Contrasto ai furti di rame, primi risultati positivi per l’Italia

 

Se il cosiddetto “oro rosso” possiede delle qualità che lo rendono speciale, ha tuttavia un grande difetto: ce n'è poco. Da qui, l'attivarsi di una filiera illegale impegnata a sottrarlo da linee ferroviarie, energetiche, telefoniche, scuole, cantieri e persino dai cimiteri, per poi rivenderlo a prezzi folli. I danni? Viaggiano oltre i 10 milioni di euro.

 

 

Il mondo ha fame di rame, soprattutto per la forte richiesta proveniente dai Paesi emergenti del Nord-Est asiatico e del Sud America.

L’oro rosso è il miglior conduttore elettrico disponibile sul mercato dopo l’argento, è resistente alla corrosione ed è interamente riciclabile. Tuttavia, ha anche un grande difetto: ce n'è a disposizione meno di quanto effettivamente ne serve.

Da qui, al fine di recuperarne con ogni mezzo, ecco l'attivarsi di una filiera illegale che flagella l'Italia intera ed è costantemente impegnata a sottrarre rame da qualsiasi luogo, con l'obiettivo di rivenderlo lautamente: non soltanto linee ferroviarie, energetiche, telefoniche, ma anche scuole, cantieri e persino cimiteri sono letteralmente presi d'assalto.

Le ricadute a livello economico sono pesantissime. Dare i numeri non è mai un'impresa semplice, però si può affermare con buon fondamento che il valore dei danni denunciati dalle aziende private supera i 10 milioni di euro.

Basti pensare che dalla rete ferroviaria italiana, nel tempo, sono sparite migliaia di tonnellate di rame e che migliaia di furti colpiscono ogni anno i cavi elettrici dell'Enel e le linee di Telecom Italia.

 

Fotografia del fenomeno

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale istituito presso il dipartimento della Pubblica sicurezza, direzione centrale della Polizia criminale (vedi box), in Italia i furti di rame nel periodo 2007-2015 hanno registrato un andamento altalenante.

In particolare, nel 2013 si è rilevato il maggior numero di furti (20.083), con un incremento dell’1,9% rispetto al 2012 (19.701).

Nel 2014, invece, si è rilevata una positiva diminuzione dei delitti commessi, pari a 18.073 (-10% rispetto al 2013).

Nel 2015, l’andamento della delittuosità, con 14.448 episodi, ha fatto segnare un’ulteriore diminuzione del 20% rispetto al 2014.

L’azione di contrasto delle Forze di Polizia nel 2013 ha conseguito un incremento del +31,1% del numero delle persone denunciate: 4.519 soggetti, di cui 2.556 in stato di arresto (+21,1%).

Nel 2014 si è osservata una diminuzione del numero delle segnalazioni riferite a persone denunciate e arrestate (3.961, -12,34% rispetto al 2013), sulla scia della diminuita delittuosità.

Nel 2015, con 3.496 segnalazioni, vi è stato una riduzione dell’11,7% rispetto al 2014, parallelamente al diminuire dei furti.

Sempre nel 2015, il fenomeno risulta in calo in tutte le regioni italiane, ad eccezione del Trentino Alto Adige, terzultima nella graduatoria delle 20 regioni, che fa registrare un +6,7% con 95 episodi nel 2015 contro gli 89 del 2014.

In alcune regioni, a fronte di una diminuzione del fenomeno delittuoso, si è registrato un aumento delle persone denunciate e arrestate: infatti, in Piemonte, a fronte di un calo del 31,9% del numero dei reati, si è rilevato un aumento del 42,7 % dell’azione di contrasto.

In Lombardia il fenomeno dei furti è diminuito del 9,7%, mentre il numero delle segnalazioni è aumentato del 2,1%.

In Puglia, a fronte di una diminuzione del 6,1%, si è avuto un aumento del contrasto del 39,1%. Infine, in Emilia Romagna si è registrata una diminuzione del -4,4% dei furti e un aumento del 14,6% delle denunce e degli arresti.

 

Un Osservatorio Nazionale voluto dal Ministero dell’Interno

Presso il dipartimento della Pubblica sicurezza - direzione centrale della Polizia criminale - nel 2012 è stato istituito l’Osservatorio Nazionale Furti di Rame (O.N.F..Ra).

Oltre a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, all'Osservatorio partecipano l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Confindustria, Ferrovie dello Stato, Enel, Telecom Italia, Vodafone Italia, Wind e ANIE - Federazione nazionale imprese elettrotecniche e elettroniche).

L'obiettivo? Creare una sinergia utile per confrontarsi sulla tematica e trovare insieme nuove soluzioni per monitorare, analizzare e combattere il fenomeno.

A tale riguardo, ad esempio, Telecom Italia ha deciso di sostituire, nelle zone più colpite dal fenomeno, i cavi in rame con cavi in alluminio e sulle tratte interessate ha attivato un sistema di allarmistica che, in caso di manomissione, scatta automaticamente avvisando la più vicina stazione delle Forze dell’Ordine.

Le Ferrovie dello Stato, a loro volta, stanno mettendo in atto azioni per arginare il fenomeno, sostituendo, dove possibile, l’“oro rosso” con materiali alternativi e meno pregiati e proteggendo il rame con gabbie di cemento

 

Operazione Blue Amber, l'Unione Europea dichiara guerra ai furti dell’oro rosso

Considerata la portata internazionale del fenomeno - e avvalendosi proprio del know how dell’Osservatorio Nazionale Furti di Rame (O.N.F..Ra) - la Direzione Centrale della Polizia Criminale, lo scorso maggio, ha coordinato un Action Day contro i furti di metallo che ha coinvolto sedici stati membri dell'Unione Europea.

In particolare, le Forze dell'ordine europee, nell'ambito di un’operazione denominata “Blue Amber”, hanno effettuato controlli anche presso una serie di rottamai, cantieri, strade di frontiera e binari ferroviari. Sono stati controllati anche numerosi soggetti sospettati di ricettazione.

Le Forze di Polizia italiane hanno preso parte all'Action Day nel territorio nazionale con 11.883 operatori (suddivisi in 4.750 pattuglie): sono state controllate 31.473 persone (34 le persone arrestate e 312 quelle denunciate a piede libero per 45 casi di furto e 830 altri crimini o violazioni amministrative) e 2.664 aziende operanti nel settore del riciclo dei metalli e 26.080 veicoli.

Complessivamente, sono stati sequestrati 46 mezzi di trasporto, 1.229.511 kg di rame - per un controvalore di circa 5.787.308 euro - e 44.701 kg di altri metalli (ferro/acciaio, alluminio, piombo), per un valore di circa 6.394 euro.

Inoltre, il quantitativo totale di cascami e rifiuti di rame sottoposto a controllo doganale in occasione dell’Action Day è ammontato a circa 900 tonnellate.

I porti maggiormente interessati dalle esportazioni e dalle importazioni sono stati Genova e Ravenna, dove sono state sottoposte a controllo alcune spedizioni di cascami di rame, per un quantitativo pari a circa 360 tonnellate nel caso di Genova e a 152 nel caso di Ravenna.

Ulteriori controlli doganali sulle spedizioni di rame sono stati effettuati presso gli uffici delle dogane di Trieste, Como, Napoli, Bari e Brindisi, per un quantitativo complessivo superiore a 300 tonnellate.

 

Quale soluzione per proteggere le linee elettrificate?

 Si chiama HELP ed è il primo antifurto che protegge fisicamente le linee elettrificate senza che sia necessario nessun collegamento elettrico. A parlarcene, Giuseppe Donato, titolare di Elettrograf, l’azienda che ne detiene il brevetto.

 

Quali caratteristiche deve possedere l’antifurto destinato alla protezione del rame?

A livello tecnico, la protezione del rame nelle linee elettrificate è un problema complesso, proprio per la grande diversità delle tipologie di linee da proteggere. Dunque, la caratteristica base dell’antifurto destinato a questo genere di applicazione è la versatilità, coniugata - naturalmente - all’affidabilità e alla semplicità di installazione.

 

Mi parli di HELP, il dispositivo di vostra produzione…

Il brevetto di HELP si basa sul controllo della presenza del cavo attraverso un sistema a induzione elettromagnetica. Un aspetto molto importante è che la centralina e i sensori di protezione si installano nel quadro elettrico di partenza, non serve elettronica lungo la tratta.

 

In quanti modelli si declina?

Produciamo due modelli base: HELP per la protezione delle linee elettriche in corrente continua - la cui applicazione primaria è nei campi fotovoltaici - ed HELP-AC, dedicato alla protezione di tutte le linee elettrificate in corrente alternata, in contesti quali autostrade, illuminazione pubblica, linee ferroviarie, siti industriali, depuratori, impianti di pompaggio e reti ti telecomunicazioni, solo per citarne alcuni.

 

In caso di tentativo di furto, come vengono allarmate le Forze dell’Ordine?

Attraverso due modi differenti ma complementari. Un'uscita programmabile a relè - che può essere interfacciata, ad esempio, con modem GSM per trasmettere un sms di allarme - oppure direttamente con una sirena in loco. Inoltre, è disponibile una porta RS485 con protocollo ModBus per la supervisione a distanza del sistema e, quindi, degli allarmi.

 

Qual è il profilo di chi adotta tale soluzione?

La nostra clientela è piuttosto variegata, come del resto le situazioni dove si concentrano grandi quantità di rame. Comprende gestori di reti autostradali, operatori elettrici, società di produzione di energia e, più in generale, operatori specializzati nel settore sicurezza.

 

 

Massimiliano Luce

 

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