Se la “Sicureza” è zoppa

Non è un pesce di aprile fuori stagione. Né uno scherzo, una burla pensata per strappare una risata a inserzionisti e lettori. Né si tratta dell’errore ortografico commesso da una Redazione e da un grafico analfabeti o in preda a un attacco collettivo di dislessia.

Paola Cozzi
Responsabile Rivista SICUREZZA

Gruppo 24 Ore

Non è un pesce di aprile fuori stagione.
Né uno scherzo, una burla pensata per strappare una risata a inserzionisti e lettori.
Né si tratta dell'errore ortografico commesso da una Redazione e da un grafico analfabeti o in preda a un attacco collettivo di dislessia.

Mi riferisco alla copertina del numero di novembre di “Sicurezza”, dove il nome della testata è stato volutamente ritoccato - “azzoppato” è il termine più diretto - privandolo di una Zeta, come recita il titolo di questo editoriale.
Perché?

Qualche tempo fa, un neolaureato in psicologia - aspirante collaboratore di Sicurezza - mi ha inviato un articolo su un tema affascinante: provocazioni visive e psicologia della percezione.
Non ho pubblicato quell'articolo. Argomento troppo distante dai contenuti della rivista.
Ma mi ha fatto riflettere. Mi ha offerto spunti per aprire un dibattito che comincia qui, su questa pagina

Quanti si sono accorti della mancanza della doppia Zeta?
Pochi, a giudicare dal numero di email giunte finora alla sottoscritta.

Guardiamo senza vedere, osserviamo senza notare, scrutiamo senza percepire. Questa è la verità.

Il bombardamento di informazioni al quale siamo sottoposti, ci porta a sorvolare sui particolari, come nei corsi di lettura veloce.
Ci fidiamo ciecamente del sistema di archiviazione del nostro cervello, in cui le immagini percepite sono catalogate in modo ordinato e rassicurante.

E la testata “Sicurezza” è un elemento rassicurante, un sinonimo di garanzia, di qualità, da 35 anni.
Questo è l'onore di cui ci avete tributato senza neppure rendervene conto, senza notare la differenza tra “Sicurezza” e “Sicureza”.
E di questo non possiamo che ringraziarvi.

Ma la testata “azzoppata” vuole essere un richiamo, un grido, una protesta viva e vibrante nei confronti della riduzione degli investimenti nel settore della sicurezza, come evidenzia il nostro collaboratore nel suo articolo “Sicurezza sull'orlo di una crisi di nervi”.
Ecco perché abbiamo “azzoppato” la testata.

Il nostro lavoro è la comunicazione, l'informazione, la notizia.
Riteniamo che la diffusione di una rivista con il nome della testata storpiato, sia un modo per simboleggiare la lotta per la sicurezza vera ed efficace, che ogni giornale del settore dovrebbe portare avanti.

Una denuncia forte, garbata ma decisa, un modo per evidenziare come la riduzione degli investimenti nell'ambito della sicurezza danneggi il paese, danneggi il tessuto economico e sociale che attorno alla sicurezza ruota, danneggi aziende e consumatori, dando una parvenza di sicurezza che in realtà non esiste più.

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