Strutture scolastiche e videosorveglianza – A scuola in tutta sicurezza

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Come conciliare la missione della scuola di formare cittadini liberi con la videosorveglianza, a cui sempre più si ricorre?

Negli ultimi anni la cronaca ha, purtroppo, portato alla ribalta numerosi episodi sia di bullismo tra gli studenti sia di aggressioni ai danni degli insegnanti, così come violenze nei confronti dei bambini delle scuole materne da parte delle stesse maestre. Si tratta di avvenimenti sconcertanti che scuotono profondamente l’opinione pubblica. Tuttavia, ad essi, si affiancano altre situazioni, sicuramente meno eclatanti, ma a loro volta urgenti sotto il profilo della sicurezza. All’interno e all’esterno degli istituti scolastici, permangono infatti alcune aree critiche che possono prestare il fianco a furti, danneggiamenti e manomissioni come i laboratori, i magazzini e le sale professori. Per questo, sempre più istituti scolastici hanno adottato e stanno cominciando a valutare l’inserimento di sistemi di videosorveglianza, generalmente all’interno di un dibattito piuttosto spinoso sull’effettiva opportunità di ricorrere a tale tecnologia in un ambito come la scuola. La scuola, infatti, si pone come soggetto che per missione forma i cittadini del futuro, ricorrendo all’autorevolezza anziché all’autorità. Perciò, per non pochi operatori del mondo della scuola adottare la videosorveglianza significa abdicare al proprio ruolo, optando per la “scorciatoia” dell’occhio del Grande Fratello rispetto al dialogo.

Formazione contro repressione

Che il tema sia particolarmente sensibile è dimostrato anche dal disegno di legge n. 2574 approvato alla Camera dei deputati il 19 ottobre 2016 e trasmesso al Senato. I riflettori in realtà risultano allargati, in quanto puntati più in generale sugli asili nido, sulle scuole dell’infanzia e sulle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per gli anziani e per le persone con disabilità. La possibilità di inserire in via stabile i sistemi di videosorveglianza negli asili nido, concettualmente, aprirà le porte anche agli altri ordini e gradi di scuola. Quindi, sulla scorta del disegno di legge, possono essere messe a fuoco le criticità nel rapporto tra videosorveglianza e mondo della scuola che stanno oggi animando il dibattito. Innanzitutto, ricorda il disegno di legge, l’obiettivo primario è quello di agire a livello di prevenzione delle condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica. Ecco perché il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per definire le modalità per una valutazione attitudinale per l’accesso alle professioni sia educative sia di cura. Di conseguenza, emerge in tutta la sua attualità anche il tema della formazione obbligatoria permanente: ecco perché la prima preoccupazione del legislatore diventa la formazione del personale impegnato nelle attività di educazione e assistenza, anche perché la videosorveglianza non potrà mai sostituire gli educatori, né pienamente sopperire alle loro carenze. (...)

Le soluzioni adottate dall’I.T. “Falco” di Capua

LIstituto Tecnico “Giulio Cesare Falco” di Capua è un valido esempio applicativo di impiego delle tecnologie di sicurezza. È quanto deduciamo dall’incontro con il dirigente scolastico Paolo Tutore.

Quali esigenze hanno spinto il vostro istituto a dotarsi di dispositivi di sicurezza?
La nostra scuola è dotata di un sistema di videosorveglianza e di un sistema antintrusione collegato telefonicamente alla locale stazione dei Carabinieri. Tale soluzione si è resa necessaria per garantire un certo livello di protezione contro i furti, ricorrenti nelle scuole dal momento che, al di là delle apparecchiature presenti nei laboratori, tutte le nostre aule sono dotate di lavagne interattive multimediali equipaggiate da videoproiettori a ottica ultracorta e da notebook. Per quanto riguarda gli uffici, la necessità di dare un livello di protezione e di sicurezza è finalizzato anche a tutelare i dati presenti nei nostri archivi, sia cartacei sia digitali. L’impianto è stato realizzato quattro anni fa e presenta, oltre a sensori a infrarossi e telecamere interne, sensori elettromagnetici su tutte le porte di accesso all’istituto. Le telecamere consentono la visione e la registrazione delle immagini in postazioni locali e remote. Il funzionamento delle telecamere è in essere, ovviamente, soltanto nelle ore di chiusura dell’Istituto.

Oltre agli strumenti tecnologici, sono state adottate altre strategie in ottica sicurezza?
Oltre alle tecnologie, al fine di garantire livelli di sicurezza adeguati durante le ore di funzionamento del servizio scolastico, si è puntato alla formazione del personale Ata impartendo istruzioni per quanto riguarda il controllo sia sull’accesso di persone estranee sia sull’accesso dell’utenza agli uffici in relazione alla tutela della privacy. Su questi ultimi aspetti, a mio parere è necessario dare maggiore attenzione dal momento che non sempre si è riusciti a garantire un controllo adeguato. Tengo, infine, a precisare che le spese di quanto realizzato in termini di sicurezza sono gravate esclusivamente sull’istituto dal momento che nulla è stato fatto, sotto questo aspetto, dall’Ente competente. Tuttavia, da quando è stato realizzato l’impianto non si sono registrati più furti. (...)

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