Elettrotecnica ed elettronica, segnali di recupero

 

L’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana torna lentamente e timidamente a crescere. A fine 2014 - in base ai dati ANIE - il comparto ha evidenziato una crescita del volume di affari di circa l’1%, con andamenti differenziati fra i comparti.

 

Entrando nel dettaglio, l’Elettrotecnica fa registrare, alla fine dello scorso anno, un +1%, mentre l’Elettronica, nonostante abbia saputo brillare meno in termini di fatturato estero (-2,3% rispetto al 2013), chiude comunque l’anno con un deciso +1,6%, trainata dagli ottimi risultati in termini di fatturato aggregato di Automazione industriale (+3,6%) e Sicurezza e automazione edifici (+4,9%).

Ha mostrato, inoltre, una notevole dinamicità il comparto dei Sistemi di trasmissione movimento e potenza, che ha sperimentato un’accelerazione del ritmo di crescita, pari al 4,6%.

Perdura la sofferenza dei comparti Cavi (-4,6%), Ascensori e scale mobili (-4,3%) e Componenti e sistemi per impianti (-2,8%), penalizzati dalla debolezza degli investimenti nel territorio nazionale.

In linea con le tendenze espresse negli ultimi anni, il dato positivo è legato all’incidenza del canale estero, grazie alle strategie di diversificazione geografica portate avanti dagli operatori che si sono spinti verso i principali mercati di sbocco delle tecnologie italiane.

Dei 55 miliardi di euro registrati a fine 2014, 30 miliardi sono stati originati dalla vendita dei prodotti dell’eccellenza delle tecnologie made in Italy sui mercati esteri, con un’incidenza sul giro di affari pari al 55%.

È proprio l’export a registrare un deciso +2,5%, salvando una situazione ancora implacabilmente segnata dalla stagnazione della domanda interna.

I dati positivi trovano conferma nei primi mesi del 2015.

Per il settore Elettrotecnico ed Elettronico i dati Istat del primo trimestre del 2015 ci restituiscono un incremento del +1,8% del fatturato totale rispetto al corrispondente periodo del 2014.

Anche per il 2015, ANIE stima una crescita del fatturato aggregato pari all’1%

  

L'analisi

L’analisi dei dati evidenzia che l’internazionalizzazione e gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono stati i driver che hanno consentito alle aziende ANIE di sopravvivere al clima recessivo.

Per quanto riguarda l’export, colpisce il fatto che non siano solo le aziende di maggiori dimensioni ad eccellere nei mercati internazionali: oltre la metà del valore delle esportazioni totali dell’industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana è stato originato, infatti, dalle piccole e medie imprese, a fronte di un 40% del medesimo indicatore di dieci anni fa.

In alcuni comparti, l’export è arrivato a incidere sul totale del giro di affari per addirittura 70 punti percentuali, fino al 90,4% dei Cavi e al 91,8% dei Componenti elettronici.

Quanto ai valori di crescita tendenziale, i Trasporti ferroviari ed elettrificati, registrano un +30,9% rispetto al 2013.

L’anello debole è ancora rappresentato del mercato interno: dopo un triennio di forte flessione, nel 2014 la domanda nazionale rivolta alle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche - pur mostrando un lieve rimbalzo, pari a +1,8% - appare tuttavia ferma ai valori di dieci anni fa.

Si salvano solo i segmenti che hanno potuto beneficiare degli effetti delle incentivazioni delle ristrutturazioni edilizie, come l’Illuminotecnica (+4,2% rispetto al 2013) e gli Apparecchi domestici e professionali (+2,6%).

“La cauta ripresa che osserviamo nei dati 2014 viene confermata anche nel primo trimestre del 2015 ­ commenta Claudio Andrea Gemme, Presidente di ANIE Confindustria - Ma è innegabile che, con il mercato interno fermo, non è possibile parlare di vera ripresa. L’industria Elettrotecnica ed Elettronica, più di altri segmenti del manifatturiero, ha saputo in questi anni mantenere la barra dritta, un risultato eccezionale che si spiega con la capacità dei nostri imprenditori di intercettare puntualmente le esigenze del mercato. L’andamento dei prossimi mesi dipenderà dal mix di interventi pubblici che verranno adottati per rilanciare la crescita e innalzare il tasso di sviluppo potenziale dell’economia”.

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