Fatti e Tecnologie – News – Riconoscimento facciale: anche a scuola

Recognition of a female face by layering a mesh and the calculation of the personal data by the software. Biometric verification and identification - ph credits: AdobeStock

I numerosi fatti di cronaca nera che coinvolgono periodicamente gli istituti scolastici statunitensi, con le armi da fuoco imbracciate da minorenni e impiegate per vere e proprie stragi, spostano l’attenzione dell’opinione pubblica americana, soprattutto quella dei genitori.

Non è un problema che nasce oggi, la controversia sull’acquisto di pistole e fucili negli States è di lunga data, con i cittadini spaccati su fronti opposti, tra chi vuole proibire l’acquisto ai minori e chi opta, come Trump, per addestrare gli insegnanti alla sicurezza in classe. In attesa della decisione delle autorità, le scuole si tutelano installando telecamere digitali, e non solo.

Avvisa “Spectrum News” (Buffalo) che, dal prossimo anno scolastico, le scuole di Lockport (Stato di New York) saranno dotate di un sistema di riconoscimento facciale con software annesso. Lo stesso impiegato in aeroporti, casinò e obiettivi governativi sensibili. Il soprintendente del distretto scolastico ha affermato che “Bisogna tenere alta la guardia, i tempi sono cambiati e considerato il mondo in cui viviamo, la priorità n. 1 è la sicurezza a scuola”.

Per questo si rivolgono allo stato dell’arte della tecnologia: il software è lo stesso usato da Scotland Yard, dall’Interpol, dalla polizia parigina e dal ministero della Difesa francese. La spesa preventivata è di 1,4 milioni di dollari, soldi statali, per rifornire con il sistema Aegis di SN Technologies di Ganonoque, Ontario, i dieci edifici scolastici del distretto. La tecnologia si inserirebbe nel sistema di sicurezza da 2,75 milioni di dollari previsto, con 300 telecamere.

Lockport ha contribuito nel 2015 allo sviluppo del software che sarà installato questo autunno, con test video su vari modelli di pistole: il sistema infatti è pensato per bloccare anche gli oggetti indesiderati, non solo le persone. Alcuni dei genitori dei ragazzi però pensano che non aiuterà a risolvere il problema delle sparatorie, perché porte sigillate, vetri blindati e check-in all’ingresso (le misure già in uso) sono sufficienti e costano meno.

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