Dahua DHI-ASI8214Y – Sistema controllo accessi con riconoscimento facciale

ASI8214Y di Dahua è uno dei sistemi di controllo accessi più completo, versatile e sofisticato attualmente in circolazione. Grazie alla doppia fotocamera, al display touch da 10”, al sensore d’impronte e al lettore RFID può riconoscere decine di migliaia di volti e impronte digitali, badge e password

Utilizzati non solo negli uffici ma anche nei siti industriali per impedire al personale non autorizzato di introdursi in zone riservate, i sistemi di controllo accessi sono sempre più orientati sul riconoscimento biometrico. Rispetto ad altre tipologie di identificazione come le password e i badge (card RFID), i tratti del volto e le impronte digitali non possono essere né trafugati né ceduti per compiere atti illeciti. Risultano quindi molto più sicuri e affidabili, anche per merito dell’evoluzione tecnologica dei sensori d’immagine e dello sviluppo degli algoritmi di deep learning che permettono di rilevare con la massima accuratezza e rapidità la fisionomia di una persona anche in condizioni ambientali apparentemente proibitive. Per garantire il pieno supporto alle nuove tecnologie senza escludere quelle più vecchie e collaudate, Dahua ha progettato il nuovo sistema di controllo accessi DHI-ASI8214Y che eredita le migliori funzionalità e dotazioni degli altri modelli della gamma aggiungendo una doppia telecamera per il riconoscimento facciale e un display LCD touch da ben 10 pollici.

dahua ASIDoppia fotocamera con WDR e illuminatore a led

L’ASI8214Y ha un’altezza di circa 40 cm, una larghezza di 18,5 cm e una profondità massima di 7,8 cm. La struttura è realizzata interamente in alluminio a elevato spessore, tranne che per il pannello frontale che, per ovvie ragioni, utilizza una doppia lastra in policarbonato. Può essere installato a parete con la piastra in acciaio inox fornita in dotazione oppure appoggiato su una superficie piana utilizzando il piedistallo opzionale. Ha la certificazione IP55 (protezione contro la polvere e i getti d’acqua) e può quindi essere utilizzato anche in ambienti esterni con temperature comprese tra i -30 e i +70 °C e con umidità relativa tra il 5% e il 95%.

L’hardware si basa sul processore ARM Cortex-A17 a 32 bit affiancato da 2GB di memoria Ram e 4GB di Flash dedicata all’archiviazione dei dati biometrici.

Il sistema di riconoscimento facciale si avvale di una doppia telecamera: quella a sinistra adotta un tradizionale CMOS a colori da 2 megapixel e supporta il WDR mentre quella a destra è in realtà un sensore infrarosso che rende l’immagine acquisita in 3D così da garantire una maggiore sicurezza durante il rilevamento (vedi soglia “anti-fake” descritta più avanti).

Entrambe le telecamere possono identificare fino a 360 elementi del volto, confrontarli con le immagini archiviate nel database ed attivare lo sblocco in meno di mezzo secondo anche in condizioni di illuminazione critiche, in particolare quando il soggetto si trova in controluce e i sensori subiscono un abbagliamento che potrebbe compromettere il riconoscimento. In condizioni di scarsa luminosità oppure quando il WDR non è in grado di “schiarire” adeguatamente i volti, il sensore di luminosità posizionato nell’angolo superiore destro attiva automaticamente i due illuminatori a luce bianca (Led) posizionati a fianco delle fotocamere. L’accensione temporanea degli illuminatori (10”) può anche essere subordinata al rilevamento dei movimenti da parte delle telecamere (motion detection) in base alle opzioni selezionate nel menu di configurazione. Tra le opzioni di set-up troviamo anche quelle che regolano l’accuratezza del riconoscimento, l’angolo massimo di rilevazione e la soglia “anti-fake” per impedire lo sblocco fraudolento tramite fotografie di volti.

La doppia telecamera riconosce i tratti somatici a una distanza compresa tra 30 cm e 2 metri mentre il tasso di accuratezza dichiarato è superiore al 99%, anche quando il volto è parzialmente coperto, mosso o con espressioni differenti da quella registrata in archivio.

Display HD da 10,1” con touchscreen capacitivo

Il display da 10,1” in formato 16:10 con risoluzione HD (1280x800 pixel) fornisce tutte le informazioni sullo stato operativo del sistema, mostra le riprese delle telecamere, le opzioni alternative di sblocco e permette di gestire le funzionalità base attraverso il menu e il touchscreen capacitivo. In modalità di attesa, la parte superiore ospita la status bar relativa ai collegamenti USB/Ethernet/Wi-Fi, l’orologio, il datario e i metodi attivi per lo blocco degli accessi (per esempio, Card, Fingerprint, Face, Password - and/or). L’area centrale viene in pratica utilizzata come monitor mentre in basso sono presenti le icone virtuali per l’accesso al menu principale e alla finestra di sblocco tramite password (con tastiera touch alfanumerica). La luminosità massima dichiarata è di 500 nit (candele per metro quadro), più che sufficienti anche per l’installazione anche in luoghi fortemente illuminati. Sotto lo schermo troviamo anche la barra led di stato (di vari colori - azzurro, rosso e verde - fissa, scorrevole o lampeggiante) e le due feritoie per i segnali acustici (per esempio, allarme tamper) e gli avvisi vocali (come accesso autorizzato o vietato) emessi dagli altoparlanti. Nell’esemplare fornitoci per l’analisi, sia le voci del menu che gli avvisi vocali erano disponibili solo in lingua inglese. Tuttavia, a breve sarà disponibile un aggiornamento software che implementerà la lingua italiana. 

Sensore impronte capacitivo e lettore RFID

La parte inferiore del pannello frontale è leggermente inclinata e ospita sia il sensore di impronte sia il lettore RFID. Il primo è di tipo capacitivo con tempi di riconoscimento e risposta inferiori a 1,5-0,5 secondi. È possibile memorizzare fino a 10.000 impronte e impostare da menu il livello di accuratezza di rilevamento.

Il lettore RFID supporta i chip con tecnologia Mifare sviluppata da NXP Semiconductor (transponder passivo a 13,56 MHz) contenuti in tessere, dongle, ecc. Il range di rilevamento varia tra 1 e 5 cm mentre il numero massimo di dispositivi memorizzabili è pari a 60.000.

La compatibilità con l’interfaccia standard Wiegand (26/34/66) e seriale RS485 permette di collegare eventuali lettori esterni.

Configurazione e monitoraggio in locale e da remoto

La configurazione e il monitoraggio del sistema Dahua si effettuano in locale attraverso il menu che appare sul display LCD oppure da remoto via LAN e WLAN (Wi-Fi Dual Band 2,4+5 GHz). Nel primo caso è sufficiente sfiorare l’icona Main Menu per far apparire le 9 sezioni del menu principale: User, Access, Connection, System, USB, Features, Record, Auto Test e System Info. La sezione User consente di aggiungere nuovi utenti registrando l’immagine del volto, l’impronta digitale, la password e il badge RFID, visualizzare il database degli utenti e degli amministratori modificando i permessi e il livello (utente/admin o generale/blacklist, guest, VIP, ecc.). La sezione Access permette invece di gestire gli allarmi, i periodi di attività e le modalità di sblocco mentre Connection ospita le voci per le connessioni LAN, WLAN, Wiegand e seriali. La configurazione del face detection si effettua in System (soglia, angolo di ripresa, anti-fake, illuminazione) mentre Record mostra l’elenco degli accessi con data, ora, nome, status, ecc.

L’accesso da remoto, tramite browser su PC collegati in rete, permette anche di gestire i collegamenti degli allarmi, visualizzare il relativo log, regolare i parametri video e la modalità WDR, configurare il motion detection e molto altro. Attraverso la porta USB collocata nel box posteriore è possibile esportare su una chiavetta alcuni dati e parametri (elenco utenti, database volti/RFI, record, ecc.) e reimportarli su un altro sistema di controllo accessi. Per ragioni di sicurezza, questi dati sono criptati e non editabili.


IN EVIDENZA

• Controllo accessi tramite riconoscimento facciale, impronta digitale, RFID, password

• Doppia telecamera da 2 MP con WDR e illuminatore a led

• Rilevamento e identificazione volti in 3D

• Display LCD HD da 10,1” con touchscreen capacitivo

• Sensore d’impronte capacitivo ad alta precisione

• Lettore RFID Mifare (13,56 MHz)

• Supporto QR Code

• Menu di gestione e configurazione integrato

• Configurazione e gestione anche da remoto

• Spazio di archiviazione interno per 60.000 utenti (badge/password), 10.000 volti/impronte e 200.000 log

• Connettività Wi-Fi, Ethernet, RS232 e USB

• Interfacciabile a lettori esterni (Wiegand/RS485), sensori/moduli porte, impianti di videosorveglianza e antintrusione

• Notifiche luminose e vocali

• Chassis in alluminio ad alta resistenza

• Protezione IP55 per l’installazione in interni/esterni


Lettori biometrici: cosa dice il garante della privacy

Per il controllo presenze non è vietato imporre al dipendente l’autenticazione tramite sistemi di rilevazione biometrica. Ma serve una valutazione d’impatto

Perché il report delle presenze sia utilizzabile a fini amministrativi o legali (calcolo degli orari per la busta paga, produzione di prove in caso di contestazione tra lavoratori e datore) i terminali non devono avere una certificazione specifica: ne esistono alcune rilasciate da enti di terze parti che possono costituire un valore aggiunto al sistema, ma non sono imprescindibili.

Per il controllo presenze non è vietato imporre al dipendente l’autenticazione tramite sistemi di rilevazione biometrica (lettori di impronte, telecamere con riconoscimento facciale), considerando anche che il terminale non salva alcuna informazione in modo chiaro o estrapolabile (foto e impronte sono salvate sotto forma di stringhe numeriche).

Per il Garante della Privacy «Il datore di lavoro è sempre tenuto a cercare i mezzi meno invasivi scegliendo, se possibile, un procedimento non biometrico». E impone che «siano preventivamente considerati altri sistemi, dispositivi e misure di sicurezza fisiche e logicistiche che possano assicurare parimenti una puntuale e attendibile verifica delle presenze e degli ingressi sul luogo di lavoro senza fare ricorso al trattamento dei dati biometrici».

L’uso di lettori biometrici, quindi, non è sempre vietato ma il loro utilizzo può essere concesso a seguito di una valutazione d’impatto che abbia rilevato un rischio alto dopo una consultazione con il Garante.

 

 

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