Body scanner: pregi, difetti, controindicazioni

Che cosa sono, quali sono le tecnologie impiegate e quali i rischi per privacy e salute?

Negli Stati Uniti sono già presenti in carceri e tribunali, ma anche in una ventina di aeroporti.
In Europa ce ne sono due presso lo scalo di Amsterdam-Schipol e il governo olandese ne ha annunciato l'immediato potenziamento.
La Gran Bretagna ha comunicato che i primi saranno installati a breve a Heathrow.
Il Canada li introdurrà entro due mesi in nove scali, in Germania entreranno a far parte dei dispositivi di sicurezza aeroportuali entro la fine dell'anno.
L'Italia ha dato il via libera all'acquisto di una dozzina di queste apparecchiature, che saranno in azione tra un paio di mesi presso gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa e Venezia.
Stiamo parlando dei body scanner (letteralmente scannerizzatori corporei), le attrezzature di sicurezza balzate improvvisamente alla ribalta in seguito al mancato attentato dello scorso Natale sul volo Delta Amsterdam-Detroit che, in questo periodo, nel nostro Paese (e non solo) tengono banco sui media e impazzano in Rete.
Tutti ne parlano, ma il non addetto ai lavori rischia di uscire da tanta sovrabbondanza di informazioni con le idee ancora più confuse di prima.
Cerchiamo di mettere ordine, chiarendo anzitutto che cosa sono veramente i body scanner e come funzionano.

Tecnologie differenti
Sono due le tecnologie in gioco.
La prima si chiama Backscatter x-Ray e impiega raggi X a energia molto bassa, che non penetrano l'oggetto (come quelli più potenti in uso per le radiografie a uso medicale) ma utilizzano le radiazioni di ritorno del corpo.
L'immagine fornita è a due dimensioni e in bianco e nero.
Il secondo tipo di macchinario, il Millimeter wave scanner, si serve di una tecnologia più recente e di derivazione militare, che utilizza onde radio di lunghezza millimetrica e a elevata frequenza, realizzando un'immagine tridimensionale.
Secondo la Tsa, l'organo di controllo del traffico aereo americano, le onde elettromagnetiche impiegate hanno una potenza diecimila volte più bassa di quella di un comune cellulare.
Non sono considerate ionizzanti. Non sono, ovvero, in grado di rompere il legame che tiene uniti elettroni e nuclei in un atomo: non vengono ritenute, quindi, troppo dannose per la salute.
Tra i produttori c'è anche un nome italiano, Gilardoni di Mandello del Lario (Lecco), che produce Gen 2: un sistema “inserito dal ministero della Difesa americano nella lista dei prodotti certificati per la sicurezza nazionale e l'antiterrorismo”.
Nella pratica, il sistema è semplice: il passeggero entra in una cabina a braccia e gambe divaricate.
Trenta secondi, qualcuno in più per i sistemi a raggi X, e il software trasforma i segnali ricevuti in un'immagine.

Attentato alla privacy?
Di fatto, il body scanner ci spoglierà completamente, mettendo in luce anche segreti imbarazzanti quali piercing e protesi nascoste.
Una modalità di indagine che ha sollevato sconcerto e perplessità tali da convincere Vito Riggio, presidente del Cisa - il Comitato interministeriale per la sicurezza aerea - e dell'Enac, Ente nazionale dell'aviazione civile, a fissare severe linee guida alle quali far riferimento nell'utilizzo delle apparecchiature che verranno adottate.
“Sarà necessario - ha detto Riggio - che non sia possibile riconoscere il volto dei viaggiatori, che l'operatore addetto allo scanner sia diverso da quello che è al varco, che l'immagine registrata venga immediatamente cancellata e che non si verifichi l'emissione di raggi nocivi per la salute”.
Cosi come già succede negli Stati Uniti, dove, oltre alla messa in opera di queste misure prudenziali, si lascia al passeggero la libertà di decidere se vuole entrare nello scanner o preferisce essere perquisito personalmente da un agente.
Il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, ha ricordato come lo scorso febbraio la proposta della Commissione Ue di utilizzare i body scanner per il controllo ordinario negli aeroporti fosse stata bocciata in quanto misura eccessiva e inaccettabile.
Anche per lui “ora la discussione si può riaprire, ma solo per controlli straordinari e con alcuni punti fermi, vale a dire l'opacizzazione della sagoma e del volto, quindi la visione in una stanza protetta”.
Ma c'è anche chi, come alcune associazioni per i diritti civili in Gran Bretagna, sostiene che “la rapida introduzione dei “full body scanner” negli aeroporti britannici rischia di infrangere le leggi per la tutela dei minori, che proibiscono la creazione di immagini oscene dei bambini“
In questo Paese alcune organizzazioni hanno denunciato che le immagini create da queste apparecchiature sono talmente dettagliate da poter essere paragonate, addirittura, a “perquisizioni complete virtuali”, invocando strenui
accorgimenti a difesa della privacy.
Ai ministri, ad esempio, viene chiesto di esentare i minorenni dai “full body scanner” o di rinviare l'introduzione delle nuove leggi per garantire che il personale della sicurezza aeroportuale non commetta reati in base alle leggi pedopornografiche.
Marco Cappato, deputato europeo radicale, ha depositato un'interrogazione parlamentare: la proposta di introdurre i body scanner negli aeroporti, sostiene Cappato, che ha parlato di "pornografia obbligatoria", tocca diritti umani fondamentali, quale quello alla privacy, alla protezione dei dati personali e alla dignità della persona.
Anche dai gruppi britannici per la tutela della libertà civili vengono chieste a gran voce garanzie che le immagini riprese degli scanner non finiscano su Internet.
A questo proposito, a intorbidire vieppiù le acque ci hanno pensato i membri dell'Electronic Privacy Information Center (Epic) mettendo in luce che - al contrario di quanto affermato dalla Tsa - “i body scanner non solo sono in grado di conservare le immagini catturate durante l'analisi dei passeggeri sottoposti a scansione, ma sono anche dotati di funzionalità per l'invio delle stesse”.
Le scansioni conservate dai body scanner, insomma, secondo l'Epic possono essere rubate o utilizzate impropriamente.
Taglia corto Roberto Maroni, il nostro Ministro degli Interni, sostenendo che alle obiezioni sulla tutela della privacy si può con tutta tranquillità rispondere con le misure e gli accorgimenti di protezione di cui abbiamo parlato sopra.
Senza dimenticare che “il diritto alla vita è prioritario”.
Più o meno le parole del ministro della Salute Altero Matteoli: “La privacy è importante ma la sicurezza è preminente su tutto” .

Utilità e rischi per la salute
Le perplessità riguardano anche la vera e propria utilità di queste apparecchiature: offrono veramente più garanzie rispetto a un controllo incrociato metal detector-ispezione manuale?
La motivazione della Tsa è che il sistema permette sì di rilevare oggetti nascosti, ma anche macchie di plastica, armi di ceramica e materiali esplosivi che sfuggono al metal detector.
Il limite, però, è che non riesce a vedere oltre la gomma o materiali simili alla pelle.
Ma Ben Wallace, ex consulente della Qinetiq (la società di ricerca britannica apripista in fatto di scanner), ha sostenuto, invece, accrescendo la confusione, che questi apparati non sarebbero in grado di intercettare le sostanze a bassa densità.
Quindi, anche plastica, polveri chimiche e liquidi.
La Iata, poi, l'Associazione internazionale delle compagnie aeree, ha espresso preoccupazione per i forti ritardi che potrebbero essere causati dai nuovi controlli.
A questo proposito Riggio si è detto convinto che, al contrario, i body scanner velocizzeranno le operazioni di controllo.
Ad alimentare le polemiche sono, poi, i timori legati alla salute.
Gli uomini della Tsa americana hanno sottolineato la bassa potenza delle emissioni.
Concorda Claudio Fonda, primario di radiologia all'ospedale Meyer di Firenze: “Le onde radio in teoria sono inoffensive, ne siamo circondati, ma non si conoscono gli effetti a lungo termine.
“E anche le emissioni di raggi X sono molto basse, se ne accumulano di più durante un volo transoceanico.
“Detto questo, esistendo un rischio probabilistico, per i bambini meglio l'ispezione manuale”.
“Quello che ci preoccupa - aggiunge Alfredo Siani, presidente della Società Italiana di Radiologia Medica (Sirm), parlando degli scanner a raggi X - sono le radiazioni ionizzanti che usiamo anche per le normali radiografie. Dobbiamo valutare gli eventuali rischi che possono correre persone costrette a sottoporsi a controlli ravvicinati, come i piloti, le hostess e gli steward o particolari categorie di viaggiatori come le donne in gravidanza e i bambini. Si tratta, però, di dosi bassissime che, a detta delle case produttrici, non sono pericolose”.
Mentre, nel caso dei sistemi a onde millimetriche “queste apparecchiature - dice Siani - non appaiono particolarmente rischiose. Le onde radio assorbite nel corso di un controllo sono assimilabili a quelle emesse da un cellulare durante una telefonata di una quindicina di minuti”.
Intanto, le reazioni dei passeggeri nei confronti di questa nuova tecnologia sono decisamente positive.
In un test condotto dall'Ansa a Fiumicino i pareri, infatti, sono risultati in larghissima parte favorevoli.
“Se si può essere tutti più sicuri - ha affermato un passeggero - è chiaro che il discorso della privacy, alla fine, passa in secondo piano".

Precondizione di libertà
Tra dubbi e proteste il comitato sperimentale istituito in Italia, composto da rappresentanti dell'Ente nazionale assistenza al volo, della Polizia di frontiera, e dei ministeri dei Trasporti, degli Esteri e della Salute - sta lavorando.
La scelta sarà tra i due diversi tipi di tecnologie: si preferirà la più sicura, che sia anche la meno dannosa.
Quanto all'opportunità o meno di servirsi di macchine che, per motivi di sicurezza, spogliano i passeggeri negli scali a rischio trasformandoli in una silhouette grigia attraente quanto un sacco di patate, è necessario che l'Europa impari a non demonizzare la tecnologia, trincerandosi dietro obiezioni perbenistiche che alla fine sono solo ipocrisia.
In nome del più comune buon senso, è necessario riconoscere - come scrive Pierluigi Battista sul Corriere della Sera - che, se “c'è sempre qualcosa di imbarazzante nello sguardo altrui che oltrepassa la soglia della pelle di ciascuno”, è altresì vero che noi viviamo costantemente sotto l'occhio di un Grande Fratello che non si perde nessuna traccia elettronica della nostra esistenza.
“E allora - conclude Battista - perché allarmarsi proprio quando, in cambio di un momentaneo passaggio sotto l'occhio tecnologico che guarda nel corpo, si può incrementare la ragionevole certezza che il tuo viaggio non sia l'ultimo della vita?”
I pedofili hanno ben altri circuiti dove esercitare loro perversioni, sono ben altre le sedi dei guardoni che dobbiamo temere.
Certo si è che i body scanner devono essere usati a integrazione, e non in sostituzione, di tutti gli altri sistemi di sicurezza - fermo restando il diritto del passeggero di non farsi mettere a nudo se non vuole e il dovere dello Stato di tutelare, contro ogni potenziale rischio di accumulo, la salute dei minori.
In definitiva, se davvero teniamo alla pelle non ci resta che scegliere il “male minore”.
E ci piace tirare le somme facendo nostre le parole del Ministro degli Esteri, Franco Frattini: “La privacy delle persone è un diritto assoluto e inviolabile, ma il diritto di non saltare per aria è la precondizione di tutte le libertà”.

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