Intervista al Gruppo Benincà – Abbiamo a cuore la sicurezza. E le persone

Questa è la mission del gruppo Benincà, che fornisce in Italia e nei mercati internazionali soluzioni in ambito professionale. «Il senso di responsabilità e la professionalità nel fornire un servizio sono fondamentali»: ancor più in una contingenza come quella attuale. Spiega perché la responsabile marketing Valentina Ambrosini

Da sempre il gruppo Benincà si occupa di prodotti in grado di rendere più facile l’accesso di cose e persone in ambienti residenziali, industriali e collettivi. Una mission portata avanti con passione da più di 40 anni attraverso una costante ricerca dell’eccellenza nei prodotti e nelle tecnologie. Una promessa di qualità che si è consolidata non solo attraverso lo sviluppo di soluzioni a elevato contenuto tecnologico e innovativo, ma anche attraverso la scelta del professionista come interlocutore.

Le precise scelte distributive, la costituzione di filiali dirette e la nascita del gruppo nel 2009 hanno reso Benincà Group un partner strategico nel fornire soluzioni in ambito professionale, da specialisti per specialisti. Abbiamo chiesto alla responsabile marketing del gruppo, Valentina Ambrosini, di raccontarci come l’azienda ha vissuto le ultime settimane in relazione all’emergenza Covid-19 e come sta andando la ripresa.

Il Gruppo lavora con partner internazionali: come è stato vissuto lo stop delle attività produttive imposto a seguito della diffusione del coronavirus, tenendo conto del fatto che l’Italia è stato il primo Paese europeo colpito?

«Quando l’emergenza sanitaria è esplosa nel nostro Paese il nostro gruppo era in piena fase di sviluppo di molti nuovi progetti. A fine 2019 abbiamo festeggiato i 40 anni di attività presentando ai nostri migliori clienti tutte le novità durante una crociera di una settimana nel Mediterraneo; un evento unico, che ora sarebbe impossibile ripetere. Lo stop delle attività ha rappresentato ovviamente un cambio di programma improvviso e ha portato alla luce ancora di più l’importanza del contatto umano. Qualche settimana prima, infatti, noi avevamo già provveduto ad avvisare i clienti della situazione e del possibile fermo delle attività produttive: il nostro obiettivo era poterci organizzare al meglio anticipando il più possibile le loro richieste nel caso in cui avessimo dovuto chiudere l’azienda. A fianco a questo abbiamo subito attivato lo smart working per i nostri dipendenti, in modo da tutelare la loro salute garantendo comunque la continuità del servizio. Successivamente, in ottemperanza alla normativa statale, abbiamo fermato le nostre linee produttive e ne abbiamo prontamente dato avviso ai nostri clienti: ci ha fatto estremamente piacere ricevere, da tutto il mondo, messaggi di solidarietà e forza, ennesima prova del rapporto che abbiamo costruito negli anni».

BenincàI prossimi mesi rappresentano un problema o apriranno nuovi orizzonti?

«Come Gruppo abbiamo deciso di sviluppare, già da tempo, una gamma di prodotti destinati al target dei professionisti, perché abbiamo a cuore la sicurezza e siamo convinti che quando si parla di questo tema è necessario avere di fronte degli interlocutori preparati. In queste ultime settimane la parola “sicurezza” è stata associata non solo a un requisito legato alla tecnologia e ai prodotti come il nostro, ma anche al rapporto tra persone, dove il senso di responsabilità nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale e la professionalità nel fornire un servizio sono fondamentali per il rispetto delle regole preservando la salute di tutti. Il primo tema è sempre strettamente legato alla nostra gamma di prodotti, il secondo invece è un punto di vista nuovo che vede i nostri prodotti completamente in linea con queste nuove esigenze. Pensiamo alla gamma di porte pedonali automatiche Myone, che rappresentano oggi la soluzione ideale per tutti quei varchi pedonali dove l’installazione di un automatismo potrebbe prevenire qualsiasi episodio di contatto diretto con maniglie o serramenti soprattutto in luoghi pubblici. Oltre alle porte automatiche ogni genere di automatismo che è in grado di evitare il contatto diretto con il serramento risponde perfettamente ai requisiti di sicurezza oggi richiesti. Nelle scorse settimane Myone, rappresentando il gruppo Benincà, ha partecipato attivamente, in qualità di associato Unac, a elaborare una proposta concreta e strutturata, che, grazie al supporto di Anima, Confindustria Meccanica Varia, verrà portata in esame, ai tavoli di discussione governativi, per richiedere incentivi al settore delle porte automatiche contribuendo fattivamente alla riduzione del rischio contagio. Oltre alle porte automatiche ogni genere di automatismo che è in grado di evitare il contatto diretto con il serramento risponde perfettamente alle esigenze sopra descritte. I sistemi Rise, come dissuasori di sosta e parcheggio automatici e semiautomatici, rappresentano la soluzione perfetta se pensiamo alla necessità di ridefinire gli spazi della collettività secondo nuove regole che prevedano magari un nuovo assetto anche per la mobilità urbana con l’obiettivo di riequilibrare i movimenti delle persone».

In un panorama così incerto, dove fiere e manifestazioni sono in parte state annullate o posticipate, come state affrontando il mancato contatto con i vostri interlocutori? 

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