Approfondimenti – Antintrusione Gsm, attenzione alle Sim

Close-up of mobile phone with sim cards - ph credits: AdobeStock

Un combinatore Gsm può rimanere inattivo per diversi mesi e il cliente finale rischia di dimenticarsi di esso o di ricaricare la Sim. E, se la Sim è senza credito (o scaduta) proprio nel momento del bisogno, si rischia un mancato allarme

 

Ogni sistema di sicurezza installato negli ultimi anni ha come vettore di comunicazione principale il combinatore Gsm, magari non da solo, ma sicuramente sempre presente. Il Gsm è molto comodo: non necessita di alcun cablaggio supplementare, non necessita della presenza di una linea telefonica a casa del cliente ed è ritenuto più sicuro della linea fissa per la sua “insabotabilità”. I costruttori di sicurezza, inoltre, hanno sviluppato molto anche l’aspetto “dati” dei combinatori e, con il contestuale sviluppo dei Cloud, la tecnologia Gprs permette alle centrali di allarme di fare a meno anche della scheda di rete, pur potendo offrire funzionalità “smart” quali notifiche push, video verifica o teleassistenza lato installatore.

Criticità del sistema Gsm

Realizzare un sistema di sicurezza di livello alto con un solo vettore di comunicazione non è mai la scelta migliore: è auspicabile, infatti, prevederne almeno un paio “ridondati”. Ma, per un momento, ipotizziamo che un solo Gsm sia sufficiente.

Quali sono i punti deboli di questo vettore di comunicazione? Principalmente due. Innanzi tutto, per un esperto di sistemi di sicurezza, la debolezza del Gsm rispetto ai Jammer, apparati capaci di mascherare le frequenze telefoniche “ammutolendo” il combinatore e impedendogli di compiere il proprio mestiere. Ma i Jammer sono apparati costosi e non così diffusi.

Molto più frequentemente, però, i combinatori Gsm sono soggetti a una debolezza ben più concreta: la mancanza di credito nella Sim necessaria al loro funzionamento. All’interno del combinatore Gsm, infatti, va inserita una Sim al pari di quella che si inserisce in un qualsiasi telefono cellulare e, proprio come per qualsiasi smartphone, questa Sim necessita di credito per telefonare.

Ricordarsi di ricaricare una Sim telefonica è, ormai, una operazione estremamente semplice: gli operatori stessi inviano un alert tramite sms o, alla peggio, il telefono smette di funzionare.

Per un sistema d’allarme, invece, il discorso è molto più comlpesso. Il combinatore Gsm può rimanere muto anche per mesi ed è normale che, a un certo punto, il cliente finale si dimentichi di lui e, quindi, di ricaricare la sua Sim. È proprio così che la scheda rimane senza credito proprio nel momento del bisogno.

Il giusto “piano telefonico”

A fronte di questa situazione e di questi disagi, con conseguenze anche importanti, è proprio l’approccio dell’installatore che può fare la differenza.

Consigliare al proprio cliente l’inserimento, nel combinatore Gsm, di una Sim connessa a un abbonamento è il primo punto fondamentale. Se il cliente ha già una bolletta con addebito bancario, aggiungere una Sim a consumo non costa molto e si ha la certezza che il combinatore non sarà mai a corto di credito.

Le Sim ricaricabili, invece, presentano due tipi di problemi: le opzioni che vengono attivate (talvolta tacitamente) dagli operatori e che vanno a erodere il credito in maniera silente; la scadenza del credito stesso che, in mancanza di ricariche ricorrenti, è fissata per tutti gli operatori a undici mesi. Prevedere un sms ricorrente che certifichi il funzionamento del combinatore è, dunque, un altro importante input.

Quasi tutti i sistemi di sicurezza, inoltre, dispongono di funzioni di “esistenza in vita” del modulo Gsm: attivarle è quasi un obbligo. Ed è importante suggerire anche Sim che non abbiano opzioni attive o che siano appositamente pensate per l’uso all’interno di combinatori telefonici. (...)

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