Antintrusione, video, telefonia

In una storica tenuta londinese, un vecchio impianto antintrusione è stato sostituito da avanzati sistemi di sicurezza e telefonia che ne permettono il controllo da remoto.

Tra i vincitori dell'edizione 2010 del Premio H d'Oro, il concorso indetto dalla Fondazione Enzo Hruby per valorizzare la professionalità degli installatori, per la categoria Beni Culturali è Zois Elettronica, azienda installatrice lombarda alla quale si deve la realizzazione di un sistema integrato antintrusione, di videosorveglianza e telefonia a tutela di un antico complesso residenziale situato nel sobborgo londinese di Stanmore.
La tenuta - che risale al diciassettesimo secolo e si stende su una superficie di 2.000 metri quadrati - comprende tre costruzioni distinte, realizzate in legno e mattoni e inserite in un parco naturale con due laghetti artificiali: una delle ville presiede l'ingresso della tenuta e prende il nome di Gate House, al centro domina sul parco la Main House e in fondo si trova la terza, Coach House.
La splendida proprietà è tutelata e gestita dalle leggi governative del “Department for culture, media and sport” per la protezione dei beni culturali e architettonici.

Il progetto

Il sito era provvisto soltanto di un sistema antintrusione elementare, di vecchia generazione.
L'intervento di Zois Elettronica ha previsto il progetto di un sistema di videosorveglianza, di un nuovo impianto antintrusione e di un sistema telefonico, reso necessario dalla grande estensione della tenuta.
Gli impianti video e antintrusione sono collegati in rete, per permettere al custode della Gate House di gestire tutto l'apparato e di vedere in tempo reale gli allarmi e le immagini provenienti dalle telecamere.
Il sistema telefonico, inoltre, dà la possibilità di comunicare in tutta la proprietà tramite portatili e rispondere al citofono della tenuta in qualsiasi zona del sito, per poter aprire direttamente il cancello di ingresso.
Per gestire l'impianto sono state create due sale regia, nelle quali è possibile vedere le immagini delle telecamere su tre monitor: la sala principale è stata realizzata presso la villa centrale, mentre i segnali video sono stati rilanciati in Gate House per creare quella secondaria.
Inoltre, in un armadio rack 19'' sono stati alloggiati il videoregistratore, la matrice video, gli amplificatori equalizzatori, la barra din per le alimentazioni delle tratte in campo e le apparecchiature del rack.
Presso Main House, poi, si trova il client che gestisce sia l'impianto di allarme che il sistema video, con una mappa grafica della tenuta sulla quale è possibile identificare l'origine degli allarmi.
La realizzazione dell'impianto video ha portato a scavi per la collocazione di 20 pali, con cablaggio interno, per le telecamere - di tipo day/night e speed dome - dislocati nel parco e intorno alle tre ville.
Il sistema antintrusione, invece, ha previsto l'installazione di sensori a infrarossi e a doppia tecnologia, a protezione di tutte le porte interne alle ville.
Presso tutte e tre le abitazioni, inoltre, sono stati posizionati pulsanti antirapina.
Tutto l'apparato è connesso a Internet con indirizzo statico per la gestione remota da Milano, dove risiedono i proprietari.
Il sistema è stato messo in rete utilizzando la centrale della villa principale e i due DGP concentratori esterni alimentati nelle altre due residenze.
A conclusione dell'opera, il committente ha richiesto, poi, il collegamento con le Forze dell'Ordine locali.

Alternativa al cavo coassiale

La problematica più consistente da affrontare è consistita nell'eccessiva distanza delle telecamere - di tipo day/night e speed dome - che rendeva impossibile utilizzare il cavo coassiale RG59.
Si è deciso, quindi, di erigere, entro il parco stesso, alcune torrette esterne con portello stagno, dove sono stati alloggiati punti presa per future manutenzioni e gli amplificatori/equalizzatori, tarati con l'oscilloscopio, in grado di rilanciare il segnale delle telecamere nella Main House.
In questo modo si è resa possibile la trasmissione puntuale dei segnali video.
In più, è prevista, per il futuro, l'estensione della fibra ottica per le telecamere più lontane.
Oltre alla difficoltà già riportata, l'installazione ha presentato alcune particolarità dovute alla sua ubicazione in Inghilterra.
Infatti, per realizzare l'importante scavo previsto dal progetto è stato spedito dall'Italia un container con le attrezzature e i macchinari utili a scavare i pozzetti; all'interno della tenuta è stato allestito un garage con funzione di magazzino-laboratorio e sono, quindi, iniziati i lavori edili, di cui i tecnici hanno dovuto acquisire competenza.
Nel primo mese di lavoro è stato realizzato uno scavo di 1,5 km - con un pozzetto di ispezione ogni 30 metri - e sono stati installati 20 pali alti 4,5 metri, anche questi spediti dall'Italia.
Il cliente ha apprezzato molto il lavoro svolto da Zois Elettronica - che ha impiegato quattro tecnici per quattro mesi di lavoro - ed è rimasto soddisfatto soprattutto dell'impianto di telefonia interfacciato con il citofono, che permette di avere il controllo degli accessi della tenuta da qualsiasi zona del parco.

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