Attualità – Sicuri in condominio: videocamere e prevenzione

Security CCTV camera in office building installed indoor car park - ph credits: AdobeStock

Aggressioni, danneggiamenti, furti. Contro questi reati, i condòmini possono difendersi con le tecnologie di videosorveglianza, ma anche attraverso la “sicurezza partecipata”. Strategie e consigli per una migliore qualità della vita nelle aree comuni

Parcheggi, porticati, box sotterranei: sono soltanto alcune delle zone condominiali in cui si può correre il rischio di un’aggressione. Si tratta di aree di passaggio estremamente familiari, in cui inconsciamente si abbassa la soglia di attenzione personale nei confronti di potenziali pericoli. Del resto, cosa vi è di più placidamente abituale del rincasare dopo una giornata di lavoro o dopo avere fatto la spesa? Eppure, la cronaca ci ricorda quanto siano numerose, in ogni parte d’Italia, di giorno come di notte, le aggressioni dei criminali negli androni dei palazzi e nei parcheggi condominiali, a scopo di rapina. Si tratta di azioni efferate che, avendo necessità di compiersi in un tempo brevissimo, per essere pienamente efficaci tendono a distinguersi per una violenza inaudita. Gli obiettivi? Per lo più singoli individui, generalmente donne e persone anziane.

La cronaca

Alcune settimane fa in via Valtorta a Milano, un anziano ingegnere di 79 anni, è stato aggredito e rapinato mentre rientrava a casa dopo avere fatto la spesa, finendo in coma. La presenza di una telecamera di sicurezza (per altro da lui stessa voluta) ha permesso di risalire al criminale, consentendo innanzitutto di ricostruire l’accaduto e di verificare che si era di fronte a una vera e propria aggressione. Non solo: grazie alla telecamera, le Forze dell’Ordine ora potranno mettere in relazione l’episodio con altre denunce di aggressioni avvenute nella zona.

Tecnologia e sicurezza partecipata

Purtroppo, la presenza della telecamera nel caso di Milano non ha impedito l’aggressione. Per rivelarsi estremamente efficace, la tecnologia non può che accompagnarsi con il presidio del territorio da parte delle autorità competenti. L’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, a seguito dell’episodio di Via Valtorta, ha infatti invocato “la messa in campo di Forze dell’Ordine straordinarie, con pattuglie miste modello ‘Strade Sicure’, composte da tre militari insieme a due poliziotti o carabinieri che presidiano il territorio per 24 ore al giorno”.

Probabilmente - ha risposto più di una voce - potrebbe anche essere sufficiente una riorganizzazione della presenza sul territorio delle Forze dell’Ordine, al fine di renderla sicuramente più chiara e meglio percepibile.

Per prevenire le aggressioni, risultano altresì valide tutte quelle iniziative, messe in campo dalle stesse Forze dell’Ordine, per diffondere una maggiore cultura della sicurezza tra i cittadini, soprattutto nella fascia più fragile e vulnerabile, ossia quella delle persone più anziane. In questi casi, grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini, si parla infatti di modelli di sicurezza partecipata, fondamentali per ricostruire relazioni personali all’interno di comunità sempre più disgregate.

Ciò detto, è anche vero che, laddove è attivo un sistema di videosorveglianza, più difficilmente potrà registrarsi una ripetizione delle aggressioni. Non per nulla, spesso il primo suggerimento che le stesse Forze dell’Ordine danno ai complessi condominiali al primo verificarsi di episodi di questo tipo è proprio quello di dotarsi di telecamere. L’esperienza, insomma, insegna che l’effetto deterrente è garantito. (...)

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