Più sicurezza nelle piazze italiane

La funzione della piazza è in crisi. La presenza di autoveicoli, la creazione di piazze “commerciali” al di fuori dei nuclei urbani e la riduzione del verde pubblico stanno, infatti, sempre più allontanando la cittadinanza dalle piazze.

“Vivere bene in una comunità ha sempre significato il soddisfacimento di tre esigenze sociali fondamentali dell'uomo, […] la convivialità, la religiosità e la politica. E poiché il soddisfacimento di queste tre esigenze richiedeva una base economica, le suddette strutture erano organicamente e naturalmente raggruppate attorno alla piazza del mercato”
Così scriveva Leopold Kohr - economista, giurista e politologo statunitense - nel 1976.
Oggi, però, la funzione della piazza è in crisi. La presenza di autoveicoli, la creazione di piazze “commerciali” al di fuori dei nuclei urbani, la progressiva atrofizzazione della socialità e la riduzione del verde pubblico allontanano la cittadinanza dalle piazze, che diventano spesso luogo di ritrovo per categorie sociali diverse, in alcuni casi portatrici di insicurezza e senso di abbandono e di degrado.
Quali sono le strategie per rendere una piazza più sicura e attraente per i cittadini

Il progetto di riqualificazione di piazza Dante a Trento

I ricercatori di RiSSC - Centro Studi e Ricerche su Sicurezza e Criminalità - stanno lavorando su questo tema in due progetti: “UrbSpaces - migliorare l'attrattività e la qualità degli spazi urbani” e “Animadante”, progetto di riqualificazione di piazza Dante a Trento.
Nei due progetti sono state proposte o valutate strategie di riqualificazione situazionale - ripensare gli spazi perché siano più sicuri - e di riqualificazione sociale, ovvero riportare le persone in piazza e gestire le marginalità esistenti.
In particolare, il progetto “Animadante” ha rappresentato un interessante esperimento di riqualificazione di una piazza attraverso un approccio integrato.
Piazza Dante, nata come un giardino botanico, oggi è un luogo ben curato sia nella qualità dei prati e delle piante, sia negli arredi, nei corsi d'acqua e nelle installazioni artistiche.
Tuttavia, la piazza è caratterizzata da uno scarso utilizzo da parte dei cittadini e dalla presenza di segni di degrado sociale quali la permanenza di senza fissa dimora, la presenza di stranieri, un minimo spaccio di stupefacenti e qualche segno di vandalismo, al punto da diventare l'area critica della città.

Le strategie di recupero

Negli ultimi anni, l'amministrazione comunale e gli altri enti preposti alla sicurezza e all’ordine pubblico sono intervenuti in Piazza Dante migliorando l'attività di sorveglianza: oggi l'area è costantemente videosorvegliata da un sistema di telecamere e di recente è stato realizzato un intervento di sfoltimento della vegetazione, con la funzione di aumentare la visibilità di alcune zone della piazza.
Con il progetto “Animadante”, il Comune di Trento è intervenuto ulteriormente nell'area attraverso quattro diversi approcci:

- la riqualificazione del parco - attualmente in corso - che comprende una migliore definizione degli spazi, la risistemazione del verde, degli arredi urbani, dell'illuminazione, nonché il recupero di due palazzine a usi pubblico
- il miglioramento della percezione della piazza attraverso una strategia comunicativa, in particolare sui media, dove era rappresentata come il luogo del degrado per antonomasia
- la gestione del disagio sociale, fornendo servizi alle persone in condizioni di bisogno o difficoltà che si trovano a vivere l'area della piazza
- il coinvolgimento della cittadinanza attraverso numerose azioni organizzate all'interno della piazza stessa, che fungono da catalizzatori di “utenza non problematica”

Il risultato atteso era quello di creare una serie di opportunità per richiamare nella piazza la cittadinanza, le famiglie, i giovani, gli anziani, le associazioni locali e gli immigrati, creando occasioni di svago, culturali e di incontro, attraverso un piano coordinato di interventi di presenza e partecipazione, in un luogo che in passato ha visto un'occupazione non armoniosa dello spazio pubblico.

I risultati

Il progetto ha ottenuto buoni risultati, perché sono state create numerose iniziative che hanno riempito la piazza durante l'estate, attirando diverse tipologie di utenti e permettendo ai mondi dei “socialmente inclusi” e “socialmente esclusi” di incontrarsi e convivere nello stesso spazio.
Questo è stato possibile grazie a una capillare e sapiente organizzazione, che ha garantito e regolato gli incontri, le relazioni e le dinamiche tra i diversi utenti.
La frequentazione dello spazio è stata sempre armoniosa, anche se questo non è riuscito completamente a restituire la piazza ai cittadini né a convincere alcune categorie (in particolare i bambini) a frequentare la piazza in altri momenti.
Inoltre, i soggetti con un percorso migratorio alle spalle sono sembrati sfuggire ai tentativi di incontro, mantenendo - e forse rafforzando - la separazione esistente tra “gli stranieri” e i cittadini.
Dall'esperienza di queste ricerche emerge che la sicurezza di una piazza si costruisce a partire dalla sua progettazione, che deve considerare elementi architettonici quali coni visivi adeguati, illuminazione sufficiente, accessi e percorsi chiari, assenza di punti oscuri e angoli inattivi; elementi di arredo urbano a prova di atti vandalici; strumenti di protezione (porte e finestre di sicurezza, cancelli, serrature) e di sorveglianza formale e informale (presenza delle Forze dell'ordine, videosorveglianza e sistemi di allarmi).
Ma una piazza si riqualifica anche attraverso interventi sugli attori dello spazio, animando gli spazi, creando interesse, coinvolgendo le persone, in particolare di utenti “deboli” - anziani, bambini, donne, immigrati, disabili - affinché i cittadini riconquistino gli spazi pubblici, restituendo alle piazze la loro funzione originale.
Tali strategie hanno valenza universale, perché possono essere applicate ovunque, ma richiedono di essere organizzate, progettate e adattate al contesto socio-spaziale, per assicurarne l'efficacia.

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