Videosorveglianza nei luoghi di lavoro: si apre un nuovo mercato?

Domani, 3 maggio, presso il Polo Fieristico di Rho, si terrà la Tavola Rotonda “Videosorveglianza, privacy e diritti dei lavoratori”, organizzata dalla Rivista Sicurezza – Gruppo Il Sole 24 Ore.


Come è possibile, oggi, coniugare esigenze di sicurezza, privacy e diritti dei lavoratori?

Che cos’è il “Protocollo Ant@res”? In che modo è in grado di criptare
le immagini riprese da una telecamera? Chi ha accesso a tali immagini?

Quali sono le sue implicazioni sotto il profilo giuridico? E sotto il profilo tecnico?

Quali caratteristiche deve possedere l’immagine video per essere utile in sede processuale?


A queste e ad altre domande si propone di rispondere la Tavola Rotonda "Videosorveglianza, privacy e diritti dei lavoratori", organizzata dalla Rivista Sicurezza - Gruppo Il Sole 24 Ore, di scena domani, 3 maggio, presso il Polo Fieristico di Rho.

Di seguito il programma.


Moderatore:
Paola Cozzi, Responsabile Rivista Sicurezza

Interventi:

- Luciano Brenna, consulente in tema di Security & Intelligence

- Mauro Cassini, titolare di Umbra Control, azienda facente parte del network di installatori professionisti Hesa

- Massimiliano Cassinelli, ingegnere, progettista reti TLC

- Vincenzo Corradi, titolare di Antares, azienda specializzata in soluzioni informatiche a tutela dei dati

- Giacomo Mosca, B2B Manager Italy Iomega Corporation, fornitore soluzioni di storage e di sicurezza di rete

- Gianluca Pomante, avvocato esperto in tema di privacy

- Vincenzo Scognamiglio, appuntato dell'Arma dei Carabinieri, Procura della Repubblica di Monza - Sezione Polizia Giudiziaria

- Franco Valentini, titolare di Selea, azienda produttrice di telecamere

Obiettivi dell’incontro

• L'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori vieta esplicitamente “l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori”. Questo significa che le persone non possono essere riprese durante la loro attività lavorativa e che, quindi, potrebbero venire a mancare le immagini relative a un crimine o a un incidente specifici.
Fatta questa premessa, come è possibile, oggi, coniugare privacy, diritti dei lavoratori ed esigenze di sicurezza?

• Che cos’è il “Protocollo Ant@res”? In che modo è in grado di criptare le immagini riprese da una telecamera? Chi ha accesso a tali immagini?

• Quali sono le sue implicazioni sotto il profilo giuridico? E sotto il profilo tecnico?

• Quali caratteristiche deve possedere l’immagine video per essere utile in sede processuale?

• La normativa attualmente in vigore autorizza a detenere le immagini registrate solo per ventiquattrore.
Allo scadere di questo limite temporale, le immagini devono essere cancellate. Questo rappresenta un ostacolo per gli inquirenti, soprattutto in caso di furti e violazioni avvenute senza la presenza diretta di testimoni. L'utilizzo di sistemi di criptazione consente di detenere le immagini per periodi di tempo più lunghi?

Queste le domande alle quali si cercherà di rispondere e sulle quali si confronteranno i punti di vista, le professionalità, i saperi e le esperienze di ognuno, in un incontro aperto e dal carattere divulgativo, teso a formare e informare i lettori di Sicurezza - installatori professionisti, progettisti, integratori di sistemi, security manager e IT manager - “idealmente” presenti intorno al tavolo: i contenuti del dibattito verranno, infatti, pubblicati sul numero di giugno della rivista, oltre che sul nostro nostro sito www.sicurezzamagazine.it

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