Contro i furti di marchi online

Nell’attuale realtà multi-canale, i consumatori desiderano vivere una “brand experience” autentica nei canali disponibili. I ladri di marchi lo sanno bene. E cercano di approfittarne imitando i brand attraverso i cosiddetti “look-alike”, con l’obiettivo di dirottare il traffico. Da una recente ricerca, emerge che un consumatore digitale su sei è stato ingannato da un sito che vendeva merci contraffatte…

 

 

Il tema della protezione dei marchi online diventa sempre più importante all’interno delle organizzazioni, soprattutto in seguito all’evoluzione di Internet

Con una crescita in linea con l’evoluzione del Web e con le occasioni offerte ai rivenditori, l’appetito dei clienti per lo shopping online ha ormai raggiunto il suo massimo storico.

Da una rilevazione di Netcomm, emerge che - in Italia - gli acquirenti hanno speso 11,2 miliardi di € nel 2013 e si prevede che toccheranno quota 14,6 miliardi nel 2014.

Inoltre, Netcomm ha confermato che il 2014 è stato un anno positivo per l’e-commerce italiano. Sono ormai 40 milioni gli italiani che accedono a Internet, con un incremento del 6,8 per cento negli ultimi due anni.

Tuttavia, accanto a una serie di indubbi vantaggi, l’e-commerce presenta alcune problematiche, dovute principalmente al carattere anonimo, immediato e aperto di Internet.

Ecco, quindi, che i marchi si ritrovano ad affrontare numerosi rischi nello spazio online, tra cui contraffazione, furto del marchio, mancato guadagno e danni di reputazione.

Questa situazione diventa ancora più evidente calcolando le vendite di merce contraffatta (che, secondo le stime, rappresentano il 5-7% del commercio internazionale di merci), indicatore fondamentale del potenziale utilizzo illegittimo di un marchio.

 

Riconsiderare le difese

Diventa subito evidente quanto sia necessaria una strategia di protezione dei marchi online, soprattutto in vista dei futuri sviluppi dello spazio dei domini Internet a seguito del lancio dei nuovi domini di primo livello generico (gTLD).

I gTLD devono diventare parte integrante della strategia di protezione del marchio aziendale online, a prescindere dal fatto che la società decida di registrare, bloccare o sorvegliare il marchio nei nuovi registri.

Considerato che, nei prossimi tre anni, verranno lanciati più di 600 gTLD, non è più economicamente possibile registrare ogni marchio in ogni nuova estensione.

Questo potrebbe imporre un cambiamento di approccio alle strategie di protezione online, ovvero un passaggio da una strategia basata su registrazioni di domini “difensivi” a una strategia che controlla che in questo più ampio spazio non si verifichino utilizzi illeciti dei marchi.

In teoria, servirebbe personale per la protezione del marchio, questioni legali e gestione dei rischi. Questa collaborazione aiuterà l’organizzazione a elaborare politiche mirate a individuare, sorvegliare e ridurre i domini che violano i marchi e dirottano traffico dal sito Web dell’azienda.

Nel mondo multicanale attuale, i consumatori desiderano vivere una “brand experience” continua e autentica nei canali disponibili.

I ladri di marchi lo sanno bene e cercano di approfittarne imitando i brand attraverso i cosiddetti ‘look-alike’ (siti e app), con l’obiettivo di dirottare il traffico.

Da una recente ricerca, emerge che un consumatore digitale su sei è stato ingannato da un sito che vendeva merci contraffatte.

 

Monitorare social media e dispositivi mobili

I rivenditori online ampliano i rispettivi mercati grazie all’uso dei canali digitali, che vengono utilizzati anche da ladri di marchi e contraffattori che imitano i brand mediante social media e dispositivi mobili.

Per la loro portata, trasparenza e natura virale, i social media sono il mezzo ideale per i truffatori che intendono sfruttare il marchio di un’azienda. Per questo, il monitoraggio di questi canali dovrebbe essere parte integrante della strategia di protezione.

È importante verificare che il proprio marchio sia registrato sui siti Web dei principali social media dei paesi nei quali si opera e tenerli sotto controllo per evitare sostituzioni e frodi, facendo in modo che i clienti possano seguire il brand in totale sicurezza.

Le aziende più accorte devono poter aumentare la fiducia dei consumatori nel mondo digitale attraverso una strategia di protezione del marchio completa, in grado di tutelarli dagli impostori.

L’azienda che utilizza rivenditori e affiliate per indirizzare il traffico verso il proprio sito e produrre entrate, deve accertarsi che questi rispettino i piani previsti per la protezione del marchio.

Occorre elaborare una politica chiara sull’uso delle parole chiave relative al marchio e controllare che affiliate e rivenditori le comprendano.

Ciò che si deve evitare è che i propri partner facciano concorrenza sulle parole chiave branded e intercettino il traffico destinato al proprio marchio.

Per l’organizzazione, questo comporta anche un costo per clic (CPC) maggiore e inutili commissioni di affiliazione.

Una buona strategia di protezione del marchio online riconosce i vantaggi derivanti dalla collaborazione con altre organizzazioni, al fine di bloccare ladri di marchi, contraffattori e truffatori.

I siti pirata contano sulle entrate garantite da ignari inserzionisti che finanziano le loro iniziative illecite.

Lavorando insieme a organizzazioni che si occupano di pubblicità e forniscono servizi di pagamento, si può contribuire a identificare ed eliminare automaticamente le inserzioni presenti sui siti pirata, bloccando la loro fonte di guadagno e la minaccia al marchio.

La protezione del brand è un tema di fondamentale importanza nella società attuale, soggetta a continui cambiamenti.

Quando è online, un marchio può rischiare di perdere guadagni e la fiducia dei clienti e di vedere infangato il proprio buon nome a causa di brandjacker senza scrupoli, il cui unico scopo è realizzare un profitto.

È molto importante avere una buona strategia di protezione del marchio online, in grado di adattarsi velocemente ai continui cambiamenti di Internet e alle astute tattiche elaborate da chi cerca di utilizzare in modo illegale il marchio aziendale.

Jerome Sicard, MarkMonitor

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