).
HiperSource, in base alle sorgenti
HiperSource è la licenza per ciascun desktop e prevede vari software in base alle sorgenti. Lo schema di collegamento prevede quindi una serie di sorgenti, anche streaming, con macchine fisiche o virtuali, per ciascuna delle quali occorre una licenza. Si può però, per esempio, aggregare quattro videocamere in un gruppo pagando una licenza sola, oppure comprare una licenza UHD per quattro monitor e un unico computer. Le sorgenti, l’operatore, i monitor, controller e key node (per validare la licenza) fanno capo a un network Gigabit attraverso cavi Ethernet.
«La control room è una delle applicazioni principali per Nec nel mercato italiano, dalle installazioni per la sicurezza delle tratte ferroviarie con Ansaldo Sts. Quindi, non solo telecamere ma controllo di processo Scada. Circa il 50% del fatturato è da attribuire a questo settore. In generale, la divisione Display Solutions di Nec in Italia lavora principalmente nel comparto hi-demanding, professionale, della sicurezza e del broadcasting. Questo perché il settore Retail, a parte gli operatori internazionali come Paul & Shark, Victoria’s Secrets o McDonald’s, guarda ancora a prodotti di livello più basso rispetto ai nostri entry level. La prossima serie VN di monitor Nec per control room avrà anche l’alimentatore detachable (staccabile), per facilitarne la sostituzione».



