Quando le soluzioni per le smart city sono “semplicemente” innovative

Case study interessante è il palo modulare e multifunzione brevettato da Tecno World Group, che si inserisce nei contesti di arredo urbano secondo il principio di "pulizia tecnologica" e work in progress

Quello della smart city è un tema di assoluta attualità: «La chiave di una smart city davvero coerente con le necessità di oggi e gli sviluppi del futuro è però nella semplicità delle soluzioni». A parlare è Alberto Mandrile, fondatore e amministratore delegato di Tecno World Group, system integrator nel mercato della sicurezza dal 2005. Che sottolinea: «Noi parliamo direttamente con gli installatori e con gli amministratori pubblici. Il nostro non è un prodotto da distribuzione perché opera in una nicchia che non punta sui grandi numeri ma solo sull’efficacia, sulla rapidità di risposta e sulla qualità dei risultati. Il tutto all’interno di un contesto di smart city concreto, armonico e lungimirante».

Nasce da questa riflessione un’idea innovativa che sta prendendo piede sul territorio nazionale per la sua capacità di risolvere con semplicità istanze multiple: quelle dell’Amministrazione pubblica, che deve proteggere e monitorare la comunità; quella dell’installatore, che deve poter installare e manutenere il prodotto; quella dell’utente finale, il cittadino, che deve sentirsi protetto ma contemporaneamente ha anche il diritto di godere della bellezza della sua città, dei palazzi e degli stabili d’epoca, delle vie del centro storico e dei contesti ambientali senza che questi siano deturpati da sistemi e apparati che spesso sovraccaricano le strutture. Il palo modulare è concepito per integrarsi come un arredo urbano davvero smart.

Brevetti e competenze multidisciplinari

Il brand identifica una soluzione brevettata prima in Italia e poi in Europa: brevetto consolidato in cinque strategici Stati del continente, quindi Spagna, Germania, Francia, Svizzera e, naturalmente, Italia. Dietro a tutto ciò, un team di 10 ingegneri dalle competenze multidisciplinari tra cui informatici, elettronici e delle telecomunicazioni, capitanato da Mandrile, vulcanico self-made man i cui 20 anni sul campo conferiscono quel quid di creatività e azzardo che consente di immaginare davvero nuovi volti della smart city.

«Scalabilità e multifunzionalità - sottolinea Mandrile - questi sono i cardini fondanti della soluzione. Come vincente è il principio che accomuna tutti i nostri lavori: al centro deve esserci sempre l’utente». «Dal 2015, anno in cui è stato lanciato il primo prodotto, a oggi il progetto è stato ampiamente rivisitato. Per esempio - prosegue - il palo da tondo è diventato quadrato e stondato, dettaglio che ora lo distingue nettamente da qualsiasi altro palo urbano. È proprio osservando le risultanze che abbiamo compreso quanto siano cambiati i contesti urbani e, quindi, l’importanza di un concept che non si deve mimetizzare ma, al contrario, si deve far notare in un approccio di corretta e funzionale integrazione con l’ambiente circostante».

Identikit del palo

È un palo di ferro, composto da uno o più moduli di 1 metro e mezzo l’uno, impilabili fino a 4 e, quindi, fino ad arrivare a 6 metri di altezza. Il raggio di curvatura, la lavorazione e la verniciatura, l’accessorio di acciaio inox che fa da intermezzo tra un modulo e l’altro sono tutti elementi che parlano di artigianalità ed estetica: «Per realizzarlo infatti - chiarisce l’imprenditore - abbiamo attivato una filiera che comprende alcune delle migliori aziende artigiane locali. I nostri referenti diretti sono gli Amministratori pubblici, che ci commissionano l’opera, e gli installatori che lavorano sul campo e che noi certifichiamo come partner dopo un percorso. Il nostro, infatti, per numeri, prezzo e qualità non è un prodotto che può transitare nel canale della distribuzione. Chi vuole avere informazioni su come progettare una soluzione smart deve rivolgersi a noi in prima persona: siamo qui per questo, noi lavoriamo così”.

Stop, dunque, ad aste e strutture appesantite da cavi, folle di telecamere e quadri elettrici esterni. Con questa struttura modulare, cinque o sei diverse tecnologie possono convivere in modo discreto in un unico sistema davvero agile, funzionale, concepito per accogliere anche successive implementazioni o interventi. L’installatore non deve pensare ad altro, perché anche il montaggio dei moduli è talmente intuitivo che sono sufficienti una chiave inglese, un cacciavite e una brugola. E, in caso di guasti, è sufficiente aprire uno sportello (presente in ogni modulo) e agire direttamente sull’apparato in questione.

La vera sfida della città intelligente: la semplicità

«Nel 2015 abbiamo raccolto e vinto la sfida dell’Amministrazione di Cuneo, che nel progetto di riqualificazione del centro storico aveva l’esigenza di attivare una Ztl con display Led che informasse sull’apertura e sulla chiusura del varco, telecamere di videosorveglianza e di lettura targhe, e ai box informazioni. Il tutto senza però installare telecamere e impianti a vista, che impattassero negativamente sulla bellezza dell’area. Dai primi prototipi è nato il nostro primo palo modulare. In cinque anni ne abbiamo fatti, venduti e installati 500 tra Cuneo e Torino».

Attualmente è presente un po’ in tutta Italia. Gli ordini progressivi mensili si aggirano sui 50 pali mensili: «Abbiamo voluto creare qualcosa per tutti - dice Mandrile - perché noi immaginiamo smart city tutte uguali, nelle quali il nostro prodotto sia sempre lo stesso, che lo si installi a Madrid o a Cuneo. Garantire la stessa funzione, la stessa efficacia e la stessa semplicità di installazione e uso: questo per noi è smart». Senza dimenticare che al palo oggi sono integrate prese di ricarica per i veicoli ecologici, il sistema di chiamata Sos e di richiesta informazioni, telecamere esterne, telecamere interne ad altezza uomo per contesti di sorveglianza particolari, luce adattiva, connessione a nodi smart preconfigurati e preinstallati in sala cablaggio.

«Il nostro approccio rientra in un concetto di “pulizia” tecnologica che non può prescindere da quello del “work in progress”: tutto evolve e bisogna immaginare il futuro della sicurezza, sì, nell’alta tecnologia e in un contesto di iperconnessione, ma sempre inserito e rafforzato in un’ottica di semplicità e fruibilità per tutti».

 

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