Bellezza e valore dell’integrazione

Villa Panza di Biumo, a Varese, dimora settecentesca sede di collezioni d’arte: è questo lo scenario di un intervento di sicurezza integrata.

Cuore di un prezioso giardino all'italiana, Villa Menafoglio Litta Panza di Biumo è stata edificata alla metà del XVIII secolo a Varese per volontà del marchese Paolo Antonio Menafoglio e ampliata in epoca neoclassica dall'architetto Luigi Canonica, su incarico del duca Pompeo Litta Visconti Arese.
La villa è celebre nel mondo per la collezione d'arte contemporanea che il conte Giuseppe Panza vi ha raccolto a partire dagli anni '50.
Nel 1996 il mecenate donò la villa al FAI, insieme con parte della collezione e dello storico parco.
Nei saloni e nelle scuderie sono oggi esposte circa centocinquanta opere di artisti contemporanei, oltre ad arredi del periodo che va dal XVI al XIX secolo e a un'importante raccolta di arte africana e precolombiana.
L’area un tempo occupata dalle grandi scuderie è, oggi, destinata ad accogliere mostre temporanee provenienti da collezioni private e da musei di tutto il mondo.
Per garantire la conservazione ottimale delle opere esposte sono stati realizzati ambienti a microclima controllato, con impianti di illuminazione studiati ad hoc.
La messa in sicurezza di tutto il complesso, infine, è stata affidata dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) a Ultrasonic Italia di Varese - che, con questo progetto, si è classificata tra i finalisti del concorso H d’Oro 2009, indetto da Fondazione Enzo Hruby - realizzando un impianto di sicurezza integrata che permette la più ampia versatilità di utilizzo e la massima libertà di allestimento, nel rispetto delle strutture coinvolte.
Nel corso dell’intervento sono emerse difficoltà per la realizzazione del cablaggio dei nuovi impianti, in quanto l’edificio è sottoposto alle tutela delle Belle Arti.
L’intero lavoro di messa in sicurezza è stato realizzato avendo cura di trovare soluzioni alternative non invasive, nell’ottica del tassativo rispetto dell’ambiente.
Quanto alla tempistica, l’operazione, terminata nell’ottobre 2008, ha richiesto circa 220 ore di mano d’opera, con l’impiego di tre tecnici nell’arco di circa due mesi.

Antintrusione, antincendio, Tvcc
Per la protezione dell’area espositiva si è ricorsi all’impianto di una centrale supervisionata e telegestita, che permette la parzializzazione fino a otto aree indipendenti e si articola su più livelli, in modo da garantire un sistema di protezione volumetrica interna, realizzata con rilevatori volumetrici a doppia tecnologia, antiaccecamento e antimascheramento omologati IMQ, mentre la protezione perimetrale è assicurata da rivelatori “laser” per la sicurezza delle finestre poste alla sommità dell’area e contatti magnetici a tutela delle porte d’accesso.
La protezione esterna è stata, invece, realizzata attivando un sistema combinato di antintrusione e videosorveglianza.
L’impianto di allarme viene segnalato con lo specifico riferimento al sensore e alla zona sia sulle tastiere di controllo installate in area protetta in loco che al terminale remoto presso Ultrasonic Italia e, contemporaneamente, tramite ponte radio alla centrale operativa dell’Istituto di vigilanza privata.
Sono, inoltre, attivate due sirene autoalimentate con flash, posizionate l’una sulla facciata esterna visibile dalla strada e l’altra sulla facciata interna visibile dal parco.
L’intera area è dotata di un impianto di rivelazione incendio che consiste in rivelatori di fumo, puntiformi e lineari, pulsanti manuali di segnalazione e lampade ottico/acustiche con alimentazione di emergenza per le segnalazioni delle vie di fuga.
L’impianto, che funziona in modo autonomo e gestisce, zona per zona, tutte le anomalie ed eventuali allarmi dovuti alla presenza di fumo, rileva in tempo reale i segnali previsti e riconosciuti dalla centrale e ne consente la tempestiva gestione anche in caso di anomalia e di guasto.
L’area espositiva è, inoltre, videosorvegliata mediante un impianto di telecamere a colori dotate di illuminatori all’infrarosso, installate sia all’interno degli ambienti che a copertura delle aree esterne strettamente limitrofe.
È, in più, prevista la videoregistrazione mediante un DVR con collegamento in rete TCP/IP, che permette la visualizzazione singola/ciclica/quad/multi schermo, dotato di motion decoder per registrazione su evento e funzionamento triplex.
Un monitor di controllo è posto nell’abitazione del custode, mentre un secondo, che controlla direttamente le aree espositive interne, è disponibile per la monitorizzazione da parte del personale di servizio.
È stato realizzato anche un sistema antirapina collegato, come del resto tutti i segnali di allarme, a un istituto di vigilanza.

Focus sull’installazione
Per le aree interne dedicate alle mostre sono stati utilizzati sensori volumetrici antiaccecamento a doppia tecnologia.
Per le protezioni perimetrali si è fatto ricorso a barriere a raggi infrarossi a doppio fascio sincronizzato per le finestre e a contatti magnetici polarizzati per gli ingressi.
Per la protezione interna delle pareti confinanti con il suolo pubblico sono state utilizzate barriere a raggi infrarossi codificati.
Per la protezione dell’area esterna confinante con l’area espositiva sono state attivate le seguenti apparecchiature:

- colonne laser con fasci multipli codificati gestite da microprocessore. Ottiche con sincronizzazione filare antiscanning, tamper antirimozione
- volumetrici antiaccecamento a tripla tecnologia a protezione del porticato esterno e del sottotetto

I muri esterni delle aree più importanti, infine, sono stati protetti utilizzando apparecchiature “piramid” installate a tenda.

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