Quale videosorveglianza nel 2020?

Intervista in esclusiva a Magnus Ekerot – dallo scorso 1° ottobre CEO di Mobotix AG, con responsabilità sulle aree sales e marketing – il quale, sulla base degli sviluppi attuali, proietta il mercato del video nel 2020, ipotizzando uno scenario in cui la rete sarà protagonista assoluta.

Paola Cozzi
Responsabile Rivista Sicurezza

Gruppo Il Sole 24 Ore

Dottor Ekerot, dove spinge l'evoluzione del video?
Non occorre essere veggenti per ipotizzare che, in futuro, sempre più applicazioni funzioneranno attraverso una connessione di rete. E questa tendenza vale, naturalmente, anche per la videosorveglianza. Il trend verso le soluzioni digitali, infatti, è in costante aumento. Numerose applicazioni vengono già “combinate” e gestite insieme tramite una rete, quasi fosse una sorta di "mega-sistema" nel quale, ad esempio, impianto antincendio, impianto di chiusura porte e impianto video si incontrano.

Una rete senza limiti, dunque. Con quale rovescio della medaglia?
Il rischio, per la rete, è quello di diventare un collo di bottiglia. Se, infatti, un numero sempre maggiore di applicazioni funziona utilizzando la medesima rete - e se a questo aggiungiamo la tendenza, nei sistemi di videosorveglianza, a utilizzare una qualità sempre più alta delle immagini - l'enorme quantità di dati renderà necessaria una rete che sia all'altezza, dal punto di vista tecnico, nell'assicurare una trasmissione rapida e impeccabile dei dati. Questo, tuttavia, non deve indurci a soluzioni opposte, ad esempio alla decisione di non elevare la qualità delle immagini oppure di non modernizzare o non ampliare la rete stessa. Il sentiero ideale, in futuro, dovrà prevedere un compromesso razionale ed economicamente conveniente tra praticabilità, requisiti tecnici e necessità effettive. Poi, per quanto riguarda la qualità delle immagini, ritengo che lo standard futuro sarà una risoluzione compresa tra i 5 e i 10 Megapixel.

Che cosa chiederanno installatori e clienti finali?
Controllare direttamente le telecamere e i dati registrati, impostare l'intero sistema da una posizione remota, installare aggiornamenti o apportare altre modifiche alla configurazione del sistema, saranno le esigenze che installatori, systems integrators e, conseguentemente, clienti finali esprimeranno in futuro e che, in molti casi, già esprimono. E che i produttori dovranno accogliere e fare proprie. Così come dovranno accogliere un altro aspetto importante: la semplicità di utilizzo dell'intero sistema video.

Parliamo di flessibilità…
E' - e continuerà ad essere - di importanza fondamentale. I sistemi video dovranno essere sempre più flessibili per quanto riguarda la scalabilità, ovvero dovranno essere in grado di offrire la possibilità di aggiungere nuove telecamere. Dovranno essere “a prova di futuro”, insomma. È importante che i modelli di versione precedente possano ottenere nuove funzionalità tramite appropriati aggiornamenti. Tuttavia, in futuro, il concetto stesso di “flessibilità” si allontanerà dall'ottica del "singolo prodotto" e guarderà alla “piattaforma”…

Che cosa significherà, nel concreto?
Nella scelta delle telecamere, il cliente non dovrà essere obbligato a selezionare un'attrezzatura fissa e non modificabile. Al contrario, dovrà avere la possibilità di scegliere - ad esempio - i moduli sensore da una specie di “kit” paragonabile a una "scatola delle costruzioni". Questo kit deve poter offrire molteplici opzioni, il che consentirà di aggiornare rapidamente il sistema di videosorveglianza in caso di nuove esigenze o di aggiornamenti dal punto di vista tecnico.

I vantaggi di tale flessibilità?
Saranno enormi. Da un lato, il fatto di potere offrire ai clienti un valore aggiunto. Dall'altro, si potrà rispondere in modo più puntuale alle loro richieste, fornendo la soluzione ad hoc, la soluzione ideale, riducendo - al contempo - il volume di giacenza dei prodotti in magazzino.

Dove verranno memorizzati i dati registrati?
Nella stessa telecamera, nel cloud o tramite DVR?
Entro un futuro non molto lontano, una quantità sempre maggiore di dati verrà memorizzata all'interno di telecamere HDTV per un periodo di più settimane. Contemporaneamente, aumenterà anche la memorizzazione di dati nel cloud. I vantaggi? Per la memorizzazione non sarà più necessario utilizzare un DVR e gli utenti potranno visualizzare i video da qualsiasi luogo e tramite qualsiasi dispositivo in grado di connettersi a Internet. Il cosiddetto “hosted video” rappresenta, quindi, un mercato con buone prospettive di crescita, soprattutto per le piccole imprese e gli utenti privati. Questo non significa, tuttavia, che i DVR e la memorizzazione locale dei dati scompariranno del tutto. Le imprese di grandi dimensioni, ad esempio, probabilmente non sceglieranno di memorizzare i dati per periodi di tempo molto lunghi all'interno delle telecamere o in un cloud di dati globale, che - in questi specifici casi - rappresenta una soluzione meno sicura.

In futuro, si deciderà a favore dell'acquisto completo di sistemi video oppure si opterà per soluzioni di leasing?
Sicuramente si assisterà a una “combinazione” di soluzioni orientate alle esigenze individuali degli utenti, soluzioni concepite "su misura", che consentiranno di accedere a segmenti di mercato che in passato rinunciavano ai sistemi di videosorveglianza IP a causa dei costi elevati. Con modelli di noleggio economicamente convenienti - probabilmente in combinazione con l'hosted video - in futuro la videosorveglianza diventerà interessante anche per gli utenti privati. Gli sviluppi futuri dipenderanno in larga misura dalle offerte dei produttori e dall'andamento dei prezzi.

In quali ambiti di applicazione si registrerà una crescita maggiore dell'IP?
Oggi, la videosorveglianza IP è particolarmente diffusa nell'ambito della vendita al dettaglio. Per il futuro, mi aspetto un elevato tasso di crescita anche in altri settori. Ad esempio, in quello della sicurezza pubblica. Se analizziamo gli eventi, gli sviluppi attuali e le discussioni in corso, possiamo facilmente prevedere che la videosorveglianza all'interno di luoghi con un'importante affluenza di pubblico - centri urbani, stazioni ferroviarie, aeroporti ecc. - diventerà uno standard. Standard che adotterà la tecnologia digitale. E in questi luoghi, per quanto riguarda le immagini, possiamo assumere che, entro il 2020, esisterà una regolamentazione giuridica che stabilirà un “livello di qualità minimo”. Una risoluzione minima di un Megapixel, ad esempio, avrebbe senso per garantire che le immagini diventino utilizzabili anche in un contesto penale quale “prova video”. Altri settori in cui si potrebbe registrare una crescita, sono quelli dei trasporti, della sanità e dell'istruzione. Ed entreranno sempre più nel mirino anche gli utenti privati.

Parliamo di business e di aree geografiche: quale scenario è ipotizzabile?
I mercati principali continueranno a essere Europa e Stati Uniti. E, nonostante si tratti di mercati in un certo senso saturi, la convergenza analogico-IP continuerà, fino al 2020, ad assicurare vendite e fatturati di notevole entità. India e Cina, invece - per via dell'alta densità della popolazione e dell'alto tasso di crescita - appartengono alle aree più dinamiche del mercato asiatico. Si prevede una forte richiesta di sistemi di videosorveglianza digitali anche nelle aree geografiche che presentano una forte crescita dell'infrastruttura a banda larga: la parola chiave è, in questo caso, "fibra ottica". Sulla base di tali dati, la società di analisi di mercato RNCOS prevede, entro il 2017, una crescita del 14% del mercato del video IP come valore assolutamente realistico.

2013-2020: quali sfide attendono i produttori di apparecchiature video?
Riuscire a fornire soluzioni tecnologiche che siano in grado di soddisfare non solo le esigenze attuali ma anche quelle future, il che significa reinventare in continuazione gli obiettivi dell'impresa. È importante, poi, trovare un equilibrio tra le sinergie e la singolarità dei prodotti, tra il prezzo e le loro funzionalità. Parallelamente al continuo sviluppo tecnologico, è importante, inoltre, che l'azienda continui a registrare una crescita sia in termini di quote di mercato che come continua presenza a livello internazionale. Vinceranno soltanto le aziende che saranno in grado di mantenere il controllo su tutti i processi importanti e sulle nuove strutture che consentiranno la crescita. Tra i primi posti, fra sette anni, avremo soltanto le aziende che si saranno dimostrate capaci di superare tale sfida.

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