Anteklab, dieci anni di reti e video

Marco Biancardi, amministratore delegato di Anteklab, ripercorre per noi i dieci anni dell’azienda mantovana.

Dottor Biancardi, il 2009 segna, per Anteklab, il decimo anno di attività: come si è evoluta la struttura dell'azienda in questo arco di tempo?
Antek è una realtà che opera - dai primi anni '80 - nel campo delle telecomunicazioni e della trasmissione dati. Dieci anni fa, forti dell'esperienza maturata nel settore delle reti e grazie all'avvento delle telecamere IP, abbiamo deciso di fondare Anteklab e di costruire un sistema per la videoregistrazione su reti LAN, Aylook.
Non le nascondo che il progetto era semplicemente quello di “completare” l'offerta per i clienti che acquistavano i nostri router… Non avevamo una vera e propria idea di mettere in piedi un'attività specifica nel settore della sicurezza. Con il tempo, però, ci siamo resi conto che stavamo conquistando un mercato sempre più ampio, al quale le nostre soluzioni piacevano e servivano. Ecco allora che negli ultimi anni Anteklab è cresciuta notevolmente: dall'ampliamento del reparto di Ricerca & Sviluppo all'apertura di nuovi uffici, al fatto di poter contare - oggi - su commerciali interni, rivenditori e un buon numero di clienti.

Che cosa è cambiato nell'ambito della sua offerta, intesa sia in termini di prodotti che di servizi a supporto all'installatore?
L'offerta si è obbligatoriamente trasformata, soprattutto negli ultimi anni. Quando siamo nati, la nostra proposta era “diversa” dalle solite perché abbracciava tutto il mondo delle reti. Inizialmente le difficoltà sono state enormi proprio il mondo degli installatori era molto lontano da questo tipo di soluzioni.
Adesso, invece, anche altre aziende hanno investito in questo mercato, dunque non siamo più tra i pochi operatori. Inoltre, per una società come la nostra, che sviluppa tutte le soluzione hardware e software internamente, è impossibile rimanere in certe fasce di mercato. Siamo, quindi piacevolmente costretti a investire sulla ricerca di soluzioni sempre più “sartoriali”, da cucire addosso ai nostri clienti per fornire sistemi integrati sempre diversi, inesistenti sul mercato tradizionale.
Questo genere di approccio ci porta ad avvalerci di tecnici altamente specializzati, a stretto contatto con gli ingegneri che sviluppano Aylook. Parole - queste - che non servono a molto… tutte le aziende, infatti, sbandierano un supporto tecnico invidiabile, perché altrimenti gli installatori si rivolgerebbero alla concorrenza. Il reparto assistenza Anteklab è, quindi, solo da provare…

Come si integrano i videoregistratori Aylook con gli altri sistemi di sicurezza?
L'integrazione è il nostro cavallo di battaglia. All'interno di Aylook abbiamo inserito dei protocolli proprietari e alcuni linguaggi standard per comunicare, tramite la rete LAN, con sistemi di controllo accessi (standard Wiegand), centrali antintrusione (Securforce e Rokonet) e sistemi domotici (Vimar, BTicino, Echo Bus, Sistema Casa ecc). Abbiamo stretto delle collaborazioni fattive con una serie di società che sviluppano i loro applicativi in svariati settori e, grazie a queste collaborazioni, siamo in grado di fornire un supporto puntuale alle diverse esigenze che incontrano gli installatori. Abbiamo, in pratica, dato vita a un vero e proprio “polo tecnologico”: grazie all'esperienza di ogni azienda con cui collaboriamo, proponiamo impianti chiavi-in-mano alla grande azienda e all'Ente pubblico - grazie alla videosorveglianza IP e al controllo accessi per i dipendenti e le zone a rischio - così come all'abitazione privata, grazie all'integrazione con impianti domotici e alla visualizzazione delle telecamere su touch-screen che comandano i Bus luci, audio ecc.

Soffermiamoci sui prodotti Aylook e sulle novità che l'azienda ha in serbo per loro questo autunno…
Nei prossimi mesi è prevista l'uscita di Aylook4, una versione avanzata del nostro sistema che vedrà il rinnovamento completo della grafica - più adatta all'utilizzo tramite apparecchiature touch-screen - l'inserimento delle funzionalità multicodec (Mjpeg-Mpeg4,H264) e, soprattutto, l'implementazione di un software per il riconoscimento facciale.

Approfondiamo quest'ultimo punto…
Quella per il riconoscimento dei volti è un'applicazione sviluppata in collaborazione con il Politecnico di Bari e già installata - in via sperimentale - in alcune uffici della Polizia di frontiera italiana e greca. Entro l'anno, diventerà disponibile anche per il mercato privato.

Un suo parere sul settore: che cosa ha acquisito e che cosa ha perso in questi dieci anni?
Direi che il settore si è “spaccato”. Da un lato, ci sono operatori, installatori e rivenditori che sanno fare egregiamente il proprio mestiere, ma che non si mettono in gioco con le nuove tecnologie. Queste figure non hanno perso niente, ma non hanno neanche acquisito nulla e, credo, siano destinate a combattere giornalmente la guerra dei prezzi.
Dall'altro lato, invece, sono subentrate figure molto interessanti, che acquisiscono informazioni, si documentano, frequentano corsi, testano le nuove tecnologie che i costruttori immettono sul mercato. Dunque, dal punto di vista strettamente tecnico, il settore si è “arricchito” di nuove tecnologie, prima fra tutte le telecamere IP megapixel, per mezzo delle quali - finalmente - oggi si possono inquadrare oggetti e persone e riconoscerne i dettagli.
Purtroppo, però, sta perdendo per strada - o meglio, sta isolando - quegli operatori che non investono nella propria formazione, che preferiscono continuare sulla strada vecchia, sulla strada conosciuta, continuando a installare telecamere analogiche.
E pazienza se poi, dai filmati in bassa qualità, non si riconosce nemmeno l'automobile con cui è stata fatta una rapina…

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