Logistica e trasporti

L’Associazione TAPA fa il punto sullo stato dell’arte della sicurezza trasporti.

Nel corso del meeting organizzato a Milano da TAPA Emea, è stato illustrato lo stato dell'arte della sicurezza logistica e sono state presentate da ADT Fire & Security le ultime soluzioni, volte a garantire la tutela di beni e persone in ogni fase delle attività legate a una realtà di importanza cruciale del nostro tempo.

L'8 ottobre scorso, presso l'Hotel Melià di Milano, si è svolta la conferenza, indetta da TAPA Emea, riguardante le più recenti evoluzioni della sicurezza dei trasporti dal punto di vista normativo e logistico e le soluzioni a oggi più accreditate.
Dopo gli interventi di Mark Schwarz, TAPA Emea BoD/Eurowacht Central, Andrea Evangelista, LP Security di Tech Data, del colonnello Antonio Montanaro e di Giovanni Di Leo, Italy security manager di TNT, ha preso la parola Andrea Natale, business development manager di ADT Fire & Security, sponsor del meeting.
La recente richiesta di sicurezza nel settore della logistica - ha spiegato Natale - deriva dal fatto che le grandi organizzazioni e associazioni internazionali stanno spostando l'attenzione dal ramo bancario - con furti ad alto rischio e ridotta percentuale di successo - verso questo diverso ambito, oggi nel mirino della criminalità.
In questo settore ADT Fire & Security ha avuto la possibilità di mettere in opera la propria proposta - sia nel caso di aziende associate TAPA che di altre che presentano le stesse esigenze di protezione - mediante impianti realizzati ex-novo o attraverso l'implementazione di sistemi preesistenti.

Porti e aeroporti
Sono opera di ADT anche alcune applicazioni importanti in settori complementari a quello della logistica, ma dove la logistica è una delle attività chiave per la loro stessa sopravvivenza.
ADT Fire & Security protegge, ad esempio, gli aeroporti londinesi che fanno capo all'autorità britannica BAA.
Complessi nei quali transitano 128 milioni di passeggeri l'anno e dove ADT ha installato, soltanto per il controllo accessi, circa 3.500 lettori, con badge passivi di prossimità di circa 240.000 tessere, tra dipendenti e aziende esterne, che gravitano tutto il giorno nella struttura.
Un giro di persone che genera un traffico di circa 5.000.000 di transazioni al mese, centralizzate su più server ridondanti nel sistema di controllo accessi centrale.
Un altro settore strettamente complementare è uno dei riferimenti classici della logistica intermodale, quello dei porti, siti di enormi dimensioni e dalle esigenze delicate e complesse, nelle quali si compie una grande quantità di attività e si concentra un numero ingente di persone e veicoli, oltre a un cospicuo quantitativo di merci che transitano a bordo dei container.
In Italia, ad esempio, si trova il terminal VTE, legato al porto di Genova e uno dei più importanti a livello europeo.
Per dare un'idea dei numeri che gravitano intorno a questa realtà, il terminal è in grado di contenere fino a 1.500.000 di UTE, la misura ISO per identificare il volume dei container, con la quale viene valutata la produttività di queste strutture.

Terminal e depositi
Sia nelle situazioni più semplici - come nel caso della filiera del solo trasporto su gomma - così come in quelle più complesse, quali il trasporto multimodale, in cui il trasporto su gomma viene integrato da quello su ferro e da quello navale, il 60% dei furti avviene quando la merce è a deposito.
Ogniqualvolta, insomma, ci sia un punto di trasferimento, di cambio di possesso, di mezzo di trasporto, si verifica sempre un'opportunità di perdita, danneggiamento, frode, furto.
In questi casi i rischi sono evidentemente molteplici e molte le misure di sicurezza che possono essere impiegate, studiate ad hoc per risultare efficienti ma non invasive, così da non interferire con lo svolgimento del lavoro quotidiano.
La soluzione ideale, adottata da ADT Fire & Security, è una piattaforma di controllo accessi finalizzata all'identificazione in tempo reale e all'autorizzazione delle persone che accedono al sito da proteggere.
Un'architettura alla quale si chiede, anzitutto, al fine di garantire uno screening scrupoloso e infallibile, la capacità di integrazione con altre tecnologie di sicurezza, quali tecnologie multiple di prossimità, soluzioni biometriche, tecnologie di identificazione automatica, come quelle utilizzate dai telepass, e in radiofrequenza.
E, ultima ma non meno importante, la videosorveglianza.
Le soluzioni di controllo accessi, infatti, sono in sé “cieche”, matrici virtuali che elaborano un numero imponente di dati che necessitano del supporto visivo di periferiche “intelligenti”, in grado di fornire nell'immediato all'operatore le informazioni che servono a visionare immediatamente quanto accade fuori dell'ordinario.
Le soluzioni ADT, ha proseguito Andrea Natale, vengono utilizzate in ogni situazione di rischio, dal livello più basso al più elevato, dalle operazioni di ricevimento fino al monitoraggio di tutte le aree di lavorazione e imballaggio delle merci.
Anche in questo caso, da molti anni la tecnologia mette a disposizione la possibilità di utilizzare le immagini video per associarle ai numeri identificativi di pallet e colli.
Per questo motivo oggi, grazie alla radiofrequenza, che consente l'identificazione automatica delle merci, è possibile registrare sul data base del sistema di controllo accessi o di videoregistrazione digitale ogni dettaglio del collo.
Dal punto di vista del riconoscimento dei veicoli, poi, in questo modo è possibile leggere automaticamente le targhe, così come i sigilli dei container e i numeri identificativi, ai fini di sicurezza o di snellimento e velocizzazione dei processi operativi.
Anche l'antintrusione deve essere integrata da apparati video, in modo da fornire all'operatore il massimo dettaglio dell'informazione.
Grazie a questa combinazione di tecnologie, ad esempio, si può focalizzare l'attenzione sulla porta lasciata aperta o sull'uscita di emergenza che è stata attivata e puntare telecamere - fisse o speed dome - che si possono movimentare nell'area di interesse dove sta accadendo l'evento.
In caso di incendio, poi, trattandosi di ambienti molto grandi e con soffitti irregolari, ADT impiega soluzioni di rivelazione precoce, ad aspirazione forzata.
Per lo spegnimento, invece, è necessario servirsi di sistemi che utilizzino tecnologie differenziate, ad hoc per le diverse tipologie di intervento.
Per l'evacuazione, infine, sono indicate soluzioni che, oltre a rispondere alle normative, siano dinamiche e di immediata lettura, così come la segnaletica luminosa proposta da ADT.
È importante, da ultimo, che tutte queste tecnologie convergano su un'unica interfaccia grafica.
Ogni tecnologia, infatti, è dotata del proprio hardware, del proprio software e del proprio protocollo di comunicazione.
Tutto ciò viene integrato su piattaforme in grado di garantire lo svolgimento regolare delle operazioni di sicurezza localmente necessarie ma anche di dare all'operatore, in poche postazioni centralizzate, l'informazione necessaria per un'azione mirata e tempestiva.

Chi è TAPA
TAPA è l'acronimo di Transported Asset Protection Association, Associazione per la protezione delle merci destinate al trasporto.
Fondata negli Stati Uniti nel '97, si è estesa anche in Europa nel 1999 e a oggi conta più di 600 associati nel mondo.
Oggi TAPA - aperta a tutte le aziende sia produttive che di lavorazione ma, soprattutto, ai servizi logistici e assicurativi che ruotano intorno a queste aziende - ha diversi intenti strategici.
La mission è quella di studiare, implementare, mantenere le migliori tecniche di protezione delle merci, garantendone la sicurezza tramite la rispondenza a standard e certificazioni rilasciati da primari Istituti e aziende.
In Europa l'associazione conta più di 250 membri, mentre sono 450 i settori rappresentati - l'high tech al primo posto, seguito da moda, preziosi, tabacco - a fronte di più di 650 siti certificati nel mondo e tre livelli di sicurezza.
Attualmente, sono in fase di sviluppo gli standard di sicurezza per aree aeroportuali dove è prevista movimentazione di merce.

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