Analisi: FacePRO WV-ASF950, il software di riconoscimento facciale basato su tecnologia Deep Learning

FacePro Panasonic
FacePro Panasonic garantisce massima accuratezza anche con riprese angolate, visi invecchiati e parzialmente mascherati

Panasonic WV-ASF950 è il nuovo software di riconoscimento facciale basato su algoritmi proprietari combinati con il Deep Learning per identificare, con un’elevatissima accuratezza, anche i volti parzialmente nascosti da occhiali e mascherine facciali, con angolazioni di ripresa finora proibitive

Strutture ampie e affollate come aeroporti, stazioni, stadi e centri commerciali necessitano di sistemi di videosorveglianza particolarmente sofisticati ed efficaci per garantire la massima sicurezza delle persone presenti e prevenire atti criminosi e terroristici. Mentre in passato vigeva la regola di installare decine di telecamere ad alta risoluzione in grado di catturare “passivamente” le persone e i loro volti, lasciando all’operatore il compito di monitorare e analizzare le riprese, ora si punta sempre più al rilevamento “attivo”, ovvero all’analisi dei comportamenti e dei movimenti delle persone ma soprattutto all’identificazione dei loro volti e la comparazione con le foto segnaletiche di potenziali o reali sospettati fornite dalle forze dell’ordine. Per compiere questo delicato e gravoso lavoro è indispensabile affidarsi alle ultime tecnologie che assicurano immagini sempre chiare e intelligibili ma, soprattutto, che riescono a esaminare i tratti del volto, trasformarli in metadati, archiviarli e confrontarli con le foto segnaletiche.

Grazie alla collaborazione con il NUS, l’Università Nazionale di Singapore, la divisione ricerca e sviluppo di Panasonic ha messo a punto un algoritmo originale che combina il metodo di apprendimento automatico conosciuto come “Deep Learning” con un metodo di calcolo simile che sopprime gli errori, impiegandolo nel proprio software di riconoscimento facciale WV-ASF950 (FacePRO).

Quasi infallibile anche in condizioni limite

I software di riconoscimento facciale di prima generazione comparsi sul mercato a partire dal 2010 mostravano tutti i loro limiti quando i volti ripresi non erano perfettamente in asse, parzialmente coperti da occhiali o cappelli oppure invecchiati rispetto alle foto segnaletiche.

Gli ingegneri giapponesi sono riusciti a superare questi limiti e garantire una rilevazione estremamente affidabile anche in presenza di riprese particolarmente angolate (fino a 45° a sinistra/destra e 30° in alto/basso), visi invecchiati (fino a 10 anni) e “mascherati” con occhiali, cappelli, parrucche e mascherine antismog. La massima efficace si ottiene anche rispettando le altre regole adottate universalmente dai sistemi di riconoscimento facciale, come per esempio una inquadratura stretta capace di garantire una risoluzione di almeno 25-30 pixel tra gli occhi della persona ripresa.

FacePro Panasonic
I sofisticati algoritmi di Panasonic assicurano un’elevata percentuale di successo anche con riprese particolarmente angolate (fino a 45° a sinistra/destra e 30° in alto/basso), visi invecchiati (fino a 10 anni) e cammuffati con occhiali, cappelli, parrucche e mascherine antismog
Prestazioni ottimali

FacePRO assicura elevate prestazioni anche grazie alla suddivisione dei compiti di elaborazione dei dati tra i vari componenti del sistema. La funzione Best Shot permette di selezionare le tre migliori immagini jpeg adatte al riconoscimento facciale tra tutte quelle catturate (per esempio, 30 al secondo con un frame rate di 30 fps); effettuerà inoltre il cropping dei volti per evitare di sovraccaricare la rete e facilitare il successivo lavoro di elaborazione, matching e archiviazione da parte del server. In base alla qualità e al contenuto delle immagini ricevute, il server “fisico” le rianalizzerà e deciderà se utilizzarle tutte o scartarne alcune, semplificando così il processo di creazione dei metadati, li convertirà in bianco e nero, estrarrà i vettori di luce e genererà automaticamente una matrice di numeri univoca (ID) per ogni volto per il successivo confronto con altre matrici di riferimento (blacklist). 

Ogni singolo server può gestire fino a 20 telecamere. È possibile gestire fino a 10 cluster, ciascuno con 10 server per un massimo di 2.000 telecamere. Ogni cluster avrà una blacklist di massimo 30.000 volti e un database di 10.000.000 di volti.

L’intelligente sistema di distribuzione dei compiti e la disponibilità di immagini “pre-confezionate” fornite dalle telecamere nel loro compito di “detection” (rilevazione ed estrazione di tutti i volti presenti nella scena) permettono al server di migliorare i tempi di corrispondenza (circa 1 secondo con un massimo di 30.000 volti registrati in blacklist) e di ricerca (3 secondi per un matching di 100 volti su un database di 5 milioni).

Scalabilità e supporto a 360 gradi

Il Face Server Software con licenza base (WV-ADF951) permette di registrare fino a un massimo di 10.000 volti mentre il kit di espansione (WV-ASFE951W) amplia il numero a 30.000. La ricerca dei volti, la corrispondenza e la localizzazione con video registrati può essere effettuata nella stessa interfaccia GUI integrando la gestione con il software WV-ASM300 o WV-ASE231W per i sistemi di monitoraggio i-PRO. L’intero sistema di riconoscimento facciale è supportato da Panasonic in tutte le sue fasi (demo, POC, installazione temporanea, progetto, configurazione, startup, certificazione operatori, ecc.) per garantire la massima affidabilità e soddisfazione del cliente.

Si può utilizzare qualsiasi telecamera Panasonic ad eccezione delle fish-eye per via della poca profondità di campo generata in seguito alla ricostruzione dell’immagine (dewarping).

WV-ASF950 IN SINTESI

• Software basato su algoritmi proprietari combinati con tecnologia Deep Learning

• Massima accuratezza anche con riprese angolate, visi invecchiati e parzialmente mascherati

• Capacità di 30.000 volti in blacklist e 10.000.000 nel database di ogni singolo sistema server

• Sistema totalmente scalabile (da 20 a 2000 telecamere)

• Rapidità di elaborazione e ridotto consumo di banda grazie alla suddivisione dei compiti tra telecamere e server

• Utilizzabile anche per ricerche di individui sospetti, conta persone e analisi statistica degli accessi

• Conforme alle normative incluse nel GDPR 2018

FacePro PanasonicNuove funzionalità per il rispetto della privacy

In un certo senso è stato proprio il nuovo GDPR la “leva” per lo sviluppo di un sistema di riconoscimento facciale evoluto e compatibile con la normativa europea

L’ultima generazione del sistema di riconoscimento facciale di Panasonic offre funzionalità avanzate che tengono conto delle linee guida stabilite dal recente regolamento generale UE sulla protezione dei dati (GDPR).

Quest’ultimo, unito alle tecnologie di ultima generazione, è stato in un certo senso la “leva” che ha permesso di sviluppare un sistema di riconoscimento facciale particolarmente evoluto e rispettoso della privacy, superando di fatto gli ostacoli che impedivano l’implementazione, l’utilizzo e la diffusione dei sistemi di vecchia generazione.

Come richiesto dal GDPR, i volti non possono essere ricostruiti partendo dai metadati e risultano criptati all’interno del database. I dati e le immagini vengono codificati già a partire dalle telecamere, eliminabili dal database dopo un periodo di tempo predefinito e cancellati immediatamente in caso di mancata corrispondenza. La comunicazione camera-server-client adotta il protocollo di criptaggio SSL a 256 bit (impostabile in fase di setup e non eliminabile successivamente) mentre le operazioni effettuate dall’operatore come l’analisi e la ricerca vengono memorizzate in un log così da permetterne il successivo tracciamento. Il sistema prevede la possibilità di stabilire una “scadenza” di ogni singolo elemento presente nella blacklist, per esempio nel caso in cui la persona sia soggetta a un divieto di accesso temporaneo (come il Daspo).

Il software Panasonic, inoltre, può essere utilizzato anche per la ricerca di persone sospette e di eventuali complici fino a quel momento sconosciuti, su richiesta delle autorità giudiziarie o di pubblica sicurezza. Grazie a un upgrade previsto per giugno, potrà anche essere impiegato anche per il controllo degli accessi in grandi aziende, riconoscendo gli “intrusi” (e facendo quindi scattare l’allarme) dopo aver comparato i loro volti con quelli dei dipendenti “regolari” inseriti nel database aziendale.

 

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