Guida per l’installatore – Sioux, intelligenza “distribuita” al servizio dell’antintrusione

Andrea Cuttica, Product Specialist di Cias

Sviluppato da Cias, in seguito a una ricerca in partnership con il Politecnico di Milano, il sistema Sioux è collegabile a qualsiasi centrale ed è integrabile con ogni sistema di sicurezza, di vecchia e nuova generazione

Il sistema antintrusione è sviluppato da Cias

Sioux è il sistema antintrusione per recinzioni rigide, flessibili e anche non eterogenee nell’ambito dello stesso impianto. Sviluppato da Cias a seguito di una ricerca condotta in collaborazione con il Politecnico di Milano, può essere utilizzato in diversi ambiti: dal residenziale al commerciale, dall’industriale all’aereoportuale.

È costituito da una moltitudine di sensori sensibili sui tre assi del tipo Micro Electro Mechanical Systems (MEMS), migliore tecnologia di rilevazione disponibile sul mercato largamente utilizzata nell’automotive e nell’elettronica di consumo.

Sioux, Cias - I cavi di connessione ai sensori vanno tagliati per il collegamento al controller, mentre dall’altro capo sono già intestati di connettori tipo RJ45

Sioux, Cias - I cavi di connessione ai sensori vanno tagliati per il collegamento al controller, mentre dall’altro capo sono già intestati di connettori tipo RJ45

Nel caso specifico funzionano come accelerometri che analizzano con estrema precisione disturbi, punti di intrusione e tentativi di manomissione. Sono organizzati in sottoinsiemi da 7, ciascuno dei quali si compone a sua volta di 1 sensore master (identificabile da un pallino verde) e 2 coppie da 3 slave cadauna. Ogni sensore slave invia il proprio segnale su un differente canale del master stesso, che assegna un indirizzo al segnale ricevuto, lo digitalizza e lo ritrasmette all’unità di controllo centrale. Questa, a sua volta, effettua analisi e correlazioni non realizzabili dai singoli sensori master, individuando la zona di recinzione dove si è verificato l’evento critico e la precisa distanza in metri.

Si tratta pertanto di un’intelligenza “distribuita” che permette di calibrare i parametri di lavoro di ogni zona e del singolo sensore attivo all’interno di essa. L’operatore può configurare le zone a campo passeggiando lungo il perimetro e “toccando” fisicamente i sensori per selezionare l’inizio e la fine di ognuna delle zone disponibili. In alternativa, potrà eseguire la configurazione da remoto attraverso il software Sioux-test.

Il parere del tecnico: Andrea Cuttica, Product Specialist di Cias

“Sioux può essere collegato a qualsiasi centrale di antintrusione attraverso un’interfaccia relè o tramite rete ethernet, integrandosi pertanto con qualsiasi sistema di sicurezza di vecchia e nuova generazione. I cavi forniti in dotazione sono già intestati di connettori tipo RJ45. Vanno semplicemente tagliati dal lato per il collegamento al controller, per adattarne la misura. Il sistema si estende su 2 rami da una copertura di 350 m cadauno, pertanto il raggio d’azione complessivo è di 700 metri. Il controller è posizionabile fino a 50 metri di distanza rispetto al campo; con dei media converter in fibra ottica, ci si può spingere fino a 5 chilometri. Per applicare i sensori su una rete, utilizzare la meccanica di supporto fornita in dotazione. Chiudere adeguatamente le custodie affinché i cavi e l’elettronica siano protetti da eventuali infiltrazioni. I sensori si collegano in cascata tramite i cavi forniti in dotazione e il loro indirizzamento avviene automaticamente all’avvio del sistema, quando viene rilevata la posizione in sequenza di ciascuno di essi. Se ne possono installare fino a 70 per ramo. La distanza consigliata tra loro è di 5 metri in linea orizzontale. Ai sensori posti agli estremi dei due rami dell’impianto va applicata la resistenza di fine linea”.

Pubblica i tuoi commenti