Soluzione wireless per otto Comuni a Sud di Asti

Otto Comuni del Sud astigiano decidono di prevenire nuovi possibili disastri ambientali tenendo d’occhio le aree critiche mediante un imponente sistema video wireless composto da 200 telecamere e 90 ponti radio.

La Comunità delle Colline tra Langa e Monferrato è una rete di otto Comuni del Sud astigiano - Calosso, Canelli, Castagnole delle Lanze, Coazzolo, Costigliole d’Asti, Moasca, Montegrosso d’Asti e San Marzano Oliveto - che comprende un territorio di circa 2.000 chilometri quadrati, in grado di accogliere più di 25 mila abitanti.
Un’area geografica ricca di storia e fascino, tanto accattivante e celebre per le nobili tradizioni gastronomiche e le infinite suggestioni letterarie e paesaggistiche quanto oggetto di periodiche, devastanti calamità naturali.
Tra le colline scorre, infatti, il Belbo che, insieme al Tanaro, causò l’alluvione del 1994: dopo tre giorni di pioggia, il torrente si gonfiò a dismisura, fino a devastare tutto il fondovalle.
Da allora, si sono verificate molte altre occasioni di preoccupazione per la popolazione e, a causa dei disastri ambientali di diversa natura succedutisi negli anni, la morfologia del paesaggio della zona è, oggi, di molto modificato rispetto alla sua conformazione originaria.

Esigenze della Comunità
Nel 2008 la Comunità ha valutato l’opportunità di implementare un sistema avanzato, in grado di monitorare il territorio a scopo di protezione civile: forte era, infatti, l’esigenza di proteggere le cittadine della zona da possibili fenomeni naturali avversi, come le tragiche alluvioni degli anni passati.
A questo scopo è stato indetto un bando di gara che ha dato modo alla Comunità di vagliare tra diversi tipi di sistemi e scegliere la proposta che fosse la più adatta alle esigenze del territorio e alle caratteristiche naturali del paesaggio.
Il bando è stato vinto da NewTech Informatica, system integrator di Costigliole d’Asti che, in associazione con Lan Service, system integrator di Casale Monferrato, ha proposto un sistema di videosorveglianza basato su tecnologia wireless a banda larga, in grado di interconnettere gli otto paesi della Comunità e garantire il flusso dei dati rilevati verso un unico centro operativo, evitando qualsiasi perdita di informazioni utili.

Telecamere Mobotix e ponti radio Alvarion
La tecnologia consigliata dalle due società piemontesi è stata quella della multinazionale tedesca Mobotix.
Infatti - come spiega Fausto Icardi, titolare di NewTech Informatica - grazie ai prodotti di ultima generazione, robusti e performanti, Mobotix è in grado di assicurare prestazioni decisamente elevate. Durante la fase di selezione della tecnologia che meglio soddisfacesse le esigenze del cliente, le caratteristiche tecniche delle soluzioni Mobotix da subito si sono dimostrate idonee: l’ottima qualità delle immagini e il software di gestione integrato all’interno delle telecamere avrebbero garantito risultati nettamente superiori alla norma e una protezione totale dell’ambiente”.
Dopo un’approfondita fase di analisi del territorio e delle esigenze della comunità, NewTech Informatica ha installato oltre 200 telecamere Mobotix.
Le immagini megapixel in alta risoluzione vengono trasportate in modo veloce e senza perdita alcuna della qualità, nonostante le notevoli difficoltà orografiche che contraddistinguono il paesaggio collinare della Comunità, grazie all’implementazione di una rete dorsale punto-punto basata su ben 90 ponti radio della multinazionale israeliana Alvarion.
Gli apparati di Alvarion permettono, infatti, di inviare in tempo reale voce, video e dati al centro operativo della Polizia Municipale del Comune di Canelli e il personale addetto può visualizzare le registrazioni delle telecamere di tutti i Comuni coinvolti nel progetto, garantendo una totale supervisione della zona e intervenendo tempestivamente in caso di necessità, attivando le Forze dell’Ordine di competenza ogni volta che se ne presenti la necessità.
Icardi sottolinea la strategicità del progetto: “Si tratta di un’unica rete in grado di interconnettere tutti i Comuni coinvolti. Questi ultimi ricevono, dunque, le stesse identiche informazioni - non soltanto quelle relative alla propria circoscrizione territoriale - nel rispetto, ovviamente, di tutte le norme sulla privacy attualmente vigenti per ciò che concerne la visualizzazione delle immagini e delle riprese delle telecamere”.

Progetto in espansione
L’intervento realizzato per la Comunità collinare tra Langa e Monferrato, finanziato in gran parte dalla Regione Piemonte e, in piccola parte percentuale, da ciascuno dei singoli Comuni coinvolti, ha consentito di mantenere sotto controllo alcuni fenomeni ambientali che minano la sicurezza delle cittadine della zona.
Attraverso il sistema di videosorveglianza wireless installato, ad esempio, è ora possibile monitorare per ben 100 chilometri il torrente Belbo, che ha causato in passato non pochi danni nel territorio, oltre che i torrenti Tanaro e Tinella.
Sulla base dei successi ottenuti, la collaborazione tra la Comunità, i singoli Comuni, NewTech Informatica e Mobotix è in continua espansione e oggi il progetto rappresenta, nel nostro Paese, uno tra gli esempi più avanzati di infrastruttura di videosorveglianza wireless per estensione territoriale e per numero di telecamere utilizzate.
L’iniziativa può considerarsi approvata da tutti gli enti coinvolti.
Dopo aver toccato con mano i successi raggiunti - conclude Icardi - e una volta capite le vere potenzialità del progetto, ci è stato chiesto espressamente dalla Protezione Civile e Forze dell’Ordine locali di Nizza Monferrato che fosse esteso anche alla propria area di competenza. I lavori si sono conclusi di recente ma già stiamo pensando a ulteriori ampliamenti. Non solo, altri Comuni limitrofi si stanno già muovendo per poter entrare a far parte del network, sia per scopi di protezione civile che di sicurezza pubblica”.
A San Marzano Oliveto, ad esempio, è già in corso di implementazione una rete di videosorveglianza per mantenere in sicurezza i punti critici della zona, mentre nelle aree circostanti il Belbo si stanno integrando, all’interno delle telecamere, sistemi di allarme su evento - in grado di allertare per tempo le Forze dell’Ordine in caso di esondazione - e sistemi di monitoraggio tramite sonde di livello delle acque.

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