ANIE Sicurezza, Iucci – Nuovi modus operandi in un settore sempre più dinamico

Domanda in crescita per l’Antincendio, in abbinamento con i sistemi di evacuazione audio; segno più anche per le tecnologie wireless nel Residenziale, mentre è l’integrazione dei sistemi a guidare lo sviluppo della componente Security. Il punto di vista sul settore e sull’evento milanese del presidente di ANIE Sicurezza Giulio Iucci

Un comparto economico, se ben sviluppato e ben posizionato anche a livello internazionale, deve essere rappresentato da una manifestazione all’altezza degli obiettivi che si pone il comparto stesso. «Sono assolutamente certo che Sicurezza, da alcune edizioni, incarni lo spirito di collaborazione e di ricerca di sinergie che in ogni comparto deve contraddistinguere lo sforzo di Enti, Associazioni e stakeholder, al fine di rendere visibili gli operatori, proporre temi e riflessioni a breve medio periodo, e sviluppare l’interesse verso il mercato italiano di importanti buyer esteri». Così Giulio Iucci, presidente di ANIE Sicurezza, sintetizza il ruolo della fiera milanese precisando che, se il ritorno di una manifestazione è difficile da “rendere” in modo concreto, «sicuramente un criterio può essere il trend sempre positivo relativo alla presenza di espositori e di visitatori, che ha reso Sicurezza un importante appuntamento biennale, anche oltre i confini nazionali».

Diamo qualche numero. Quali sono i segmenti oggi al centro degli interessi di mercato?

«In linea con le tendenze espresse l’anno precedente, nel 2018 il comparto Sicurezza e Automazione edifici ha confermato una crescita del fatturato totale (+6,8 per cento a valori correnti). Questo andamento è tuttavia frutto di tendenze discontinue emerse nel corso dei diversi trimestri dell’anno. Nel dettaglio merceologico, tendenze positive hanno interessato i diversi segmenti. Il segmento dell’Antincendio ha beneficiato della crescita della domanda da parte degli utenti finali in abbinamento ai sistemi di evacuazione audio. Guardando alla componente Security, fra i principali driver di sviluppo continua a occupare un ruolo centrale l’integrazione e la convergenza fra sistemi, grazie all’innovazione tecnologica e alla crescente digitalizzazione. In crescita nel segmento Residenziale la domanda di tecnologie wireless. Il segmento della Videosorveglianza ha mantenuto un profilo dinamico».

E per quanto riguarda l’area europea ci sono variazioni significative?

«Guardando al canale estero, nel 2018 le esportazioni di tecnologie per la Sicurezza e Automazione edifici hanno mostrato un profilo dinamico (+9,2 per cento). La domanda europea ha offerto un contributo più vivace alla crescita del comparto, grazie alla riattivazione degli investimenti in ambito residenziale, mentre fra i mercati extra UE sono emersi andamenti differenziati. Fra le aree che hanno visto un tasso di crescita più accentuato si annovera il continente asiatico».

Come sta evolvendo il mondo della sicurezza?

«Il mercato Fire & Security in Italia si sta velocemente evolvendo. Le logiche dell’integrazione e della convergenza ridisegnano schemi e modus operandi che devono restare al passo con i cambiamenti. Più in generale, fra le criticità con cui si confrontano gli operatori del comparto si segnalano fenomeni di riduzione dei margini. In questo contesto, motivante e stimolante ma altrettanto sfidante, il comparto ha bisogno - senza se e senza ma - non solo di ridefinire i ruoli degli attori della filiera - e di integrarne di nuovi - ma anche di dare una precisa connotazione alle specificità di ogni operatore, che gioca un ruolo fondamentale in quella che ci piace definire “evoluzione consapevole”. Con un focus specifico sul comparto “Distributori”, che nel corso dell’ultimo anno ha conosciuto a vari livelli la nostra realtà associativa».

Sicurezza fisica e sicurezza logica: c’è un punto di incontro?

«Il mercato della sicurezza sta attraversando un profondo cambiamento che impatterà sia sulle architetture di sistema sia sui modelli di business, ma anche sugli aspetti procedurali e normativi/legali. Ciò è dovuto soprattutto a due fattori determinanti: il rapido sviluppo delle tecnologie e la forte crescita della necessità di proteggere i beni (materiali, immateriali e umani). “Convergenza” è la parola d’ordine, in primo luogo tra sicurezza fisica e sicurezza logica. Questo trend è stato generato e sta avendo una progressione esponenziale grazie alla “digitalizzazione” che consente a ogni sistema di essere collegato; da qui la crescita di soluzioni software che consentano l’interoperabilità dei sistemi. Ogni intervento e ogni analisi deve essere realizzata in maniera olistica, ossia completa, perché dal match di tutte le nuove informazioni possono scaturire ancora nuove informazioni, anche predittive. Inoltre, le piattaforme software consentono di mettere a fattor comune l’esperienza di più operatori, e sappiamo che nella gestione delle sale operative il problema principale è il decadimento rispetto all’esperienza dell’operatore, o banalmente al cambio turno di un addetto. Il sistema poi deve apprendere e rimettere in circolo la nuova esperienza. Se una volta, nel building e nella sicurezza, si parlava di azione e reazione, in pratica un sensore che manda un segnale di allarme, oggi la complessità è molto maggiore: ci sarà una mappatura dei sensori e dei sistemi a campo, il monitoraggio, la gestione pull e push dei sistemi per capire cosa effettivamente sta accadendo, l’interpolazione ovvero la messa a confronto di sensoristica diversa, fino ad arrivare al pronto intervento, alla mitigazione del danno in caso sia già avvenuto, al ripristino e alla messa in circolo della nuova esperienza. Le fasi sono tante in una filiera che deve essere sostenibile ed equilibrata, in quanto è l’anello debole che determina la forza della catena, e non l’anello più forte».

Funzioni tecnologiche sempre più spinte, dunque. E quale, in questo contesto, il ruolo dell’uomo?

«Mi spiego meglio: la tecnologia non è e non sarà solo un sensore che invia un allarme, che viene preso in carico da un uomo il quale interviene tramite una procedura. La tecnologia è centrale, è in grado di intercettare un numero elevatissimo di informazioni, di correlarle e metterle a disposizione dell’uomo, il tutto a una velocità elevatissima. La filiera nei sistemi complessi è la seguente: monitorare, intercettare, correlare, interpretare, intervenire, contenere, ripristinare, apprendere, implementare. La tecnologia non sostituisce quindi l’uomo, ma è un potentissimo mezzo di supporto alle decisioni. L’uomo c’è sempre: all’inizio, quando costruisce la logica e l’architettura del sistema; durante, quando programma la tecnologia e la manutiene; alla fine, quando prende le decisioni e interviene, ma anche quando corregge e implementa».

Quanto sono importanti, secondo la sua esperienza, la formazione e l’informazione in tema sicurezza? La cultura, in questo settore, rimane dunque un valore aggiunto?

«Consapevoli che la valorizzazione delle risorse umane passa necessariamente attraverso una formazione continua e di qualità, ANIE Sicurezza organizza workshop dedicati al mondo della progettazione e corsi di formazione specifici per le figure professionali che operano nel settore. Obiettivo del programma di workshop: fungere da punto di scambio, confronto e condivisione sulla nascita - anche a livello europeo - di una nuova figura di operatore professionale e di professionista che opera nell’ambito tecnologico della protezione antincendio e della Security, in modo da innescare percorsi sinergici di collaborazione nella filiera, che contribuiscano ad accrescere il business per tutti gli operatori. Con uno sguardo attento verso le istituzioni. Il 2019 si è aperto con alcune novità sul format che è stato utilizzato per i nuovi workshop, con la mission di dare spazio alle best practice e confrontarsi con gli operatori (professionisti e tecnici) in merito alle problematiche che spesso si riscontrano in fase di progettazione».

Come si inserisce, in questo percorso, la certificazione IMQ?

«Ci interessa declinare il percorso “sicurezza” tramite l’approfondimento di competenze necessarie poiché la certezza di percorsi formali tramite la certificazione IMQ rende le conoscenze acquisite evidenti, ma non solo. Le valorizza e rende riconoscibile sia la figura del tecnico professionale, sia quella dell’azienda che ha investito in formazione. Lo schema di certificazione Imq-Anie T.I.R.A.E., rivolto ai Tecnici Manutentori di impianti di rivelazione automatica di incendio e di evacuazione audio, è un valido percorso qualitativo in grado di attestare le competenze tecniche di queste figure professionali. La frequenza al corso ANIE Sicurezza consente di avere accesso all’esame di certificazione IMQ per la figura professionale del Tecnico Manutentore di impianti di rivelazione automatica antincendio e di evacuazione audio. Vogliamo offrire a tutti gli operatori del settore una preparazione puntuale attraverso un programma didattico - sia tecnico sia pratico - che fornisce da un lato le competenze necessarie per l’attività di manutenzione dei presidi e degli impianti antincendio e dall’altro la corretta informazione a tutte le figure che operano nel settore delle tecniche di manutenzione, alla luce delle norme e della legislazione vigente. Tutto ciò che ho elencato sopra si “sdoppia”, perché da qualche anno a questa parte abbiamo iniziato lo stesso percorso (workshop e formazione) anche nel settore “Security”, che si focalizza su antintrusione, Sistemi di videosorveglianza e controllo accessi. Con risultati che fanno ben sperare. Quindi, ovviamente, la risposta alla sua domanda è assolutamente sì. La formazione è una delle nostre priorità, al centro della nostra programmazione annuale delle attività».

La mission e un’anteprima degli appuntamenti 2020

Questi, secondo Giulio Iucci, i driver che ci hanno accompagnato in questi ultimi due anni di attività e che saranno le “pietre miliari” del prossimo biennio:

• differenziazione, per guardare non solo ai mercati emergenti, ma a quelli “adiacenti” come opportunità di business

• network, per maturare l’abitudine a confrontarsi su iniziative e progetti che abbiano un respiro comune, dove l’impegno e la voce del singolo operatore diventa valore aggiunto per tutti;

• qualità, per far convergere prodotti, servizi, attività e processi verso un concetto di total quality, che passa attraverso percorsi sempre più rigorosi di certificazione, non più solo del mero prodotto

• competenza, per un’evoluzione “consapevole” che non si può improvvisare

• formazione, per guardare ai mercati adiacenti e conoscerne/idearne le possibili integrazioni, valutando tutte le applicazioni utili per la propria specializzazione. La competenza deve portare alla visione delle soluzioni in un’ottica di integrazione globale tra security e servizi/settori collaterali.

 

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