Vincenzo Bini è direttore commerciale di Sitec, realtà di riferimento nel panorama della sicurezza integrata fondata nel 2002 per iniziativa di Michele Bavaro e Nicola Giangregorio.

Il progetto Sitec Fire & Security nasce nel 2002 a Giovinazzo, città di mare nel Nord Barese, dall’iniziativa di due colleghi, Michele Bavaro e Nicola Giangregorio, che dopo anni di collaborazione e crescente fiducia prendono la decisione di mettersi in gioco e danno vita a una nuova società.
Il background tecnico, acquisito non solo grazie alle esperienze maturate negli anni ’90 con importanti general contractor a livello internazionale, ma soprattutto grazie all’innata curiosità e voglia di migliorarsi, li porta ben presto a distinguersi sul mercato per le loro competenze e affidabilità.
Abbiamo intervistato Vincenzo Bini, che dal 2020 è direttore commerciale di Sitec.
Com’è iniziato il suo percorso professionale all’interno di Sitec?
«Sono stato letteralmente “chiamato” da due amici che avevano maturato la volontà di dare un forte impulso alla crescita della loro azienda. Dopo oltre trent’anni di esperienza nel settore antincendio, sia in ambito tecnico che commerciale, per la prima volta sono approdato in una piccola società del mio paese, di cui conoscevo le enormi potenzialità e dove ho fin da subito trovato terreno fertile e tanta fiducia. Una scommessa che abbiamo già vinto, ma con tanti altri traguardi ancora da raggiungere».
Nel contesto attuale, che richiede al settore sicurezza una sempre maggiore protezione e sostenibilità, qual è la risposta di Sitec, che raggruppa al suo interno antincendio, security e building management?
«Sin dallo scorso anno abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione sulla Transizione 5.0, che mette la ricerca e l’innovazione al servizio di un’industria sostenibile, resiliente e incentrata sull’uomo. Il piano Transizione 5.0, che rappresenta l’evoluzione del precedente piano Industria 4.0, si pone l’obiettivo di sostenere la trasformazione digitale ed ecologica del sistema produttivo italiano.
Da questi presupposti parte la nostra vision: sicurezza e sostenibilità non hanno obiettivi diversi, anzi, l’implementazione di efficaci misure di prevenzione porta benefici su entrambi i fronti. Dando per scontata, infatti, la priorità nella protezione delle persone, ridurre il numero e l’effetto degli incendi gravi significa ridurre il materiale da smaltire e l’inquinamento che ne consegue - sia dell’aria che dell’acqua - oltre ai danni economici che derivano da perdite oggettive e ai costi di bonifica e ricostruzione».
Chi sono i vostri principali clienti?
«Tanto l’industria, quanto il terziario: entrambi hanno imparato a conoscere la nostra capacità di far fronte ai progetti più complessi. Qualità, rapidità e affidabilità sono il nostro marchio di fabbrica, dalla progettazione passando per l’installazione fino alla manutenzione. Grazie alla ormai ultraventennale esperienza nella realizzazione dei più sofisticati impianti di rivelazione e spegnimento incendi, oltre che nei sistemi di antintrusione e videosorveglianza, Sitec è oggi un integratore di sistemi certificato sul quale poter far affidamento per qualsiasi necessità».

C’è qualche lavoro effettuato di cui siete particolarmente orgogliosi?
«I sistemi antincendio realizzati per Nhoa Energy a protezione di alcuni dei più grandi BESS (Battery Energy Storage Systems) del mondo, fra cui quelli di TCC a Taiwan o di Synergy in Australia, sono un nostro fiore all’occhiello, ma in questi anni siamo cresciuti molto anche grazie alla fiducia accordataci da importanti gruppi, come Stellantis, RFI, GE Avio, Axpo, Vertiv e Leonardo, per citarne alcuni».
Spostandoci su tematiche quali formazione, aggiornamento e certificazioni, quanto crede siano importanti per la vostra professione?
«Sitec Fire & Security dispone di un sistema di gestione aziendale certificato ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, e altrettanto importanti sono le abilitazioni e certificazioni ottenute dai nostri tecnici specializzati (come quelle rilasciate da Milestone, Flir, Bosch, Honeywell, FSL), oltre ovviamente alle qualifiche dei manutentori richieste dal recente Decreto Controlli.
La formazione dei dipendenti rappresenta la forza di qualsiasi system integrator, a maggior ragione quando si parla di prevenzione, efficacia degli interventi e, non da ultimo, relative responsabilità penali».
Qualche consiglio per diventare un vero professionista del settore?
«Sono certo che già altri prima di me lo hanno detto, ma non posso fare altro che ribadirlo: lavorare nel nostro settore non è solo una fonte reddituale, ma una vera e propria vocazione, una missione che mette sempre le vite della gente al primo piano, un lavoro bellissimo che richiede però molta serietà e dedizione. Prendere o lasciare!».



