La disinformazione non risparmia la sicurezza anticrimine

Se il Web pullula di video didattici su come mettere fuori uso un sistema di allarme, una nota trasmissione televisiva, nei mesi scorsi, ha contribuito a diffondere l’immagine di una sicurezza da circo. Ma la Sicurezza Professionale è un altro mondo. Il resto è spazzatura mediatica.


Paola Cozzi
Responsabile Rivista Sicurezza
Gruppo Il Sole 24 Ore

Negli ultimi mesi, attraverso una nota trasmissione televisiva e il Web, è passato il messaggio per cui sabotare un impianto di allarme è un gioco da ragazzi. Con tanto di intervista al piccolo criminale di turno che, sotto i riflettori, pare il Re furbo che fa didattica a sudditi ignoranti sia in fatto di furti che di sistemi di sicurezza.

A parte il fastidio nel vedere dare pulpito e visibilità a chi rappresenta l’illegalità - malcostume di una televisione fintamente democratica che, in nome dell’audience, promuove tutti, anche chi esercita il male - offende gli operatori del settore un’informazione che banalizza, che - ponendo al centro il prodotto scadente, di bassissima qualità, obsoleto, spesso senza certificazione e installato da ciarlatani - deride la sicurezza. Che ne fa uno scenario da “Scherzi a parte”, un palcoscenico da circo, un bluff. E tutti i buffoni a riderne. Compreso l’avanzo di galera intervistato, che si sente intelligente perché ha manomesso un rivelatore acquistato al supermercato. Chapeau.

Il quadro che ne deriva? Quello di una sicurezza fatta di apparecchiature che si staccano dal muro a un colpo di mano, di allarmi che non scattano, di sirene sabotate con uno spray e di porte blindate che si spalancano con un gioco di serratura.
Di questa sicurezza l’utente finale non può che diffidare.
Perché non dire al pubblico che esiste anche la Sicurezza Professionale, fatta di aziende serie, che vi si dedicano da decenni, di team di ingegneri, tecnici e sviluppatori che lavorano allo studio e alla ricerca di tecnologie sempre nuove?
Perché non dire che esiste il prodotto all’avanguardia, di alta qualità, certificato, collaudato, che ha superato severi test di prova
Che esistono case, negozi, centri commerciali, aeroporti, centri urbani, stadi, porti, dotati di sistemi eccellenti che, negli anni, hanno scoraggiato micro e macro-criminalità?
Certo, l’intervista all’avanzo di galera rumeno attrae più pubblico che non quella all’installatore esperto e qualificato o al Senior Engineer del reparto Ricerca & Sviluppo della multinazionale che da trent’anni studia, progetta e produce dispositivi di altissimo livello per la protezione di beni, persone e luoghi.

Il sistema di sicurezza di alta qualità, moderno, attuale, esiste.
Esiste, ha un costo superiore all’apparecchiatura di scarto e possiede requisiti assoluti. Quali? Eccone alcuni.
Fondamentale è la presenza di una batteria che garantisca ore e ore di autonomia (36 ore di autonomia e 80 minuti di allarme per i prodotti di fascia più alta) nei casi in cui il malintenzionato interrompa l’alimentazione.
In poche parole, una sirena con una batteria di questo tipo, continua a suonare per ore anche se vengono tagliati i fili.

Altri elementi importanti sono il sistema antischiuma brevettato, sempre attivo e in grado di funzionare anche a impianto spento; la membrana antiperforazione - con serpentina in polvere d’argento che, se perforata, fa scattare l’allarme - e il doppio tamper anti-apertura e anti-strappo dal muro, in grado di assicurare l’attivazione dell’allarme in tutti i casi di manomissione del dispositivo.
Inoltre, le sirene di eccellenza possiedono la protezione antiavvicinamento, un contenitore antivandalico in policarbonato; un contenitore metallico interno per una doppia protezione meccanica; ingressi di alimentazione protetti contro l'inversione di polarità; interferenze e sovratensioni; dispositivi antimanomissione per apertura e rimozione.

E veniamo alla progettazione dell’impianto di sicurezza, cosa tutt’altro che semplice, fatta di step, di lavoro attento. Il punto di partenza è uno solo e prevede - da parte dell’installatore professionista - una scrupolosa analisi dei rischi. Senza tale analisi, non si può procedere.
Considerare attentamente i beni da proteggere, prendere in esame le caratteristiche dell’abitazione - ovvero i punti a rischio intrusione, tutti gli accessi, i balconi, i terrazzi, il tetto - e le abitudini, lo stile di vita di chi vi abita. Questa è l’analisi.
Diffidare di chi non opera in questo modo, di chi si improvvisa esperto, di chi installa impianti a basso costo, senza assistenza tecnica nel tempo, di chi - dopo l’esecuzione dei lavori - non si rende più reperibile, abbandonando il cliente a se stesso.

Un consiglio su tutti: non rivolgersi a un elettricista travestito da allarmista, a un installatore generalista e verificare che l’azienda alla quale si decide di affidare i lavori operi prevalentemente nel settore della sicurezza e che sia presente sul mercato con anni di esperienza.

La sicurezza anticrimine è un fatto serio. Ha come oggetto la protezione delle vite umane, non solo dei beni materiali.
Non si presta allo scherzo.
Non può essere banalizzata, resa fenomeno da circo mostrando prodotti, personaggi e situazioni che con la professionalità non c’entrano nulla.
E non è vero che il criminale è sempre bravo, furbo, preparato. Il criminale vince solo se, lungo il cammino, non incontra ostacoli.

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