In una villa immersa nella campagna pisana, ricavata dalla ristrutturazione di una vecchia fornace, ogni dettaglio dell’impianto segue la linea della discrezione.

 

Mimetizzazione di alto livello, per rendere ogni dispositivo invisibile all’esterno: questa la mission di Esa Elettronica, l’azienda installatrice che ha progettato l’impianto di sicurezza qui descritto. Impianto che rispecchia appieno la linea, il pensiero del suo autore.

 

In una villa immersa nella campagna pisana, ricavata dalla ristrutturazione di una vecchia fornace, ogni dettaglio dell’impianto di sicurezza segue, quasi maniacalmente, la linea della discrezione, del rispetto dell’affascinante - e al contempo non semplice - architettura del contesto in cui è inserito.

In breve sintesi, l’impianto antintrusione è stato pensato tenendo conto della particolare struttura muraria, inserendo le barriere esterne nell’architettura del giardino, formando una difesa estesa che dedica ampio spazio di movimento con l’impianto in funzione.

La difesa di tutti gli infissi, invece, è stata concepita in modo tale da non comunicare alcun riferimento circa la posizione della sensoristica e rispettare la particolarità degli infissi installati.

Poi, la parte volumetrica interna - tramite il puntuale servizio di teleassistenza fornito dall’azienda installatrice - consente di seguire i precisi spostamenti dei malintenzionati all’interno dei locali.

E il sistema di videosorveglianza è stato progetto all’insegna della massima discrezione, in modo che le singole telecamere - sia interne che esterne - possano coprire l’intero fabbricato, calandosi senza impatto nello splendido complesso architettonico della villa.

La parola a Giovanni Dal Canto, titolare di Esa Elettronica, per approfondire lo scenario tecnologico appena accennato.

 

 

Partiamo dall’esterno: come avete protetto il perimetro?

La difesa del perimetro - caratterizzato da un quadrilatero irregolare - è stata progettata con l’obiettivo preciso di non mostrare la posizione dei sensori. A essere coinvolti, sono tutti gli infissi esterni, per un totale di otto barriere a infrarossi attivi in prossimità del giardino. Ognuna ha una portata di 12 metri, con angolo di copertura di 90 gradi su più fasci, per discriminare gli animali di piccola taglia, essendo la zona popolata da volpi, tassi, lepri e cinghiali in libertà. Per fare lavorare in autonomia l’impianto esterno e quello interno, sono presenti due centralizzazioni differenti. Così, se si verifica un guasto a uno dei due impianti, è possibile continuare a utilizzare l’altro.

 

Trattandosi di una vecchia fornace, quali difficoltà vi ha creato la struttura muraria dell’edificio?

I muri, profondi un metro, costituiti dai classici mattoni rustici toscani a vista, hanno reso impossibile la creazione di tracce e la posa di canaline…

 

Come avete operato?

È risultata vincente la scelta di ricorrere alla fresatura, effettuando nei mattoni dei micro-fori di 4 mm, con punte di un metro, per raggiungere la profondità del muro. Successivamente, è stato inserito e tirato il cavo, facendo un’operazione di movimento a “zig zag” all’interno dei mattoni. Una volta inseriti i cavi, il foro è stato stuccato, chiudendolo con della resina, per poi essere dipinto e sfumato con un acquerello dello stesso colore del mattone.

 

 

Passiamo all’interno della villa…

I rivelatori volumetrici a infrarossi presenti nei vari ambienti interni sono abbinati alla relativa telecamera di controllo. Quest’ultima si attiva in caso di allarme, dando la possibilità al proprietario di vedere i filmati in diretta dai dispositivi mobili, attraverso connessione ADSL. In questo caso, trattandosi di un’abitazione ubicata in campagna, senza cablatura, è stato necessario installare un sistema satellitare con parabola.

 

 

Come viene comunicato l’allarme?

Quando scatta, avviene la comunicazione con il nostro centro di teleassistenza che, tramite sms, invia all’utente l’informazione precisa dei movimenti interni all’abitazione, stanza per stanza. È un’indicazione importante, che permette di valutare - a distanza - se si tratta di un’effrazione reale o di un falso allarme. Faccio un esempio: se non c’è stata alcuna segnalazione dalla barriera esterna, ma arriva un sms che avvisa circa l’attivazione del sensore installato in camera da letto e poi nessun’altra segnalazione, è probabile che sia stato solo un colpo di vento ad aver aperto la finestra della stanza. Ma se si è attivato il sensore esterno e più messaggi indicano movimento nei vari ambienti della casa, è certa l’avvenuta intrusione.

 

 

Con quali criteri è stato progettato il sistema video?

L’impianto di videosorveglianza è stato anch’esso concepito in virtù di un ridotto impatto estetico, in modo che le singole telecamere possano coprire l’intero fabbricato restando “nascoste” nel complesso architettonico.

 

 

In che modo?

Non abbiamo posato i classici tubi di acciaio inox cromati sul cemento, ma abbiamo verniciato le telecamere per mimetizzarle con l’ambiente. Due si esse sono state inserite sfruttando le travi esterne in legno, per poi essere verniciate con il medesimo colore dell’architrave, mentre le altre sono state posizionate direttamente sui mattoni, seguendo lo stesso iter di mimetizzazione. Anche la telecamera del cancello esterno ha rispettato una precisa guida estetica: per non risultare invasiva, è stata posizionata parallelamente alla fotocellula.

 

 

Di quale tipologia di telecamere si tratta?

Per il loro ridotto impatto estetico, sono state scelte delle mini dome. Nello specifico, si tratta di otto mini dome antivandalo a ottica fissa, collegate a un DVR, ognuna con illuminatore a infrarosso. Le telecamere classiche posizionate su staffa di metallo sono soggette a manomissioni. Un colpo effettuato con un corpo contundente è capace di farle ruotare, indirizzandole verso un altro punto di ripresa. Le telecamere in oggetto, invece, sono molto robuste, grazie all’alluminio pressofuso e alla compattezza del loro corpo cilindrico.

 

Una particolarità?

È legata alla telecamera posizionata sul cancello esterno all’abitazione, raggiungibile soltanto dopo aver percorso un lungo viale. Il committente ha richiesto il controllo delle persone che si presentano al cancello, sfruttando la funzione motion: ogni volta che viene suonato il campanello, è istantaneamente catturata l’immagine di chi lo sta premendo, per poi essere memorizzata grazie al DVR.

 

 

Lara Morandotti

 

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