Sopra e sotto il livello del mare

Grazie ai nuovi sistemi di sicurezza, quello di Long Beach è il primo porto a essere interamente protetto sott’acqua, in acqua, a terra e fino a 1.800 piedi di altitudine. Vediamo come.

a cura della Redazione

Il porto della città californiana di Long Beach aveva l’esigenza di integrare in un’unica piattaforma un corposo ventaglio di sistemi differenti, in grado di aiutare a proteggere e gestire l’imponente mole delle sue operazioni, tipiche di uno degli scali marini più trafficati al mondo, polo strategico tra più importanti per il commercio tra USA e continente asiatico.
Il porto - il secondo per ordine di grandezza negli Stati Uniti - coordina, infatti, annualmente, il traffico di merci che superano il valore di oltre 140 miliardi di dollari.
Con una superficie di 13 chilometri quadrati, l’area portuale comprende 10 moli, 80 punti di attracco per navi e 71 gru per facilitare gli spostamenti di circa 19.900 container da cinque metri, trasportati ogni anno da oltre 5.300 navi mercantili.
L’habitat naturale è, poi, frequentato da rare specie animali che attraversano le acque marine e gli spazi aerei - e la cui incolumità è da salvaguardare con la massima cura.
Per operazioni di tali grandezza e complessità il rispetto di stringenti norme di sicurezza e conformità richiedeva un team di esperti, supportato da un sistema di controllo e comando integrato e innovativo.

Piattaforma Surveillint
by Tyco Integrated Fire & Security

Nel 2005 ha preso il via un progetto finalizzato all’installazione di un’infrastruttura di sicurezza integrata in grado di agire sopra e sotto il livello del mare, comprendente la realizzazione di un centro di controllo di 7.500 metri quadri, del valore di 21 milioni di dollari.
Con così tanti e differenti sistemi di sicurezza e di monitoraggio on-site, il porto doveva fronteggiare una serie di ostacoli, quali esigenze di training sempre più frequenti, impossibilità di pianificare le risorse e il lavoro richiesti per controllare manualmente i dispositivi malfunzionanti in così numerosi sistemi eterogenei e la necessità di sfruttare l’infrastruttura e i sistemi esistenti, fino al momento in cui tempi e budget avrebbero consentito investimenti ulteriori.
Per la tecnologia del centro di controllo e comando, le autorità preposte hanno deciso di affidarsi a Surveillint di Tyco Integrated Fire & Security.
Surveillint ha convinto in virtù della sua architettura aperta, della flessibilità, delle funzionalità di integrazione attuale e futura e dell’intuitività della sua interfaccia, oltre alla capacità di supporto di numerosi protocolli di comunicazione - sia standard che proprietari di terze parti - e per le avanzate funzionalità di reportistica.
Il software ha permesso alle autorità portuali di concentrare il training dei propri dipendenti su un unico impianto, capace di monitorare lo stato e le prestazioni di tutti i sistemi e i dispositivi in Rete.
Sono stati, anche, integrati i sottosistemi specifici, tra i quali 56 chilometri di cavo in fibra ottica sotterraneo e subacqueo, che assicura il cablaggio di tutti gli apparati.
È stata, anche, prevista l’installazione dell’applicativo Orion Monitoring Software per fornire dati in tempo reale sulle prestazioni, la salute e lo stato delle operazioni di tutti i sistemi che vengono gestiti tramite l’interfaccia di Surveillint.

Trasmissione dati,
comunicazione e Tvcc

Sott’acqua, i cavi in fibra ottica hanno garantito il servizio di trasmissione dati a elevata capacità, necessario per implementare la soluzione Kongsberg Sonar - sistema di analisi e rilevamento sonar di tipo militare - riuscendo a captare la differenza tra specie viventi e oggetti inanimati sommersi.
I dati “live” vengono re-inviati all’interfaccia Surveillint e gli operatori sono allertati in caso di oggetti sospetti, evitando falsi allarmi causati dalla fauna marina.
La sicurezza in superficie è stata migliorata potenziando la soluzione già esistente nel porto con un sistema radar capace di rilevare i veicoli.
I dati del radar, uniti al sistema di mappatura in tempo reale Blue Light Tracking, sono stati integrati con Surveillint, consentendo, così, agli operatori di identificare e tenere traccia del traffico delle imbarcazioni.
Il livello di sicurezza in superficie è stato aggiornato con una combinazione di telecamere a 360 gradi potenziate e da un sistema esteso Tvcc.
Sono state, inoltre, migliorate le comunicazioni, integrando in Surveillint sia la stazione radio che il sistema di public address, fornendo, così, agli operatori un mezzo per trasmettere messaggi importanti in modo semplice e rapido all’intera comunità operante nella vasta area portuale.
Dato che il porto sorge sul percorso degli uccelli migratori, è stato chiesto l’aiuto di un’agenzia ambientale che monitorasse e testasse l’impatto dei radar sugli stormi e tutte le telecamere installate sono dotate di dissuasori per volatili.
Ci sono voluti due anni prima che il porto identificasse postazioni strategiche per il posizionamento del sistema sonar.
Sono stati anche condotti studi per individuare la presenza di mammiferi - come la foca blu e quella grigia del Pacifico - che dalle vicine acque si spingono fino al bacino portuale.
Quando questo capita, i dispositivi si fermano, per evitare che il loro suono confonda il sistema di navigazione interno degli animali.
Il verificarsi di questo evento fa scattare un allarme in Surveillint, per allertare l’operatore che deve monitorare lo stato dei sonar.

Reportistica semplificata
A seguito dell’implementazione della piattaforma Surveillint, il porto di Long Beach è stato in grado di integrare oltre una dozzina tra sistemi di sicurezza nuovi ed esistenti, comprese innovative soluzioni radar e sonar pienamente conformi ai regolamenti governativi.
Risparmi in termini di tempo e costi sono stati assicurati grazie al monitoraggio dello stato della Rete, che impedisce che si verifichino malfunzionamenti degli apparati e che ha eliminato l’esigenza di attività time-consuming, mentre è stato semplificato il training dello staff, riducendolo da settimane a due soli giorni.
Surveillint - dichiara Mike McMullen, Lead Project Manager del porto di Long Beach - è stata la scelta giusta per questo importante progetto. Non solo ci ha permesso di integrare in modo efficace ed efficiente i nostri sistemi, ma ci ha fatto, anche, risparmiare tempo e denaro per l’installazione e l’implementazione. Surveillint offre, inoltre, funzionalità di reportistica semplificata che consentono agli operatori di ricevere dati in tempo reale utilizzabili per calcolare il tempo di risposta a un incidente, il numero di allarmi scattati o per controllare chi gestisce il maggior numero di incidenti in un dato giorno e altro ancora”.
Tutti questi report possono essere visualizzati sotto forma di grafico in una manciata di secondi. In passato - continua McMullen - avremmo dovuto recarci presso ogni singolo sistema, predisporre i report e creare i tabulati. Ora possiamo fare tutto questo in un attimo, con grandi vantaggi in termini di risparmio e prestazioni. La misurazione va effettuata su base regolare, noi lo facciamo ogni mese. Solo che, ora, l’operazione, invece di portarci via due giorni ci tiene occupati solo trenta minuti, per creare report da sei o sette categorie”.

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